Se dunque una iniziativa, sulla quale una serie di circostanze ha portato l’attenzione degli ambienti scientifici internazionali, può esser condotta a compimento il merito è tutto Suo. Io Le sono grato non per me ma per gli studi che coltivo e che in tal guisa, continuando una tradizione antica dal tempo del Desideri e del Beligatti, restano privilegio degli italiani.
Inglesi, tedeschi e francesi si assicurarono l’esplorazione scientifica della Cina occidentale e dell’Asia centrale, i francesi hanno il monopolio delle indagini archeologiche in Afganistan. A noi potrà restare assegnato il Tibet, uno dei paesi di più difficile investigazione: e ciò naturalmente accrescerà, in Oriente, prestigio alla scienza italiana.
E tutto questo si deve a Lei che ha compreso ed incoraggiato e reso possibile la mia iniziativa.
Io conto di partire il 25 febbraio: La so occupatissima: ma prima di lasciare l’Italia desidero, sia pure per brevissimo tempo, incontrarLa ed esprimerLe di persona la mia gratitudine.
[...] Il bel capitano pupone romano de Roma, puro talento calcistico e talento mediatico da vendere, sorridente e scanzonato, finto fesso amato da Andreotti, fortunato, ricco e felice, pubblicità per l'UNICEF, marito innamorato di una splendidida donna, portatore di valori sani e mito per migliaia di ragazzi, insomma, questo coacervo di virtù personali e sportive, ha dato uno spettacolo assai squallido di sé. [...]