È del 1940 Forme dello spirito asiatico, in cui Tucci pubblicò tredici articoli, di cui alcuni già usciti in precedenza, pur con qualche modifica.
Per esempio, l’articolo «Tradizione e riforma nell’India» ampliava «Tradizionalismo e innovatori nella letteratura dell’India» del 1927.
In questo libro Tucci ripubblicò anche «Oriente e Occidente», un breve articolo del 1933 in cui parlava della missione civilizzatrice dell’Europa, d'imperialismo e della razza: temi cari al fascismo, ma trattati un po’ diversamente da come il regime avrebbe voluto, anzi, con una visione della cultura che non stonerebbe neanche oggi:
La pretesa di una missione incivilitrice dell’Europa, i cui fasti e nefasti la stampa diffonde anche in Oriente, diventa, come tutti i luoghi comuni della retorica, oggetto di scherno, sia perchè si intende che civiltà non è soltanto comodità di vita o ampiezza di conoscenze tecniche, sia perchè i recenti avvenimenti non hanno sempre giustificato le nostre pretese, sia perchè in gran parte, i paesi orientali hanno tale e così antica civiltà da non rendere affatto necessaria l’introduzione della nostra. […] (continua)
[...] Pare che tutti siano contenti: la Library of Congress perché la collezione dei media digitali comprenderà i tweet, che "stanno diventando parte della storia"; i ricercatori e chi fa cultura perché - ed è stato detto già molti anni fa dal grandissimo Ernesto De Martino - la cultura è quasi soltanto cultura dei famosi, degli scienziati, dei più importanti, o di chi fa scandalo. Ora anche i tweet faranno parte della cultura popolare, quindi la cultura sarà più allargata e democratica. Matt Raymond, il direttore delle comunicazioni della Library of Congress, parla dell'“immenso impatto [di Twitter] sulla cultura e sulla storia”, come l'uso da parte dei dissidenti politici in Iran o l'annuncio di Obama quando ha vinto le elezioni. [...]