Tucci e il Nepal degli anni Trenta 0

boh, martedì 15 gennaio 2008

Child labourDalla fine degli anni '20 al 1956 Tuccì andò molte volte in Nepal, anche per mesi, per reperire manoscritti e pezzi d'arte e per studiare con il guruju, il precettore della famiglia del primo ministro e del re, il pandit, capo di tutti i pandit del regno, il venerabile Hem Raj Sharma.

Ma come era il suo Nepal? Fino al 1950-1951, anno in cui ci fu la Rivoluzione contro il governo dispotico di primi ministri della famiglia Rana, la cui carica era ereditaria dal 1846, il paese era rimasto sostanzialmente lo stesso da centinaia di anni. I Rana lo avevano completamente isolato, nessuno poteva entrare se non per "elevastissime ragioni di studio", come ci dice Formichi, né i nepalesi potevano uscire, eccezion fatta per i mercanti, che commerciavano specialmente con il Tibet, e i pellegrini, che visitavano i luoghi santi del Buddhismo e dell'Induismo.

Uno dei problemi maggiori era entrare nel paese perché non c'erano strade ben tenute, né ponti: i Rana dicevano che non le costruivano per paura che fossero invasi. In realtà lo facevano semplicemente per non fare spostare la gente e per poterli isolare e governare (dispoticamente) meglio. L'altro problema, che continua fino ad oggi, è la fame.

Negli anni '30 per arrivare alla Valle di Kathmandu Tucci ha attraversato parte la giungla malarica del Terai, che divide India e Nepal, in treno, in carrozza di prima classe, rileggendo e integrando la lista dei manoscritti da chiedere a Hem Raj, sul tavolino accanto alla tazza di chai ben caldo. È l’alba e porta un fazzoletto sul viso per difendersi dalle zanzare che si stanno svegliando; si affaccia ogni tanto per vedere le bestie feroci che vanno ad abbeverarsi ma, all’arrivo della locomotiva che sbuffa e stride, tigri, rinoceronti e gazzelle scappano, ancora non avvezze all’uomo. D’altronde, si deve sostare nella giungla il meno possibile perchè il kalazar, la leishmaniasi viscerale, e l’aoul o aul, la malaria, sono endemici. Nel Terai per otto mesi imperversa la temutissima febbre della malaria modificata, che miete più vittime della fame. Scriverà in Nepal. Alla scoperta dei Malla, del 1960, dopo l’ultima spedizione in Nepal del 1956, italianizzando ancora le parole straniere alla maniera fascista:

Tucci e Formichi a Vishvabharati e il seme delle grandi spedizioni 7

boh, venerdì 31 agosto 2007

Arte del Nepal

Tucci, chiamato da Formichi, nell'anno accademico 1925-1926 insegnò Lingua e cultura italiana a Vishvabharati. Inizialmente il luogo un ashram, un eremo in mezzo al verde, fondato nel 1863 da Devendranath Tagore, padre di Rabindranath. Quest'ultimo nel 1901 convertì l’eremo in una scuola sperimentale di soli cinque studenti che da lì a poco venne chiamata Patha Bhavan. Questo tipo di scuola tradizionale, chiamato gurukul, è basato sullo stretto rapporto fra allievi e guru, che vive a stretto contatto con loro e risiede vicino, spesso nella stessa casa. Nelle varie costruzioni maestri e discepoli si ritiravano per condividere i pasti, le attività ricreative, gli studi, le interminabili discussioni filosofiche e letterarie, che potevano continuare per notti e giorni quasi ininterrottamente, le preghiere. Lì viveva anche Rabindranath.

Il primo direttore di Vishvabharati fu il pandit Vidhushekara Bhattacarya. Così Formichi lo descrive al suo arrivo alla stazione di Bolpur: