Abbiamo visto che Tucci aveva un animo inquieto, che non lo faceva stare bene a casa e non lo faceva stare bene in Italia. Aveva sempre nostalgia del Tibet.
Ma cos'era per lui la felicità? Per ognuno il concetto di felicità è diverso. Per me, per esempio, è serenità, è quiete. Per lui credo che fosse andare alla ricerca, esplorare, raggiungere una meta, andare in cerca di una nuova meta e così via, in un processo senza fine.
E farlo lentamente, camminare per lunghe marce sui pianori del Tibet, immersi nel silenzio, immerso nella natura, preceduto solo dai suoi cani: questa era per lui la felicità.