Il poeta Motiram Bhatta e il pandit Hem Raj Sharma

boh, mercoledì 15 luglio 2009 09:39:11

Motiram BhattaHo detto nei post precedenti che il nepali era una lingua considerata popolare, mentre la lingua colta del Nepal era il sanscrito, come anche quella dell'India, accompagnata dall'inglese (da quando il British Raj aveva imposto la sostituzione del persiano con la lingua di Albione per i documenti amministrativi).

Dicevo però che c'erano già grandi poeti che componevano in nepali. Uno di questi era Motiram Bhatta (1866-1896), il «giovane poeta», che all’età di sei anni lasciò Kathmandu per andare a studiare sanscrito a Benares; nel 1887 curò il Ramayana tradotto in nepali da Bhanubhakta Acharya e quattro anni dopo scrisse la sua biografia.

In un tempo in cui la cultura era proibita, Motiram insieme a degli amici formò un comitato per la letteratura, organizzando dibattiti e aprendo una casa editrice, di cui fu il manager, per pubblicare lavori letterari e poetici in nepali. Conosceva anche anche l’urdu, il persiano (o pharsi), il bangla, l’inglese e l’hindi, oltre al sanscrito. I suoi lavori in nepali divennero popolari, in un tempo in cui questa lingua non aveva ancora una grammatica standard, che verrà scritta da Hem Raj.

Hem Raj da ragazzo regalava i soldi a Motiram perché questi si sfamasse senza dover vendere i libri. Motiram ebbe una profonda influenza culturale su Hem Raj adolescente perché gli regalò i primi due libri da collezione, accompagnando il dono con dei versi in cui dichiarava il pandit "memoria": infatti Hem Raj era la memoria della vita culturale alla corte del dispotico Primo Ministro Rana.

Forse Hem Raj aveva già iniziato la sua biblioteca, che presto divenne molto più grande di quella del suo poverissimo amico; ma nella famiglia di Hem Raj dicono che fosse il dono di Motiram che spinse Hem Raj, già appassionato di libri, a iniziarla.

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