Il Duce ha ricevuto l’Accademico d’Italia Tucci, il quale parte per il Giappone per intensificare i rapporti culturali fra i due paesi.
A questo scopo il Duce ha dato opportune direttive sull’azione da svolgere.
Così si annunciava la partenza di Tucci per il Paese del Sol Levante nell’articoletto “Le udienze del Duce�, apparso su Il Messaggero il 21 ottobre 1936. Secondo un articolo di due giorni dopo intitolato “La partenza dell’Accademico Tucci per l’università di Tokyo� Sua Eccellenza Tucci, alla stazione Termini di Roma dove aveva preso il treno per raggiungere Brindisi e, da lì, la nave per il Giappone, era stato salutato con manifestazioni calorose niente di meno che dall’ambasciatore giapponese e da una rappresentanza dell’ambasciata, nonché dai membri dell’Istituto Italiano pel Medio e Estremo Oriente (IsMEO), di cui era il Vice-presidente esecutivo.
L’accademico Tucci si recava all’università di Tokyo per tenere un corso di lezioni, in seguito all’accordo intervenuto fra l’IsMEO e la Kokusai Bunka Shinkokai o “Società della cultura e dell’amicizia internazionale� o, come viene tradotta di solito, “Società delle relazioni culturali internazionali�. L’articolo continua dicendo che Tucci era
latore di un messaggio del Ministro degli Esteri, conte Galeazzo Ciano.
Poco dopo, il 25 novembre del 1936, la Germania e il Giappone firmarono un Accordo contro il comunismo internazionale completato da un Protocollo supplementare. Un anno dopo anche l'Italia firmò un Protocollo di adesione a quell'accordo. E’ possibile che la partenza di Tucci sia servita a preparare il terreno all’adesione dell’Italia. Il Patto Tripartito 27 settembre 1940 avrebbe però tagliato le gambe alla politica di Mussolini in Asia e ai suoi sogni di gloria: il Giappone avrebbe riconosciuto gli interessi tedeschi e italiani in Europa e avrebbe ricevuto un analogo riconoscimento per l'Asia.
L’Europa agli europei e l’Asia agli asiatici, in due blocchi contrapposti, come previde Gentile nel discorso del 14 febbraio 1937. (A questo proposito, sapete che esiste all'Università di Roma una Fondazione Gentile? Un po' difficile accedervi, come tutte le istituzioni pubbliche italiane, ma controllate bene giorni e orari!)
Tucci risedette in Giappone per tre mesi, dove svolse un’attività politica, diplomatica e culturale intensissima. Fu accolto con tutti gli onori riservati a un personaggio politico di alto rango, fu anche ricevuto dall’Imperatore Hiro Hito e portò una lettera di Ciano al Ministro degli Esteri Arita.
Tucci si lamentò con Gentile che ebbe un’attività frenetica e fra lezioni, inviti e visite non poté vedere nulla del paese e gli scrisse da Tokyo il 20 dicembre 1936:
Però stiamo sulla buona strada per concludere qualche cosa di positivo nei riguardi degli accordi culturali fra Giappone e Italia. Il momento del resto è propizio e c’è molta buona volontà di venire incontro ai nostri desideri. È inutile entrare adesso nei particolari: Le esporrò tutto a voce, al mio ritorno.
Nel post-scriptum, come se non gli interessasse poi molto, chiedeva se la sua nomina a Direttore onorario dei corsi dell'IsMEO avesse avuto corso...
[...] Nel 1936 Mussolini mandò un accademico, Giuseppe Tucci, a stringere accordi diplomatico-culturali col Giappone. In realtà temeva il Paese del Sol Levante e scelse la strada della diplomazia. [...]
A proposito…ancora niente sul perché Tucci e Maraini non si sopportassero?
ma come non l'ho messo ancora?? Mi sembrava di sì…
allora questa settimana devo metterlo! A presto e grazie della segnalazione!
Gran (bellissimo) blog!
Grazie!
Sei molto molto gentile!:) grazie a te!
a leggere il suo "Segreto Tibet" Fosco aveva grande ammirazione per il mostruoso genio filologico di Tucci. saluti
fritz, lo aveva, ma non per le sue qualità umane, a detta sua un po' scarsine.