Giuseppe Tucci prese parte alla prima guerra mondiale. Già Capitano di fanteria di complemento in congedo con servizio nei reparti combattenti in territorio dichiarato in stato di guerra dal 1° novembre 1916 al 4 o 5 novembre 1918, fu nominato Segretario – una carica amministrativa, non politica – presso la Biblioteca della Camera dei Deputati il 1° gennaio 1921, quasi due anni dopo la creazione dei Fasci di Combattimento e quasi due anni prima della Marcia su Roma. Percepiva lo stipendio annuo di L. 6600, equivalenti, secondo i coefficienti pubblicati nel 2005 dall'Istituto Nazionale di Statistica, a L. 10.148.866,86 del 2004.
Ufficialmente, svolse questa mansione fino al 1° novembre 1930. Non ci sono documenti, almeno fra quelli del Consiglio dei Ministri, che ci dicano se Tucci fosse stato assunto dopo aver vinto un concorso, oppure per assegnazione, per raccomandazione o altro. Certo è che un lavoro così legato all’ambiente politico, anche se modesto, comportava – allora come adesso – notevoli entrature e appoggi influenti.
Nell’anno scolastico 1919-1920, dal 1° ottobre 1919 al 15 giugno 1920, Tucci aveva insegnato Materie letterarie in qualità di supplente al liceo-ginnasio “F. Stabili” di Ascoli Piceno, divenuto poi liceo classico, per 19 ore settimanali, comprese le due sessioni di esami. Insegnò anche l’anno seguente, fino al 5 gennaio 1921, nello stesso liceo e con lo stesso numero di ore.
In pochi anni, però, grazie alla sua smodata ambizione e alle sue doti non comuni, Tucci seppe farsi largo. In un decreto firmato dall’on. Giovanni Giurati, che venne eletto presidente della Camera dei Deputati nel 1929, Tucci, che era docente alla R. Università di Roma, veniva collocato fuori ruolo dal 1° gennaio 1927 e comandato senza limiti di tempo presso il Ministero degli Affari Esteri, Direzione Generale delle Scuole Italiane all’Estero. Abbiamo visto infatti che si trovava già a Shantiniketan, seguendo l’indicazione e l’invito di Formichi, che dal novembre 1925 era in India e lo aveva proposto al nostro Governo per ricambiare l’ospitalità che gli aveva offerto Tagore. Nel 1927, quando Tucci fu ufficialmente assegnato all’estero dal Ministero, viveva in India già da quasi due anni.
(foto del Ministero degli Affari Esteri)
[...] Bisogna dire però che, quando è stato mandato dal Ministero degli Affari Esteri a insegnare all'Università fondata dal Nobel Rabindranath Tagore, in India, almeno lui se lo meritava. [...]
Ancora una volta informazioni molto interessanti sulla personalità e la biografia di G. Tucci.
Queste tante notizie verranno raccolte un giorno in una biografia?
Grazie Alberto, sei molto gentile. :)
Sì, certo.
salve,
sicuramente questo non è il posto adatto per la domanda che vado a fare ma non sono riuscito a trovare una e-mail di riferimento.
Da filosofo sto cercando di mettere in piedi un piccolo blog (http://krishna.deltoso.net/) per raggruppare tutti i lavori, idee, pubblicazioni però ho il non trascurabile problema dei segni diacritici. Come si puo' fare per poter inserire i vari caratteri necessari a scrivere correttamente Upanisad, Sāmkhya o prakṛti?
Saluti e grazie
k.
krishna, usa Unicode!
ciao e auguri per il tuo blog:)
"Giuseppe Tucci prese parte alla prima guerra mondiale. Già Capitano di fanteria di complemento in congedo con servizio nei reparti combattenti in territorio dichiarato in stato di guerra dal 1° novembre 1916 al 4 o 5 novembre 1918 …".
La notizia mi sembra alquanto confusa, al limite dello strafalcione: Tucci a 22 anni era già capitano? e che significa "in congedo con servizio nei reparti combattenti"? io penso pittosto che Tucci partecipo' al primo conflitto mondiale col grado di tenente. Quanto al servizio "in territorio dichiarato in stato di guerra", sarebbe interessante sapere dove esattamente Tucci presto' servizio: alcune zone del fronte infatti, ancorchè dichiarate "in stato di guerra" (ma l'espressione è dubbia. in genere si diceva solo "zona di guerra"), erano tranquille e sicure.
Caro Gino, mi spiace se la notizia per te è confusa perché è stata presa dai faldoni del ministero (a tempo debito scriverò dove e da dove)! Praticamente ricopiata verbatim.
Comunque nel 1918 lui aveva 24 anni ed era già laureato.
E non è assolutamente vero che si dicesse solo "zona di guerra", infatti anche nello stato di servizio di mio padre (eroe di El Alamein) sono scritte le stesse parole.
Cordialmente,
Enrica