Strano a dirsi, Tucci non andò mai in Cina. Fu il suo figlio diletto, l'IsMEO, ora IsIAO, di cui al tempo era presidente, a iniziare i rapporti culturali con la Cina comunista. Eppure lui non ci andò mai.
Dopo aver soggiornato in India insieme a Formichi nel 1925, Tucci si spinse nelle regioni himalayane per reperire i preziosi manoscritti che ora, grazie a lui, fanno dell’Italia uno dei più grandi depositi di testi rari di buddhismo tibetano del mondo. Quando il Tibet fu invaso dalla Cina, le sue spedizioni si rivolsero esclusivamente al Nepal, ricchissimo di arte, storia, reperti archeologici, manoscritti.
Poi Tucci si dedicò all'archeologia, iniziando i primi scavi italiani in Asia. In quegli anni andò molte volte in Giappone, Thailandia e India, dove tenne conferenze, sempre «con lo scopo di incrementare le relazioni culturali fra l’Italia e i paesi dell’Asia», come disse nel 1962. Ma non andò mai in Cina.
Tucci è mai stato in Bhutan? (è il paese dove lavoro :) )