Dalla fine degli anni Venti iniziò un grande interesse politico per l'Oriente, come veniva chiamato sempre (mentre ora indica principalmente l'anticihità), cioè l'Asia.
Gentile nel 1933 sintetizzò bene il ruolo avuto dall’Italia che, con la sua tradizionale spiritualità, che il fascismo aveva risvegliato, poteva fare da mediatrice fra l’Asia e l’Europa:
Gli scritti dei nostri pionieri [...] metteranno pienamente in luce la mirabile attività della nostra stirpe, la quale non scavò tra i popoli incomprensione nè accaparrò privilegi, ma umanisticamente cooperò ad uno spirituale incontro tra Oriente e Occidente.