La scienza e l'irrazionale per Tucci  0

boh, giovedì 21 febbraio 2008

Parlavamo di Tucci e la scienza ed ecco quello che scrisse nel 1978, nella prefazione alla ristampa di Santi e briganti nel Tibet ignoto, del 1937, che descriveva la spedizione nel Tibet occidentale del 1935:

La dimora talvolta protratta per non pochi giorni in alcuni monasteri, il camminare fianco a fianco con i pellegrini ed i monaci itineranti, hanno reso questi due viaggi ricchi di esperienze; un contatto diretto ed ispiratore con gente che vive in altra dimensione. Un premio Nobel pochi giorni fa ha scritto che l’uomo per il settantacinque per cento è ragione; il venticinque per cento è accaparrato dalle tendenze spirituali o mistiche. Io credo che non dobbiamo essere troppo orgogliosi perché dicasi che apparteniamo alla specie dell’homo sapiens; sapiens non è la stessa cosa che saggio: alludo alla scienza e alla ragione, la quale è un computer, e come tutti i computer impersonale, gelida, insensibile;

Che avrebbe detto Tucci dell'uso quotidiano dei computer? 0

boh, lunedì 18 febbraio 2008

life

L'incredibile salute di Giuseppe Tucci  0

boh, sabato 16 febbraio 2008

LemonTucci non si ammalava mai. Percorse oltre 20.000 chilometri, perlopiù a piedi o in pony; dormì per mesi in tende all'addiaccio, nel clima gelido e ventoso del Tibet, tiepido il giorno e di molto sottozero la notte, nei pianori e le valli alte dell'Himalaya, per un totale di diversi anni; percorse deserti e attraversò fiumi e le risaie malsane del Nepal; e non si ammalò mai fino a che ebbe passato da un pezzo la sessantina.

Il senatore Andreotti dice che, oltre a una costituzione fisica eccezionale, il merito andava al bicchiere di succo di limone che beveva ogni mattina a digiuno.

Tucci e la scienza: la spedizione del 1933 1

boh, giovedì 14 febbraio 2008

Spiti ValleyTucci dichiarò sempre di non amare la scienza, come la politica. Però per le sue spedizioni e le sue missioni archeologiche usò sempre le attrezzature più moderne.

Nella spedizione del 1933 nella Valle dello Spiti e il Tibet occidentale, incluso l'ex regno di Guge, portò casse di cibo, accuratamente diviso in modo che durasse quindici giorni ognuna, vettovaglie, medicine, materiale fotografico e macchina da presa, nastri e pellicole e il necessario per sviluppare i rullini, tende, letti, coperte e pistole. Più di una spedizione, e persino gruppi di pellegrini, erano stati derubati, specie al confine con la Cina, dalle bande di briganti che infestavano il paese.
Le tende erano di tela cerata resistente all'acqua e i materassini erano comodi: una vera modernità per quei tempi!

Raccontò la spedizione nel libro scritto a quattro mani con Eugenio Ghersi (1933-1938), il medico, vice e fotografo di spedizione, intitolato Cronaca della Missione scientifica Tucci nel Tibet Occidentale (1933), pubblicato nel 1934.

Sopra è una bella foto della valle del fiume Spiti.

Bookblogging: L'Asia negli anni del drago e dell'elefante 2005-2006: Nepal, India, Giappone & C. 0

boh, mercoledì 13 febbraio 2008

L'Asia negli anni del drago e dell'elefanteAgli inizi di giugno è uscito in libreria il volume, che fa parte di una serie di libri di analisi politica e geopolitica, L'Asia negli anni del drago e dell'elefante: 2005-2006. L'ascesa di Cina e India, le tensioni nel continente e il mutamento degli equilibri globali, a cura di Michelguglielmo Torri, Milano: Guerini e Associati, 2007 (pp. 509).

Questa recensione è già apparsa in Orientalia4All ma la ripropongo perché parlavo l'altro giorno di Tucci e il Nepal moderno. L'articolo sul Nepal a livello politico, economico e sociale, pubblicato su questo volume, copre il periodo 2005-marzo 2007. Fra un mesetto sarà pubblicato il prossimo numero di Asia Maior, che coprirà tutto il 2007 e, per quanto mi concerne, il periodo marzo 2007-tutto gennaio 2008.

In questo volume sono pubblicati articoli su tutti i paesi che Tucci studiò o esplorò: l'India, la Cina, l'Iran, il Giappone, il Sikkim, il Tibet (che ora fa parte della Cina), il Pakistan, l'Afghanistan.

Io ho contribuito a questo libro con "Il nuovo stato del Nepal: il difficile cammino dalla monarchia assoluta alla democrazia", che ha analizzato gli avvenimenti fino alla Rivoluzione del Popolo che ha portato alla fine della monarchia dispotica di Re Gyandendra, la Rivoluzione dei Madheshi, la popolazione che abita la fascia boschiva (e selvaggiamente disboscata) del Terai, al confine con l'India, l'allenza dei 7 partiti o SPA e di questa coi maoisti e la faticosa preparazione delle prime libere elezioni per un'Assemblea costituente, di cui si parla ormai da anni. Elezioni che, tuttavia, da giugno sono state posticipate a novembre 2007.

L'Asia negli anni del drago e dell'elefante è un libro per tutti:

Tucci, Maraini e la poesia di Leopardi 1

boh, martedì 12 febbraio 2008

LeopardiNon so se Tucci amasse la poesia o la letteratura italiana ma un giorno, durante la spedizione in Tibet centrale del 1937 compiuta con Fosco Maraini, che era stato arruolato come fotografo, gli strappò dalle mani il libretto che stava leggendo.

Che stai leggendo? -- Gli fece, un po' brusco.

Leopardi, Eccellenza -- perché voleva essere chiamato da tutti col titolo che gli spettava come Accademico d'Italia.

Allora Tucci si mise a declamare Canto notturno di un pastore errante dell'Asia e gli disse che anche lui si sentiva un pastore errante in Asia.
E pianse di commozione.

Canto Notturno di un pastore errante dell'Asia

Il Nepal di Tucci e quello di adesso: la situazione politica 2

boh, lunedì 11 febbraio 2008

Nepal flagNel 1952 e nel 1954 Tucci compì due spedizioni di tre mesi l'una nel Nepal occidentale, sempre accompagnato da Francesca Bonardi, che poi diventerà la sua terza moglie.

A quel tempo il Nepal era un regno monarchico, il governo dispotico della famiglia Rana era caduto nel 1951 grazie a una rivoluzione popolare e c'era un re della dinastia degli Shah che governava e un consiglio di ministri.

Nel 1990 è stata approvata una Costituzione che ha riconosciuto oltre 90 gruppi etnici, di religione buddhista, induista, animista, bon, con una piccola minoranza di cattolici e di musulmani, ma ha sancito che il paese era un regno induista, avvantaggiando di fatto non solo la religione, ma i bramini induisti che, pur non essendo un gruppo molto grande, hanno sempre avuto in mano i posti chiave del paese, insieme ai alla seconda casta induista e ai newari, che controllavano l'amministrazione. La famiglia del re e del primo ministro sono sempre stati induisti.

Giuseppe Tucci, Luigi Nuvoloni, Giovanni Gentile e Giulio Andreotti 0

boh, giovedì 07 febbraio 2008

Giovanni GentileTucci ebbe sempre ottimi rapporti con i politici e in specie tre: Luigi Nuvoloni, alto gerarca, che lo fece diventare segretario della Biblioteca del Senato ed era il padre della seconda moglie, Giulia; Giovanni Gentile, che conobbe tramite Formichi, che lo fece diventare bibliotecario del Senato, lo aiutò a partire per Shantiniketan -- benché fu Formichi, che era Visiting professor di Sanscrito lì, che lo propose -- e poi lo fece diventare professore ordinario senza concorso e senza ancora la chiara fama all'Istituto Orientale di Napoli, e subito dopo lo trasferì a Roma (Tucci all'Orientale non era molto amato); e 3 anni dopo che Gentile fu ucciso, il 15 aprile 1944, Giulio Andreotti.

Tucci e la sua ombrosa gatta 0

boh, mercoledì 06 febbraio 2008

Gli ultimi mesi di Tucci non furono facili. Era allettato, curato amorevolmente dall'ultima moglie, Francesca Bonardi. Vivevano nella casa ancestrale di lei a San Polo dei Cavalieri, un paesino nel Lazio, un posto che lui amava molto perché gli ricordava le amate montagne del Tibet.

La sua ombrosa gatta non si muoveva mai dal suo letto.

L'albero di Hirohito  1

boh, mercoledì 06 febbraio 2008

pipal treeIl lettore Antimo Palumbo poco tempo fa mi ha scritto che c'è una leggenda, che viene riportata da diverse persone anziane e in diversi luoghi di Roma, che dice che nella città ci sono alberi che sono stati donati alla città durante il fascismo dall'imperatore giapponese.

Dalle sue ricerche risulta una visita di quattro giorni dell'allora ancora giovane principe Hiroito nel 1921 e di una sua donazione alla città di 50.000 lire da spendere in beneficienza. Antimo chiede:

Potrebbe essere che invece che questi alberi donati siano stati opera del rapporto di mediazioni di Tucci o Maraini con Mussolini e la città?

In effetti Tucci fu mandato dal Duce in Giappone. E' una lunga storia, ma in sintesi andò lì come rappresentante del governo fascista per intensificare i rapporti fra i due paesi.

Il Duce ha ricevuto l’Accademico d’Italia Tucci, il quale parte per il Giappone per intensificare i rapporti culturali fra i due paesi. A questo scopo il Duce ha dato opportune direttive sull’azione da svolgere.

Così si annunciava la partenza di Tucci per il paese del Sol Levante nell’articoletto «Le udienze del Duce», apparso su Il Messaggero il 21 ottobre 1936. In un articolo di due giorni dopo intitolato «La partenza dell’Accademico Tucci per l’università di Tokyo» si raccontava che Sua Eccellenza Tucci era stato salutato con manifestazioni calorose niente di meno che dall’ambasciatore giapponese e da una rappresentanza dell’ambasciata, nonché dai membri dell’IsMEO, che erano venuti tutti a incontrarlo alla stazione Termini di Roma, dove aveva preso il treno per raggiungere Brindisi e, da lì, la nave per il Giappone.

E se volete fare delle passeggiate la domenica mattina alla scoperta degli alberi condotte da
Antimo Palumbo, guardate il programma qui.