Tibetan Painted Scrolls, il capolavoro scientifico di Tucci, fu terminato nel 1946.
Così Tucci decise di organizzare un’altra spedizione in Tibet, l'ottava e ultima. Un paio di anni dopo circa il Tibet fu annesso alla Cina e tutto cambiò.
Tutti i viaggi e le ricerche scientifiche fatte avevano posto nuovi problemi e, per risolverli, bisognava tornare nel paese. Nonostante le difficoltà iniziali riuscì a convincere il ministro degli Esteri, probabilmente Alcide de Gasperi (in foto), o forse Pietro Nenni, ministro dall’ottobre 1946 al gennaio 1947 con il governo De Gasperi –, a inoltrare domanda al Foreign Office inglese, che seguitava a essere il tramite fra il Tibet e l’estero.
Una "piccola" precisazione storica: il Tibet non fu annesso alla Cina, bensi' reintegrato nella nuova nata PRC dopo la vittoria dei comunisti sui nazionalisti.
Questo perlomeno secondo quasi tutti i libri di storia che ho io. Nessuna nazione all'ONU lo ha mai riconosciuto come tale.
certo che fu annesso de facto. Non rientegrato, dato che era indipendente e sovrano, anche per quanto riguarda la sua politica estera. E invaso qualche anno dopo.
Mi permetto di ribadire che nassuna nazione al mondo ha mai riconosciuto il Tibet come indipendente e sovrano, ne' la Societa' delle Nazioni ne' l'ONU… "de facto" non so cosa significhi. Per quanto ne so io, o perlomeno secondo tanti libri ( non cinesi ) che ho, dopo il crollo dell'impero cinese nel 1911 la nazione si disgrego' e vari signori della guerra tentarono ,in modo ben poco compassionevole, la secessione nelle varie province, tra le quali il Tibet.
Il Tibet ha avuto dagli inizi del secolo circa (dovrei vedere le date esatte) uno status indipendente e autonomo, tanto che si presentava così anche nelle relazioni internazionali. Non si presentava come parte della Cina.
E' pur vero che amban cinesi hanno stazionato per secoli a Lhasa, ma la loro presenza era una formalità. Solo dagli inizi degli anni Cinquanta la Cina ha realmente occupato, prima militarmente e poi anche culturalmente, il territorio, e durante la Rivoluzione Culturale ha cercato di distruggere il Tibet come identità culturale e di eliminare le proteste, anche uccidendo i tibetani, deportandoli, torturandoli, distruggendo migliaia di templi, "rieducandone" i bambini, sostituendo le immagini del Buddha con le immagini di Mao, costringendo anche i vecchi a indossare la casacca cinese e così via.
Ora, più sottilmente, non solo con la repressione ma anche costruendo autostrade, facendo concorsi di bellezza riservati alle ragazze tibetane e così via.
Sull'argomento consiglio l'ottimo libro di Elliot Sperling, che in realtà è un report scritto su richiesta del governo americano. Non ricordo il titolo esatto ma lui, che conosco personalmente, è uno studioso serissimo, è stato diverse volte in Tibet/Cina e viene periodicamente chiamato dal Congresso a esporre la situazione e aiutare il governo americano a trattare la questione tibetana con la Cina.
Ha scritto diversi libri sul conflitto Cina-Tibet a livello storico.
Grazie, leggero' certamente anche il libro di Elliott Sperling. Rimane il fatto che una nazione, per essere indipendente, deve essere riconosciuta anche dalle altre, non solo da se stessa. Il Tibet (purtroppo?) nel periodo indicato non lo e' mai stato. A scanso comunque di equivoci, lo si capisce bene anche dal mio nome, io non sto acriticamente dalla parte dei cinesi…… ma nemmeno dei tibetani, o degli italiani o dei padani…….cerco solo di attenermi ai fatti.
Se una nazione si muove da sola nelle relazioni internazionali e fa i suoi affari da sola, da stato indipendente e sovrano, è de facto indipendente e sovrano, ONU o non ONU. Come era il Tibet prima del 1950-51.