Il Dalai Lama arriverà a Roma l’8 febbraio 2009, prima tappa della sua visita in Europa, per poi andare a Venezia. Riceverà la Cittadinanza onoraria da entrambe le città.
La cerimonia per il conferimento della cittadinanza onoraria a Sua Santità avrà luogo a Roma a Piazza del Campidoglio, lunedì 9 febbraio alle ore 14:00.
Finita la cerimonia, Sua Santità si affaccerà sulla piazza e farà un breve discorso ed un saluto a tutti coloro che saranno presenti per seguire l’evento con i maxi schermi.
Questa visita si colloca nel contesto della mobilitazione internazionale dei Tibetani in preparazione della commemorazione del 50° anniversario della Insurrezione Popolare di Lhasa contro l'invasione cinese in Tibet.
Tenzin Gyatzo, XIV Dalai Lama del Tibet, visiterà Roma per il conferimento della Cittadinanza nnoraria motivata dai
suoi sforzi a livello internazionale per trovare una soluzione pacifica per il Tibet, per aver affermato i principi dei diritti umani e per il suo impegno per la risoluzione pacifica dei conflitti tra le nazioni.
Il 10 febbraio Sua Santità il Dalai Lama si recherà a Venezia per ricevere anche lì la Cittadinanza nnoraria.
Tseten Samdup Chhoekyapa, Rappresentante di Sua Santità il Dalai Lama per l'Europa centrale e orientale ha affermato:
Sua Santità il Dalai Lama si sente onorato di ricevere questi riconoscimenti nello stesso spirito con cui egli ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace nel 1989. La visita in Italia e in Germania di Sua Santità il Dalai Lama giunge in un momento in cui il popolo tibetano in Tibet sta affrontando una sempre crescente repressione cinese
Sappiamo che negli anni '50 Tucci, che pure era stato ospitato dal Dalai Lama bambino a Lhasa, non andò neanche a incontrarlo a Roma per non turbare i rapporti diplomatici che erano stati avviati dall'IsMEO con la Cina, per via informale. Se fosse ancora fra noi, chi sa cosa farebbe adesso?
Salve, siamo una diffusione libraria: cerchiamo il volume "ASIA RELIGIOSA" di Giuseppe Tucci. Sa mica se esiste e chi lo pubblica? Grazie, Giacomo
Ce l'ho io!
beh, buon per lei: noi vorremmo sapere l'edizione per comprarlo, per rivenderlo a un cliente cher ce l'ha chiesto.
:-)
Mi sembra Partenia.
ok, grazie. in bocca al lupo. bel blog! torneròcci…
"Se fosse ancora fra noi, chi sa cosa farebbe adesso?"
Mi chiedo se il Daial Lama fosse in quel periodo una persona tanto celebrata sul livello popolare quanto lo e' oggi. Penserei che no? E penso che in quel tempo il buddismo non fosse la vera religione occidentale che e' oggi, e che quelli che si dichiaravano buddisti dovessero essere per lo piu' studiosi o in ogni caso persone piu' educate che la gran parte dei buddisti occidentali di oggi. Ma non lo so, tanti dei Beat americani si dichiaravano buddisti, e la gran parte di loro erano idioti maleducati. In ogni caso, certo Tucci, se fosse ancora con noi, non sarebbe un Bob Thurman. Si puo' immaginare il Tucci cercando la compagnia degli attori e rock star vacuosi che adorano il Lama oggi?
"Sappiamo che negli anni '50 Tucci, che pure era stato ospitato dal Dalai Lama bambino a Lhasa, non andò neanche a incontrarlo a Roma per non turbare i rapporti diplomatici che erano stati avviati dall'IsMEO con la Cina, per via informale."
Forse i due non si piacevano? Il Lama ha mai menzionato il Tucci?
Bos, certamente hai ragione, i tempi sono diversi e l buddhismo non era la religione degli occidentali alla moda come ora.
Ma anche sui giornali dell'epoca il fatto che Tucci non andò a trovarlo fu notato.
E sì, il Dalai Lama ha anche invitato Tucci, insieme ad altri studiosi che videro il Tibet ancora libero.
"E sì, il Dalai Lama ha anche invitato Tucci, insieme ad altri studiosi che videro il Tibet ancora libero."
Quindi il Tucci incontro' ancora il Lama in qualche luogo, dopo l'affare romano?
Certo doveva essere una decisione difficilissima per Tucci, quella di non incontrare il Lama a Roma. Ma certo doveva credere che un bene piu' grande per le relazioni occidentali-orientali sarebbe risultato dal non accettare l'invito. Era sempre primamente uno studioso, forse.
Sì, forse ha pensato "Ubi maior, minor cessat".