Carlo Formichi, il maestro di Tucci, ci ha lasciato un resoconto dettagliato del suo soggiorno a Śāntiniketan e, parlando dell’«amico Tucci», ha dipinto il suo ex allievo e la vita che lui svolgeva nell'università del Nobel per la Letteratura Tagore (in foto):
Uscendo da casa del Poeta facevo sempre una passeggiata più o meno lunga in compagnia di qualcuno. Questo qualcuno cedette il posto al Tucci, il quale non tardò a raggiungermi nel rifugio di pace per insegnarvi lingua e letteratura italiana ed accrescere il prestigio dell’Italia e del suo Governo.
Giuseppe Tucci, che mi onoro di aver avuto un giorno a scolaro, è senza dubbio un uomo d’eccezione. Ha appena varcato la trentina e il suo sapere è già sbalorditivo. Oltre al sanscrito e ai dialetti letterari dell’India egli conosce il cinese e il tibetano, e si è addentrato nello studio dell’iranico e delle lingue dell’Asia Centrale che sono state scoperte solo da pochi anni.
Evidentemente ci troviamo di fronte a quel dono di natura che consente ad alcuni uomini privilegiati d’imparare con stupefacente facilità e in brevissimo tempo le lingue magari le più difficili. Giuseppe Tucci, in altri termini, possiede in massimo grado quello che da noi si suole chiamare il bernoccolo linguistico. (continua)