Non tutti sanno, e quelli che si erigono a curatori ufficiali della sua immagine nascondono, chi sa perché, che nell’anno scolastico 1919-1920 Tucci insegnò materie letterarie in qualità di supplente al liceo-ginnasio F. Stabili di Ascoli Piceno, divenuto poi liceo classico, per diciannove ore settimanali, comprese le due sessioni di esami.
Insegnò anche l’anno seguente, fino al 5 gennaio 1921, nello stesso liceo e con lo stesso numero di ore.
Forse insegnare nelle scuole medie superiori diminuisce lo status di uno studioso come lui?
Non tanto quanto lo diminuirebbe la disoccupazione.
Bos il Diminuito
hai ragione!
L'insegnare e' spesso un lavoro necessario, non una vocazione, per gli studiosi. Tanti insegnano solo perche' non sono riusciti a guadagnarsi mezzi di sussistenza solo studiando e scrivendo. Io lo so, non ho sentito la vocazione, e percio' non POSSO insegnare. Per Tucci: Gnoli scrive che a Tucci sempre dispiaceva moltissimo tornare alla accademia dopo suoi viaggi tibetani e nepalesi. Anche secondo Gnoli, Tucci non era un gran amatore dell'universita', brnche' ne trovava alcuni usi. Ma ho anche letto che i suoi studenti lo amavano e ammiravano tantissimo, chiamandolo guru. Forse avra' avuto la dote dell'insegnante, anche se non ne avesse sentito la vocazione.
In realtà Tucci non amava tornare alla vita civile, non all'insegnamento. E poi lo ammiravano tutti, anche perché era carismatico e potentissimo. Non so quanto insegnasse.