Il Kailash da monte sacro a meta turistica?

boh, mercoledì 10 giugno 2009 18:23:47

kailashIl monte Kailash è sacro a buddhisti, induisti e pon po, la religione preesistente al buddhismo. Chi lo circumambula significa che ha il cuore puro e può raggiungere la liberazione in vita.

Fu caro a Tucci e meta della sua famosa spedizione del giugno-ottobre 1935 in cui raggiunse il lago Manasarovar e il monte, proseguendo verso occidente e rientrando in India attraverso il Ladakh.

Ora è oggetto di un controverso piano della Cina per migliorare le infrastrutture della regione, con un aereoporto e una strada che va lungo il monte, per incoraggiare il turismo su larga scala. Sarebbe uno dei tanti scempi culturali operati da questa civiltà così grande, ma con mire così imperialiste.

Commenti dei lettori

  1. dawala

    Si' anch'io e' da qualche anno che sento questa voce di khora da fare in auto attorno al Kailash. Se fosse vero, sarebbe veramente una fesseria ( eufemismo ) da guinness ! Per l'aereoporto ( quello di Ali ? ), c'e' gia', ma per ora e' solo militare e per elicotteri ( dicono ). La nuova strada che collega Lhasa con Ali, passando nei pressi del Kailash, invece in effetti la stanno proprio realizzando. Per gli scempi culturali perpetrati dalla Cina durante la cosiddetta Rivoluzione Culturale, tutti ( anche i cinesi ) sono d'accordo nel condannarli nella maniera piu' assoluta. Per il giudizio da dare sulla Cina attuale invece sarei piu' cauto.

  2. Enrica Garzilli

    grazie delle informazioni! Non sapevo che la strada da Lhasa a Ali la stessero realizzando. Quanto a quello che pensano o dicono i cinesi è interessante e ne sono felice, hanno una civiltà grandissima, ma conta con il loro governo?

    E in genere, in tutto il mondo: conta quello che dice un semplice cittadino?

  3. dawala

    Per completare l'informazione: la strada c'era sempre stata, negli ultimi tre anni pero' la stanno facendo tutta nuova. Adesso non e' ancora terminata, ma manca poco. Per il Governo Cinese: secondo me merita un buon voto per l'economia e le nuove infrastrutture , un'insufficenza pesante invece per la miope e controproducente gestione dei rapporti con la persona del Dalai Lama.

  4. Bruno Gentili

    Il problema di fondo credo consista nella volontà del governo cinese, mai palesata nei discorsi, ma realizzata con metodo quasi scientifico, di destrutturare le culture non Han presenti all'interno dell'"impero cinese".
    In varie realtà i cinesi stanno realizzando una sorta di genocidio culturale, finalizzato a fare sparire entro un paio di generazioni tutte le culture diverse dalla loro presenti sul loro territorio.
    In Tibet, l'incentivazione ai matrimoni misti tra donne tibetane e uomini cinesi sta cancellando anagraficamente interi pezzi di popolazione tibetana. La sistematica occidentalizzazione della cultura quotidiana dei tibetani, la ridicolizzazione delle loro tradizioni e della loro cultura religiosa, familiare, relazionale, ecc sta devastando quello che resta della loro cultura più vera, ridotta ormai a sopravvivere in forme un po' marginali-popolari presso le popolazioni nomadi degli altipiani, meno influenzabili a causa della loro inafferrabilità e quindi scarsa influenzabilità.
    Taciamo poi su cosa hanno fatto i cinesi a Lhasa, da luogo sacro sede dell'Dalai Lama, costruita secondo canoni e modalità tibetane, è stata trasformata in uno dei tanti squallidi baracconi orientali da turismo mordi e fuggi, città da karaoke e da discoteche. Persino i monaci sono stati trasformati in "guardiani dei musei" (Potala ecc) e le cerimonie religiose ridotte a ridicoli teatrini per turisti creduloni.
    Finchè questi baracconi da tursiti renderanno $ ed €…i cinesi li conserveranno. Sono convinto che, se dovessero ridursi gli introiti del turismo culturale, i cinesi non impiegherebbero più di qualche mese a fare sparire quello che resta di quella cultura "oscurantista", tollerata perchè fonte di business turistico.
    Lo stesso programma di marginalizzazione o di vero genocidio culturale è in atto presso molti piccoli popoli non Han che sono da secoli insediati vicino al confine sud con la Birmania, la Tailandia, ecc.
    Sulla presunta "grandezza" della civiltà cinese avrei alcuni dubbi, non tanto per la passata grandezza (peraltro limitata ad una classe dirigente molto esigua, mentre la maggioranza viveva in condizioni quasi subumane), ma per ciò che realmente sopravvive di quella cultura nel popolo cinese attuale.
    Ho potuto molte volte leggere e osservare di persona che moltissimi cinesi, anche a livello di laureati e ceti medi, molto spesso ignorano persino le basi della loro cultura classica (quante volte ho assistito a colloqui in cui degli occidentali spiegavano a dirigenti e giovani ingegneri cinesi dei concetti elementari della loro "antica cultura"….di cui non avevano la minima formazione e a volte nemmeno informazione).
    Ormai la gran parte dei cinesi e delle loro classi emergenti è "business oriented"…questo è ciò che resta della loro "grande cultura", che ormai sopravvive nelle università e in esigui gruppi sociali di intellettuali.
    Persino la cultura popolare cinese tradizionale è stata la prima vittima di questo programma di vero genocidio culturale. Infatti è ormai quasi del tutto scomparsa, svuotata di senso e sradicata scientificamente prima da Mao, poi dai nuovi tecnocrati.
    Scusate la lunghezza, ma sulla presunta buona fede e "candore" del governo cinese, spesso valutato come progressivo e fautore di sviluppo……sono totalmente deluso dalla nostra colpevole miopia occidentale…

  5. Enrica Garzilli

    Gentile sig. Gentili, niente da scusarsi, anzi, grazie del lungo commento.

    Solo una domanda: lei c'è mai stato in Cina? (Io purtroppo no)

  6. dawala

    Molte delle cose che il sig Gentili dice sono vere, molte altre no, moltissimi sono pregiudizi anticinesi. Invito il sig Gentili a farsi un viaggetto in 3 citta' "buddiste lamaiste": Lhasa, Kathmandu e Dharamsala e a relazionarci poi sulle differenze. Io ci sono stato e ne ho viste delle belle !!!!! Per quanto concerne poi, piu' in generale, lo sfruttamento commerciale e la volgarizzazione dei luoghi santi, invito sempre il sig Gentili a visitare Lourdes, Pietralcina ecc ecc. Il problema NON e' la Cina, ma il mondo contemporaneo.

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