Dalla prima moglie, Rosa, Tucci ebbe un figlio che chiamò Ananda, "gioia" o "beatitudine", come il discepolo preferito del Buddha. Secondo nome, Maria. Quando si separò dalla moglie lo tolse alla madre per affidarlo alla sua famiglia, che lo allevò ad Ancona, dove si era spostata. Sembra poi che tornasse a vivere con la madre.
Il ragazzo divenne un uomo considerato un po' strano, e strano lo fu certamente per il padre che lo voleva portare con sé a Roma -- voleva che facesse carriera -- ma non ci riuscì. Divenne medico, ma quando ho chiesto che tipo di medico fosse mi hanno risposto che era un medico che curava con metodi "poco ortodossi" (per quanto non sappia cosa voglia dire, né me lo hanno spiegato). Forse usava la medicina ayurvedica? Forse la medicina tibetana?
Certo è che Maraini disse che Tucci un giorno gli parlò delle persone senza carattere, senza personalità, che non hanno grandi ambizioni, e sembrava sconsolato. Maraini si rese conto che parlava del figlio.
[...] Insomma, le soluzioni di accoglienza per allevare un bambino sono tante e talvolta migliori della madre che gli ha dato la vita: perché la maternità non è un fatto biologico, è l'attitudine materna verso la vita e verso un bambino, qualsiasi bambino. Anzi, direi verso il mondo, verso la vita su questa terra, verso il verde e i fratelli animali (e pure gli umani). [...]
[...] Ovviamente i buddhisti da tutto il mondo vengono per venerarlo ed esprimono la loro fede in soldoni. Però nel 2006 un ramo penzolante è scomparso ed è stato venduto in Thailandia per 1.5 $ milioni! Inoltre i soldi delle offerte giornaliere spariscono e pure le foglie che cadono. [...]