Il Manifesto degli scienziati razzisti fu sottoscritto da centottanta scienziati del regime e pubblicato sul Giornale d'Italia il 14 luglio 1938. Secondo i diari di Bottai e di Ciano fu redatto quasi completamente da Mussolini.
La Dichiarazione sulla razza fu approvata dal Gran Consiglio del Fascismo il 6 ottobre 1938 e qualche giorno dopo venne pubblicata sul Foglio d'ordine del PNF. Con l’ultimo paragrafo il Gran Consiglio prese atto «con soddisfazione che il Ministro dell'Educazione Nazionale ha istituito cattedre di studi sulla razza nelle principali Università del Regno».
Fu anche stilato un elenco (qui) delle personalità che si schierarono pubblicamente in favore della legge razziale. Fra i vari politici, studiosi, religiosi e giornalisti, Giovanni Gentile, fondatore e presidente dell'IsMEO, ora ISIAO, e il vicepresidente dell'IsMEO Giuseppe Tucci.
Di tutti i professori universitari del regno, solo 12 non avevano firmato fedeltà a Fascismo. La vergogna dell'aderenza alle leggi razziali fu la conseguenza di quell'atto.
Onde non incorrere in problemi giudiziari, Vi consiglio di rettificare il titolo, perché né Gentile né Tucci FIRMARONO il "Manifesto della Razza", né il loro nome può essere assciato con questa leggerezza ad un Istituto che opera con tutte le sue forze per il dialogo interculturale e per la pace. La questione è studiatissima, accertata e acclarata, e l'elenco di cui vi servite è una compilazione di dubbia origine e piena di errori di fatto. E' altresì noto - studiate prima di scrivere - che Gentile personalmente era contrario alle leggi in questione. I firmatari del Manifesto li potete trovare su un qualunque, anche mediocre, libro di storia: e sono quelli, non altri.
[...] Aderì alle leggi sulla razza anche Giovanni Gentile, eppure nessuno si sogna di contestare la dedica al filosofo di una via di Milano, di quella di Roma e in tante altre città italiane. [...]