Nello Swat, valle di tesori

boh, venerdì 24 luglio 2009 20:33:57

Come scrive lui stesso con stile del periodo fascista, italianizzando cioè i termini stranieri, Tucci era andato per pochi giorni nello Swat già nel 1955, dopo l’ultima spedizione in Nepal, per farsi

un’idea della consistenza dei suoi monumenti e gettare le basi delle future ricerche che cominciarono nel 1956. Vi giungemmo da Pesciavar, in tre ore e mezzo d’automobile, su un’ottima strada che scavalca il passo di Malacand e poi precipita in una valle spaziosa.
Non bastavano le brevi descrizioni dei cronisti della spedizione di Alessandro Magno e dei pellegrini cinesi per metterci sulle tracce dei luoghi cospicui. Il paese è colmo di rovine: e l’una vale l’altra se non fosse che io m’ero prefisso di metter le mani sulla città conquistata dal Macedone e sul monastero principale dello Swat che, al dire dei Cinesi, doveva sorgere nei pressi della capitale.

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