Quando si parla di Tibet ignoto 2

boh, mercoledì 19 maggio 2010

pellegrino tibetanoUn mio affezionato e colto lettore, Diego, uno che i libri li legge davvero, parla in un video recensione di Tibet ignoto, che Tucci pubblicò nel 1937 con il titolo di Santi e briganti nel Tibet ignoto (Milano, Hoepli) e che fu ristampato nel 1978 dalla Newton con il titolo odierno.

Tucci lo scrisse dopo la spedizione del 1935 insieme a

Il Kailash da monte sacro a meta turistica? 7

boh, mercoledì 10 giugno 2009

kailashIl monte Kailash è sacro a buddhisti, induisti e pon po, la religione preesistente al buddhismo. Chi lo circumambula significa che ha il cuore puro e può raggiungere la liberazione in vita.

Fu caro a Tucci e meta della sua famosa spedizione del giugno-ottobre 1935 in cui raggiunse il lago Manasarovar e il monte, proseguendo verso occidente e rientrando in India attraverso il Ladakh.

Ora è oggetto di un controverso piano della Cina per migliorare

I cani di Tucci nella spedizione del 1935 0

boh, martedì 25 novembre 2008

Charlie ManasTucci amava moltissimo gli animali. Nella spedizione del 1935 verso il Tibet occidentale aveva portato una carovana al completo, insieme agli yak carichi e lenti sotto i basti di lana, ai muli e a Sciancù – in tibetano, Chankù – il molosso che aveva già accompagnato Tucci e che dormiva, feroce cane da guardia, davanti alla sua tenda.

Il 10 luglio arrivò al monastero di Ju. Sin da allora Tucci si era accorto che erano seguiti da un altro molosso, un tipo di cane che, anche se appartiene

Cibi nepalesi: Tucci a casa di Hem Raj Sharma 0

boh, venerdì 31 ottobre 2008

mo-moNel 1935 Hem Raj, il guruju del Nepal, accolse Tucci a Kathmandu con tutti gli onori riservati a un grande studioso molto amato dal dispotico Primo ministro Rana.

Fece cenno a due giovanissimi servi, che immediatamente gli servirono l’acqua ben fredda da brocche argentate e portarono il tè nero fumante nelle tazze di porcellana. Anche se non era mai andato oltre i confini dell’India, Hem Raj era stato educato nelle migliori scuole di Benares e conosceva bene usi e costumi inglesi.

Dopo il tè vennero serviti decine di piattini con cibi nepalesi e newari – morbidi chatamari di carne macinata, mo-mo vegetali in pasta molle e bianca (in foto), sekuwa di montone, di yak e di cinghiale, sel di farina di riso; e poi ciotole di zuppe di ogni tipo, anche la kwati di legumi vari delle feste e poi, come somma prelibatezza, il sanya khuna, una specie di gelatina piccante di pesce accompagnato da una salsa agrodolce e assai piccante.

Vennero serviti anche dei dolci freschi del Bengala, il juhu dahu di Bhaktapur e poi arachidi fresche, pistacchi tostati, gelatine di frutti selvatici e spicchi di arancia mondati, raffreddati e rigirati nello zucchero di canna.

Tucci mangiava in silenzio e lentamente, i piaceri della buona tavola lo appagavano. Era felice.

La Biblioteca comunale di San Polo dei Cavalieri 1

boh, martedì 16 settembre 2008

Tibetan symbolLa biblioteca comunale di San Polo dei Cavalieri, presso Tivoli (Roma), il paese originario dell'ultima moglie di Tucci, Francesca Bonardi, dove anche il maestro visse, questa estate ha organizzato una serie di incontri per rendergli omaggio e far conoscere alla gente questo straordinario intellettuale ed esploratore e le sue materie di studio, il Buddhismo tibetano in particolare.

E' quindi con grande piacere che annuncio l'ultimo incontro di questa estate, che si intitola Essenza esoterica del buddhismo tibetano.

Quando: Sabato 20 Settembre 2008 alle ore 19,00
Dove: Biblioteca comunale di San Polo dei Cavalieri (Tivoli, Roma)
Cosa: Conferenza Essenza esoterica del buddhismo tibetano, di Massimo Liberati (Coordinate del Gruppo Studi Teosofici “Emma Cusani” di Tivoli)

Per saperne di più: biblioteca.sanpolo@email.it

La conferenza, oltre ad affrontare da un diverso punto di vista le tematiche del Buddhismo Tibetano, rappresenta l’ultima occasione di incontro in corrispondenza della mostra fotografica sul Monte Kailasa, meta dell'esplorazione di Tucci del 1935.

A proposito di teosofia, qui potete scaricare il PDF della traduzione italiana del libro di M.me Blavatsky La chiave della tesosofia (Astrolabio, 1982).

Il nazionalismo di Tucci 1

boh, martedì 22 aprile 2008

Italian flag in RomeE' da tanto che non scrivo qui perché sto finendo di rivedere un libro che avrei dovuto consegnare un po' di mesi fa. Un lavoraccio! E' la versione su carta, che appare del tutto diversa da quella sullo schermo del mio computer: ho trovato diversi errori.

Ma oggi ho letto un articolo di Gianni Riotta su The Wall Street Journal dove l'autore spara a zero sull'Italia meridionale.

Mi sono chiesta se Tucci avrebbe fatto altrettanto: no, lui non lo avrebbe mai fatto. Sia nelle lettere al Duce sia in quelle ad Andreotti è chiaro che lui teneva moltissimo all'immagine dell'Italia all'estero. Fu fortemente nazionalista. Anche per questo negli anni Trenta voleva entrare a Lhasa, perché c'erano già entrati i tedeschi, i francesi e ovviamente gli inglesi: ma non gli italiani.

La scienza e l'irrazionale per Tucci  0

boh, giovedì 21 febbraio 2008

Parlavamo di Tucci e la scienza ed ecco quello che scrisse nel 1978, nella prefazione alla ristampa di Santi e briganti nel Tibet ignoto, del 1937, che descriveva la spedizione nel Tibet occidentale del 1935:

La dimora talvolta protratta per non pochi giorni in alcuni monasteri, il camminare fianco a fianco con i pellegrini ed i monaci itineranti, hanno reso questi due viaggi ricchi di esperienze; un contatto diretto ed ispiratore con gente che vive in altra dimensione. Un premio Nobel pochi giorni fa ha scritto che l’uomo per il settantacinque per cento è ragione; il venticinque per cento è accaparrato dalle tendenze spirituali o mistiche. Io credo che non dobbiamo essere troppo orgogliosi perché dicasi che apparteniamo alla specie dell’homo sapiens; sapiens non è la stessa cosa che saggio: alludo alla scienza e alla ragione, la quale è un computer, e come tutti i computer impersonale, gelida, insensibile;