In molte foto delle spedizioni successive a quella del 1931 troviamo Tucci curiosamente seduto su una specie di scranno, il vice su una sedia con i braccioli, il terzo su una specie di sgabello pieghevole.
La gerarchia era scrupolosamente osservata, anche perché Tucci doveva prendere decisioni spesso vitali per l’incolumità di tutti gli altri, persone e animali, eccetto forse che le abilissime guide sherpa. Tucci non ebbe mai grandi problemi perché fu un capo molto intransigente, spesso temuto per le sue collere improvvise ma sempre stimato e ammirato per le lingue che conosceva e per la sua cultura e, anche, per lo spirito svelto e pratico.
Soprattutto, aveva il dono di una personalità carismatica.