Riporto la polemica inutile, e anche perniciosa, apparsa su La Repubblica sullo slargo intitolato a Tucci, insieme a una mia semplice constatazione che ho scritto in Il fascino discreto dell'ipocrisia: il fascismo e La Repubblica. Perniciosa perché se fatta da un ebreo la capisco e la condivido, se ripresa da un gruppo di parlamentari del PD è strumentale. Non solo è probabile che di uno dei nostri più grandi esploratori e studiosi non sappiano niente, ma evidentemente ignorano la memoria storica. O, forse, a loro non interessa saperla. Se così fosse, il loro sarebbe un insulto agli ebrei e a chi le leggi razziali le ha subite davvero.
Ovviamente molti riconosceranno nell'immagine sotto il grande giornalista Giorgio Bocca, di cui ho già parlato. Che c'entra? Leggete, leggete.
Enjoy!
Targa all'orientalista Tucci. Gli ebrei: fu un antisemita
L´interrogazione di un gruppo di deputati Pd ai ministri Bondi e Maroni con le critiche alla decisione del Comune di intitolare uno slargo a Giuseppe Tucci, che nel ´38 fu tra i firmatari del "Manifesto sulla razza". (La Repubblica)
E' stato pubblicato il 25 maggio su La Repubblica questo articolo di Giovanna Vitale. In sostanza, hanno finalmente dedicato un modesto slargo a uno dei più grandi studiosi ed esploratori del mondo, Giuseppe Tucci, e questo ha scatenato le proteste di alcuni deputati PD (questo il comunicato stampa).
Aderì alle leggi sulla razza anche Giovanni Gentile, eppure nessuno si sogna di contestare la dedica al filosofo di una via di Milano, di quella di Roma e in tante altre città italiane.
E soprattutto, c'è qualcuno che ricorda che fra chi aderì alle leggi sulla razza c'era anche Giorgio Bocca? Eppure fu uno dei fondatori (e collaboratori) proprio del quotidiano La Repubblica!
(Segnalazione dell'articolo da Mazzetta)
Ogni tanto qualcuno, in genere di estrema destra (e tra i piu' fessi, tipo Gasparri per intenderci), si diverte a tirare fuori scheletri dall'armadio: l'adesione di Giorgio Bocca all'esecrato Manifesto della razza, la lettera di Norberto Bobbio a Mussolini, articoli ultrafascisti scritti in gioventù da Scalfari e Spadolini etc.
E la cosa mi scoccia non poco, perchè si tratta di giornalisti, storici, giuristi che abitualmente leggo e apprezzo. Sui libri di teoria del diritto di Bobbio ho imparato a ragionare, Spadolini l'ho pure votato.
Ma la sensazione che si commetta un abuso (non da parte tua ovviamente !) è tanto più forte se si considera che Bocca nel 1938 aveva 18 anni, Spadolini e Scalfari erano ancora più giovani e tutti loro (per non parlare di Bobbio) hanno percorso il loro itinerario politico e culturale della maturità nel segno della democrazia e della libertà: DIVERSAMENTE da molti dei loro detrattori.
Mi spiace quindi che un'operazione di segno contrario, che per me è soltanto frutto del vuoto di idee e di punti di riferimento in cui annaspa oggi la sinistra, si compia oggi contro Tucci. Del suo presunto "antisemitismo" non so dire - se fosse organico al suo pensiero o invece (come mi sembra di capire) un gesto di opportunismo - ma sono abbastanza certo che l'antisemitismo italiano durante il Fascismo NON si associa al nome di Tucci, semmai ad altri tipo Preziosi, Interlandi, Evola e che quell'errore politico non dovrebbe inficiare - ma ragiono di un paese ipotetico e lontano - il grande valore intellettuale di Tucci.
Mi piacerebbe che meriti e demeriti degli uomini venissero giudicati dalla posterità per il complesso della loro vita e delle loro azioni. E questo vale per Bocca, Bobbio etc come per Tucci: che abbia la sua via !
"Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa"
(dedicato ai detrattori)
Cordiali saluti
Tucci fu fascista, ma si riciclò democristiano (non dichiarato) al tempo della DC. Intendo dire che si può cambiare parere ma si può anche semplicemente cambiare vestito.
Io non so se questi signori fossero sinceri o se lo fosse Tucci, ma certo che quest'ultimo si disinteressava, di base, alla politica: la usava solo per far avanzare la scienza. Era una passione totalizzante la sua e assolutamente prepotente, dominava anche la sua vita privata. Anzi, posso dire che non è che avesse una gran vita privata perché fece tutto in relazione alla scienza e anche le mogli e il figlio erano secondari rispetto a questa.
Vorrei fare una precisazione riguardante lo scienziato Giuseppe Tucci, il più importante orientalista del nostro secolo, a cui, sebbene tardivamente, nella giornata di ieri 25 maggio, è stata dedicata una targa nel Bioparco.
Mio nonno Giuseppe Tucci non era né un gerarca fascista né nazista né tantomeno autore di genocidi. Era uno scienziato che in nome della Scienza firmò nel ’38 il “Manifesto sulla razza” insieme ad altri 180 personalità. Fra questi, Agostino Gemelli, Amintore Fanfani, Giorgio Bocca che il 9 settembre del ’43 passò con i partigiani avendo così una “sorte “ migliore.
Mio nonno è stato un grande scienziato e se qualcuno prima di polemizzare si prendesse la briga di leggere attentamente i suoi scritti capirebbe che non è animato da nessuna idea razzista, perché se una persona è definita tale non può esserlo unilateralmente.
E’ stato un uomo che ha trascorso parte della sua vita fra le popolazioni orientali, è stato amico di Gandhi, Nehru, Indira Gandhi. Ha ricevuto onorificenze in tutto il mondo.
Nessuno, credo, avrebbe raccolto tanti consensi e attestati di stima mondiali se fosse stato alla stregua di un Herman Goehring o un Martin Bormann.
Penso che l’adesione al “Manifesto” sia stato un compromesso in nome della scienza. E qualsiasi persona di buon senso dovrebbe soffermarsi su questo evitando le solite polemiche strumentali.
Gilda Tucci
Caro Enrico, Tucci ha dimostrato più volte, coi fatti e con gli scritti, di non essere razzista, né tantomeno antisemita, dato che era amico di intellettuali ebrei.
Firmò per convenienza. Per far avanzare la scienza.
Fu il suo peccato, ma di politica, peraltro, non si interessò: la usò abbondantemente per i suoi fini, questo sì.
Cara Gilda Tucci, che onore un tuo commento qui!
Sì tuo nonno fu un grande ma, come ho scritto, talmente assorbito da se stesso e le sue ricerche, le sue spedizioni, i suoi studi, le sue collezioni, da sottomettere tutto a questa sua fame vorace di scienza.
E firmò.
Posso consigliare di andare su Wikipedia e controllare questa lista? Ci troviamo anche i nomi di Guareschi e Fanfani. L'autore di Don Camillo e il noto Democristiano. Ma anche di molti altri.
Non accettiamo per cortesia allora neppure titoli, vie, slarghi e targe dedicate anche a questi personaggi firmatari come Giovannino Guareschi e e Fanfani. Cosa li distingue da Tucci?
Eppure ci sono migliaia di vie titolate a loro. Guareschi non aveva 18 anni nel 1938. Ne aveva 30. E anche Fanfani.
Gli ebrei rastrellati passavano per la Repubblica di Salò prima di andare in direzione dei lager. Dario Fo fu repubblichino. Come lo giustifica?
Cosa lo distingue da Tucci?
Un repubblichino non meriterebbe il premio bancarella, figuriamoci il nobel.
Ipocrisie?
Stefano, da accademico dovresti sapere che quando si vuole usare un argomento pretestuoso per cassare qualcuno o per promuoverlo si dice di tutto.
Ora è la volta di Tucci a fare gola a certi parlamentari (perché gli ebrei li capisco, ovviamente). Domani di chi?
Siccome quello che contano sono i fatti, non le interpretazioni ( distorte ? ) o le parole forse di comodo: mi pare che i fatti della vita di Giuseppe Tucci NON autorizzino a farlo rientrare nella categoria dei razzisti. Gli altri personaggi citati…. non so.
dawala, no, i fatti dicono che fu tutt'altro che razzista.
si' intendevo proprio questo, un uomo di tale sensibilita' e amore per quanto era cosi' distante dalle proprie radici, NON poteva essere razzista