Tucci partì per una spedizione nel Tibet centrale nel giugno-ottobre del 1939. Questo è un brano tratto da Santi e birganti nel Tibet ignoto (1937), che in appendice ne parla brevemente, e parla dell'importante monastero di Sakya:
Si arriva così a Sakya, che adesso principalmente consiste di grandi monasteri e di un piccolo villaggio. Sakya vuol dire «terra pallida» e deve il suo nome al color delle rocce della montagna sovrastanti il luogo. C’è un piccolo mercato: la popolazione è specialmente rappresentata dai monaci congregati in una setta particolare chiamata Sa-kya-pa dal nome del luogo. Sakya è un principato con a capo un gran Lama che è suprema autorità religiosa e politica.