Nell'estate del 1939, durante la settima spedizione in Tibet, Tucci scrisse una lettera a Gentile da Shigatse, non datata, mentre i muli della carovana stavano arrivando. La parte centrale del viaggio era ormai compiuta ed erano sulla via del ritorno. Sarebbero poi ripartiti per Gyantse ma Tucci aveva un assoluto bisogno di soldi. Anche se fosse riuscito ad arrivarci non sarebbe stato comunque in grado di raggiungere l’India per poi tornare in Italia, perché i fondi stavano terminando.
Sua moglie Giulia, una donna eccezionale, per rafforzare le parole del marito aggiunse una mezza pagina di righe scritte fitte. Non era stata bene, il clima, gli strapazzi e la dieta non proprio mediterranea l'avevano molto debilitata ma, per fortuna, Peppino le usava tutti i riguardi possibili, fermandosi più a lungo.
Essendo io un peso pecuniario non indifferente sento il dovere di raccomandarmi a Lei Eccellenza perché ci ottenga la somma richiesta. Abbiamo tanto poco che temo non ci basterà nemmeno per vivere fino a settembre!.. D’altra parte Peppino scendendo in India potrebbe fare ancora molto nella linea del lavoro già iniziato approfittando dell’affettuoso entusiasmo che [Lei] è riuscito a destare. Ma per far questo ci vogliono dei mezzi!
Mi sembra che tu consideri il grande Tucci un uomo egoista ed egocentrico. Sbaglio? Invece non è vero perché la moglie dice che si ferma per lei.
Uhm, in realtà le cose non stanno proprio così, lo scriverò in un altro post.
Comunque sì, Tucci era un uomo molto autocentrato però sapeva quello che faceva, e lo faceva ai massimi livelli.
Buongiorno. Scopro con immenso piacere questo blog solo oggi,cercando una bibliografia del grande Tucci. Sono un piccolo e ormai "diversamente giovane" studioso dilettante d i cultura tibetana, sono appena tornaato dal Mustang, nel 92 sono stato uno dei primi a rientrare in Dolpo e nel mio piccolo ho fatto 12 spedizioni sempre in terre tibetane, tra Nepal,ladak e Zanskar. Spesso, ripercorrendo le orme del maestro, il tutto per pura passione amore di quei luoghi ee quelle genti.Seguirò più che volentieri il blog. Filippo.
Grazie Filippo lei è gentilissimo. Si consideri fortunato di poter andare in quei luoghi non solo perché diversamente giovane, come simpaticamente si definisce, ma perché cambieranno presto.
Salve,anch'io ho scoperto,solo oggi,come il sig. Filippo,con tanto piacere questo blog,portato fino a qui seguendo le tracce di Maraini e della sua moglie giapponese,che ho avuto il piacere di incontrare qualche hanno addietro, per via di una mia creazione,la seduta inclinata wu wei, che gentilmente mi offrì l'occasione di mostrarle.
Questo per raccontare come sono arrivato a questo blog.
Posso dire comunque che questi luoghi di Tucci che non ho percorso fisicamente li ho immaginati e fotografati nella mia mente,affascinato dalla cultura orientale,che orienta, che mi rende consapevole purtroppo di quanto l'uomo oggi navighi in uno stadio buio dell'evoluzione spirituale.
Per ora lo stadio della materia è quello sovrastante,come una ubriacatura si dovrà aspettare che passi.
Nel frattempo continuo a seguire il suo blog.
Emilio
La ringrazio moltissimo delle belle parole Emilio. Bisogna avere la testa nelle nuvole, ma con i piedi saldamente piantati per terra. Come fece Tucci, d'altronde.