Le scoperte di Tucci non erano rivolte solo alla ricerca e alla ricostruzione del passato, delle civiltà scomparse e delle antiche vicende: volevano essere «anche e forse soprattutto documenti di culture che stanno modificandosi e forse spegnendosi», come scrisse nella prefazione di Santi e Briganti nel Tibet ignoto.
La comunicazione – scrisse Tucci – sia che fosse voluta, sia che fosse indotta dalle condizioni esterne, dalle vicende storiche che stavano maturando, avrebbe modificato le condizioni economiche e sociali e avrebbe mutato per sempre la visione dell’uomo tibetano.
Ancora una volta, Tucci vedeva nella scienza non già un avanzamento dell'uomo, ma un affievolirsi della sua essenza più profonda.