Giuseppe Tuccì in Nepal, sempre a caccia di manoscritti e testimonianze antiche, si interessò anche profondamente alle cosiddette “sculture erotiche”, le sculture e i bassorilievi tantrici.
Il tantrismo fino a pochi anni fa era giudicato amorale ma lui, al contrario di altri studiosi del tempo, non le considerò mai oscene, né considerò oscene la famosa arte induista dei templi di Khajuraho, in Madhya Pradesh, carica di immagini chiramente erotiche. D'altronde, le scuole tantriche si spingono oltre dicono che tutto, anche l’erotismo, può essere vissuto al fine della nostra emancipazione finale: il legame può diventare mezzo di libertà.
Disse Tucci a un giornalista indiano che lo intervistò quando aveva 84 anni:
Le nostre passioni devono trasformarsi in elemento di libertà.