Il nazionalismo di Tucci 1

boh, martedì 22 aprile 2008

Italian flag in RomeE' da tanto che non scrivo qui perché sto finendo di rivedere un libro che avrei dovuto consegnare un po' di mesi fa. Un lavoraccio! E' la versione su carta, che appare del tutto diversa da quella sullo schermo del mio computer: ho trovato diversi errori.

Ma oggi ho letto un articolo di Gianni Riotta su The Wall Street Journal dove l'autore spara a zero sull'Italia meridionale.

Mi sono chiesta se Tucci avrebbe fatto altrettanto: no, lui non lo avrebbe mai fatto. Sia nelle lettere al Duce sia in quelle ad Andreotti è chiaro che lui teneva moltissimo all'immagine dell'Italia all'estero. Fu fortemente nazionalista. Anche per questo negli anni Trenta voleva entrare a Lhasa, perché c'erano già entrati i tedeschi, i francesi e ovviamente gli inglesi: ma non gli italiani.

Giuseppe Tucci e Giulio Andreotti, un rapporto lungo quasi quarant'anni 3

boh, sabato 05 aprile 2008

Ero da poco Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (1947-1948), quando conobbi il Professor Tucci e rimasi affascinato dall’entusiasmo con il quale presentava la spedizione scientifica nel Tibet come segno di continuità italiana nelle cose serie. Poco dopo uscì la magnifica pubblicazione sulla pittura tibetana, che fu un altro segno di ripresa qualitativa nel campo artistico e culturale (oltre che grafico).

Questo è uno stralcio del Ricordo di Giuseppe Tucci che Giulio Andreotti lesse in Senato il 28 giugno 1993. Tucci e Andreotti furono amici e corrisposero fino alla morte del maestro. Certo, amici per quanto lo potesse essere uno scienziato famoso, che nel 1947 aveva 53 anni ed era a perenne caccia di soldi per le sue esplorazioni, e un politico giovanissimo, che al tempo aveva solo 28 anni ed era già vicepresidente del Consiglio, era già molto influente e di soldi era in grado di erogarne parecchi.

Andreotti capì subito il valore dello scienzatto e gli finanziò la spedizione nel Tibet del 1948, quando Tucci ragiunse Lhasa e incrontrò il Dalai Lama.

Peppino, i cani di Lhasa e i matrimoni fra cani  0

boh, giovedì 24 gennaio 2008

Dog weddingAbbiamo detto che Peppino amava molto gli animali. Peppino era il nomignolo con cui lo chiamava la seconda moglia, Giulia Nuvoloni, quando aggiungeva i saluti alle lettere del marito per Gentile. Con lui Tucci tenne dei rapporti per oltre 25 anni, da quando era studente sino all'uccisione del filosofo, nel 1944.

Nei libri di Tucci gli animali hanno un grande posto, il loro posto di allora: umile, derelitto, affamato. Parlando in A Lhasa e oltre dei cani nella grande città di Lhasa, durante la famosa spedizione del 1948, nota che il popolo dei cani senza padrone è come un’ombra di questo popolo in festa e che i cani, come avviene ancora oggi spesso in Asia,

costituiscono come una seconda città affamata ed errabonda che vive, perennemente abbaia, più spesso muore all’ombra della prima.

Ancora una volta, la sua empatia va agli animali, innocenti vittime del karman.

In realtà sia in India che in Nepal, e in molte altre regioni dell'Asia, c'è una speciale cerimonia per sposare i cani fra loro. La BBC News poi ha riportato spesso di matrimoni fra cani e umani, in cui la persona giura di prendersi cura del cane per compiere una buona azione che scongiurerà un atto particolarmente infausto, una sventura e così via.

Anche se è un matrimonio per interesse, è comunque una bella azione!

Sir Edmund Hillary alla conquista dell'Everest 0

boh, venerdì 11 gennaio 2008

L'11 gennaio di quest'anno è partito per la sua ultima avventura Sir Edmund Hillary (1919-2008), l'uomo che il 29 Maggio 1953 conquistò l'Everest, il picco più alto della catena dell'Himalaya.

Ci era arrivato con Tenzing Norgay il sirdar Tenzing che nel 1948 aveva accompagnato Giuseppe Tucci nella sua ultima spedizione nel Tibet centrale fino a Lhasa.

Tenzin era il capo-carovaniere e tutte le persone di servizio, mulattieri, portatori e altri carovanieri, obbedivano a lui. Era una figura importantissima perché faceva da tramite fra Tucci e le decine di uomini, trovava i mezzi di trasporto, dava il suo parere sul percorso migliore, discuteva sui prezzi, era responsabile dei servizi. Tenzing Norgay era un sirdar eccezionale e di non comune resistenza fisica.

Era nato ai confini col Tibet ma dal 1933 viveva a Darjeeling, dove faceva il portatore. Nella prima spedizione sull’Everest del 1935 accompagnò Eric Shipton; ma non poterono raggiungere la vetta. Il 29 maggio 1953, all’età di circa 39 anni – non lo sappiamo con esattezza perché gli sherpa fino a qualche anno fa non tenevano un registro delle nascite – raggiunse la cima dell’Everest.

Addio Sir Edmund Hillary!

(Ringrazio Pasteris per la segnalazione del video)

Fosco Maraini sulla mancata visita di Tucci al Dalai Lama 2

boh, martedì 11 dicembre 2007

S. S. Dalai LamaQuesti giorni si è parlato moltissimo della visita di S.S. il XIV Dalai Lama in Italia, di chi l'ha incontrato e di chi non l'ha voluto incontrare e ha finto che fosse venuto dall'India un personaggio qualsiasi, di chi l'ha incontrato, e magari anche con tutti gli onori, ma solo perché è Nobel per la Pace. Tucci conobbe il presente Dalai Lama, Tenzin Gyatso, quando questi aveva circa 12 anni. Tucci stava compiendo l'ultima esplorazione del Tibet. Era il 1948.

Purtroppo, però, probabilmente per non guastare i rapporti con la Cina, che aveva faticosamente cucito, quando nel 1959 il Dalai Lama venne a Roma Tucci non andò a incontrarlo.
Ecco quello che ne dice Fosco Maraini in Segreto Tibet (che linko dal portale della Cina), parlando del carattere di Tucci e della mancata visita:

[…]Torna così a ripresentarsi il dubbio d’essere al cospetto d’un cervello stupendo,

Tucci, Maraini, Mele e Moise e il mistero di Lhasa 8

boh, venerdì 15 settembre 2006

TibetMi è stato chiesto ancora, nel commento, perché Tucci e Maraini non si sopportassero.

Faccio quindi un elenco delle ragioni:

1) gli allievi che lo amarono dicono che fosse per una donna, forse la bella principessa del Gangtok, Pema Chöki Namgyal
2) i (pochi) allievi che non lo amarono dicono che fosse per alcuni scritti
3) Maraini mi disse semplicemente che Tucci era geloso di lui, del suo successo -- ma non era per Segreto Tibet, perché fu pubblicato nel 1951, dopo la spedizione tibetana di Tucci del 1948, quella in cui Maraini fu lasciato indietro. Per questo Maraini sarebbe stato volontariamente escluso dal Tibet.

In realtà, Tucci portò Maraini con sé come fotografo nella spedizione del 1937 e poi in quella del 1948, ambedue in Tibet centrale. Al tempo, per entrare nel paese c'era bisogno dei permessi dei britannici e dei tibetani, e il Potala, la sede religiosa e amministrativa dello stato, era una cittadella proibita nella città proibita di Lhasa.