
Domani i buddhisti di tutto il mondo (chi sa, forse anche quelli in Cina) festeggeranno la Rivolta di Lhasa, avvenuta esattamente 50 anni fa.
Il 10 marzo 1959 il risentimento dei tibetani, dal 1950 sotto il giogo della repressione cinese, sfociò in un’aperta rivolta popolare. L’esercito di Pechino stroncò la rivolta nel sangue: 87.000 civili tibetani furono uccisi e migliaia furono incarcerati.
Il Dalai Lama, non senza soddisfazione da parte della Cina, fu costretto a lasciare il Tibet e chiese asilo politico all'India. Tuttora risiede a Dharamsala.
Stranamente, lui e i suoi uomini passarono la frontiera indisturbati: la Cina si era finalmente sbarazzata del capo carismatico, del detentore del sommo potere politico, e in parte religioso -- non è l'unico sommo lama, dato che vi sono quattro scuole principali e innumerevoli scuole minori di buddhismo tibetano -- e del simbolo stesso del popolo del Tibet.
Del simbolo dei popoli oppressi di tutto il mondo.
Per ricordare la rivolta, la Comunità Iibetana in Italia ha organizzato per domani due manifestazioni, una nazionale a Roma con una fiaccolata e una a Milano, con una conferenza, a cui parteciperà un ex partigiano tibetano, Reting Tempa Tsering, la CISL Lombardia e la CISL di Milano, e la proiezione di un video. Quello che vogliono è solo che in Tibet torni la pace.
Manifestazione nazionale a Roma
15.00 – 18.00: Sit in davanti a piazza Montecitorio, Musica e Preghiera dei monaci tibetani 18. 30 – 20.00: La fiaccolata silenziosa da piazza Venezia alla piazza Colosseo. Preghiera dei monaci dedicata alla pace in Tibet. Per maggiore info contattare3287438279
Manifestazione di Milano
Martedì 10 Marzo , alle ore 17,00 presso la Scuola Edile Milanese (ESEM) di Via Newton 3 - poco fuori Milano. Interventi di: Reting Tempa Tsering, ex partigiano tibetano, e di esponenti delle Associazioni e dei Gruppi che hanno aderito alla manifestazione Al termine verrà proposto in anteprima il video "In Marcia verso il Tibet -II Parte" di P. Verni e K. Chukey.
"i buddhisti di tutto il mondo (chi sa, forse anche quelli in Cina) festeggeranno la Rivolta di Lhasa"
francamente che i "buddhisti" (categoria religiosa) festeggino una rivolta (categoria politica) mi pare assurdo. "di tutto il mondo", poi… senza considerare che la più grande comunità buddhista del mondo è quella cinese (e non ho mai incontrato un cinese che accettasse l'idea di un tibet indipendente)…
un conto sono i rapporti religiosi tra il sangha cinese e quello tibetano (a quel che ho visto ottimi e intensi) un conto sono le beghe politiche fomentate da questo o quel governo per motivi molto poco nobili.
A quel che mi risulta non credo proprio, invece, che i buddhisti sono così estranei alle vicende politiche. Si informi.
Le cose sono cambiate da un po', almeno dal 2008, quando una bella fetta di buddhisti tibetani, ma anche buddhisti di altre parti del mondo, ha cominciato a rigettare la politica di mediazione (fallita) di Sua Santità il Dalai Lama, la cosidetta Via di mezzo (politica, però).
[...] Il video è molto pesante e se non avete stomaco non guardate. Non inquadra la città o i carri armati, inquadra persone legate imbavagliate e picchiate a terra, inquadra un uomo torturato bruciato e mutilato e l'operazione che ha subito. E questo per chi dice che i buddhisti non si ribellano o che la Cina non ha commesso illegalità ma ha solo "difeso" parte del proprio territorio nazionale, l'ex Tibet. [...]
"francamente che i "buddhisti" (categoria religiosa) festeggino una rivolta (categoria politica) mi pare assurdo."
Questa distinzione mi pare assurda.
Bos, non tutti sono colti come te. Fra i lettori ce n'è di tutti i tipi, magari interessati ma non aggiornati. Ognuno ha le sue idee.
Non sono tanto colto, Enrica, lo sai. Non di deve essere studioso, credo, per offrire un commento come il mio. Si deve solo leggere un po' di filosofia buddista, come le Mulamadhyamakarika, per cominciare a pensare che tali distinzioni siano meno reali che verbali. In ogni caso non volevo parlare in modo polemico o offensivo, e assurrdo non era la mia parola.
"To see the universal and all-pervading Spirit of Truth face to face one must be able to love the meanest of creation as oneself. And a man who aspires after that cannot afford to keep out of any field of life. That is why my devotion to Truth has drawn me into the field of politics; and I can say without the slightest hesitation, and yet in all humility, that those who say that religion has nothing to do with politics do not know what religion means."
Mahatma Gandhi, Autobiografia, penultima pagina.
Bos, pensa che è il mi libro preferito fra tutti. Mi ha cambiato la vita.
Enrica, lo so, pensavo proprio a questo che avevi scritto su questo blog qualche tempo fa, mentre io stavo leggendo questa autobiografia per la prima volta, il mese scorso. Le ultime pagine in particolare sono molto commuoventi. "Devo ridurmi a zero…"
Enrica, ho voluto segnalarti un carinissimo servizio che manda ai sottoscritti ogni giorno un "perla di risveglio", com'e' chiamato, cioe', un verso o frase presa dalla letteratura spirituale indiana. Ecco quella di oggi, a proposito di questo argomento:
"La felicità è quando ciò che pensi, ciò che dici e ciò che fai sono in armonia."
(Mohandas Karamchand Gandhi)
Si puo' cercare su Perle Risveglio su Google.