Peppino, i cani di Lhasa e i matrimoni fra cani  0

boh, giovedì 24 gennaio 2008

Dog weddingAbbiamo detto che Peppino amava molto gli animali. Peppino era il nomignolo con cui lo chiamava la seconda moglia, Giulia Nuvoloni, quando aggiungeva i saluti alle lettere del marito per Gentile. Con lui Tucci tenne dei rapporti per oltre 25 anni, da quando era studente sino all'uccisione del filosofo, nel 1944.

Nei libri di Tucci gli animali hanno un grande posto, il loro posto di allora: umile, derelitto, affamato. Parlando in A Lhasa e oltre dei cani nella grande città di Lhasa, durante la famosa spedizione del 1948, nota che il popolo dei cani senza padrone è come un’ombra di questo popolo in festa e che i cani, come avviene ancora oggi spesso in Asia,

costituiscono come una seconda città affamata ed errabonda che vive, perennemente abbaia, più spesso muore all’ombra della prima.

Ancora una volta, la sua empatia va agli animali, innocenti vittime del karman.

In realtà sia in India che in Nepal, e in molte altre regioni dell'Asia, c'è una speciale cerimonia per sposare i cani fra loro. La BBC News poi ha riportato spesso di matrimoni fra cani e umani, in cui la persona giura di prendersi cura del cane per compiere una buona azione che scongiurerà un atto particolarmente infausto, una sventura e così via.

Anche se è un matrimonio per interesse, è comunque una bella azione!

Sir Edmund Hillary alla conquista dell'Everest 0

boh, venerdì 11 gennaio 2008

L'11 gennaio di quest'anno è partito per la sua ultima avventura Sir Edmund Hillary (1919-2008), l'uomo che il 29 Maggio 1953 conquistò l'Everest, il picco più alto della catena dell'Himalaya.

Ci era arrivato con Tenzing Norgay il sirdar Tenzing che nel 1948 aveva accompagnato Giuseppe Tucci nella sua ultima spedizione nel Tibet centrale fino a Lhasa.

Tenzin era il capo-carovaniere e tutte le persone di servizio, mulattieri, portatori e altri carovanieri, obbedivano a lui. Era una figura importantissima perché faceva da tramite fra Tucci e le decine di uomini, trovava i mezzi di trasporto, dava il suo parere sul percorso migliore, discuteva sui prezzi, era responsabile dei servizi. Tenzing Norgay era un sirdar eccezionale e di non comune resistenza fisica.

Era nato ai confini col Tibet ma dal 1933 viveva a Darjeeling, dove faceva il portatore. Nella prima spedizione sull’Everest del 1935 accompagnò Eric Shipton; ma non poterono raggiungere la vetta. Il 29 maggio 1953, all’età di circa 39 anni – non lo sappiamo con esattezza perché gli sherpa fino a qualche anno fa non tenevano un registro delle nascite – raggiunse la cima dell’Everest.

Addio Sir Edmund Hillary!

(Ringrazio Pasteris per la segnalazione del video)

Fosco Maraini sulla mancata visita di Tucci al Dalai Lama 2

boh, martedì 11 dicembre 2007

S. S. Dalai LamaQuesti giorni si è parlato moltissimo della visita di S.S. il XIV Dalai Lama in Italia, di chi l'ha incontrato e di chi non l'ha voluto incontrare e ha finto che fosse venuto dall'India un personaggio qualsiasi, di chi l'ha incontrato, e magari anche con tutti gli onori, ma solo perché è Nobel per la Pace. Tucci conobbe il presente Dalai Lama, Tenzin Gyatso, quando questi aveva circa 12 anni. Tucci stava compiendo l'ultima esplorazione del Tibet. Era il 1948.

Purtroppo, però, probabilmente per non guastare i rapporti con la Cina, che aveva faticosamente cucito, quando nel 1959 il Dalai Lama venne a Roma Tucci non andò a incontrarlo.
Ecco quello che ne dice Fosco Maraini in Segreto Tibet (che linko dal portale della Cina), parlando del carattere di Tucci e della mancata visita:

[…]Torna così a ripresentarsi il dubbio d’essere al cospetto d’un cervello stupendo,

Tucci, Maraini, Mele e Moise e il mistero di Lhasa 8

boh, venerdì 15 settembre 2006

TibetMi è stato chiesto ancora, nel commento, perché Tucci e Maraini non si sopportassero.

Faccio quindi un elenco delle ragioni:

1) gli allievi che lo amarono dicono che fosse per una donna, forse la bella principessa del Gangtok, Pema Chöki Namgyal
2) i (pochi) allievi che non lo amarono dicono che fosse per alcuni scritti
3) Maraini mi disse semplicemente che Tucci era geloso di lui, del suo successo -- ma non era per Segreto Tibet, perché fu pubblicato nel 1951, dopo la spedizione tibetana di Tucci del 1948, quella in cui Maraini fu lasciato indietro. Per questo Maraini sarebbe stato volontariamente escluso dal Tibet.

In realtà, Tucci portò Maraini con sé come fotografo nella spedizione del 1937 e poi in quella del 1948, ambedue in Tibet centrale. Al tempo, per entrare nel paese c'era bisogno dei permessi dei britannici e dei tibetani, e il Potala, la sede religiosa e amministrativa dello stato, era una cittadella proibita nella città proibita di Lhasa.

Mistero svelato: Fosco Maraini e Tucci non si sopportavano perché... 24

boh, venerdì 18 agosto 2006

Pema (c) tibet.itE' noto che Maraini e Tucci non si sopportassero. La causa? Per anni è stato detto che ci fossero motivi letterari, poi Fosco stesso ha detto che era in parte dovuto alla lotta per conquistarsi il cuore della bella principessa del Gangtok, Pema Chöki Namgyal (nella foto a sinistra).
Ma io so il vero perché gliel'ho chiesto, l'ho sentito e registrato con la cinepresa, e ho visto anche come me lo ha detto, con che voce, con che occhi.

Maraini ha scritto nel 1951 in Segreto Tibet, il suo libro più famoso, che Tucci fu l’unico fra tutti i partecipanti della spedizione del 1948 a fingersi buddhista, per avere il permesso di entrare a Lhasa da solo. In effetti, ci andò col suo medico Regolo Moise e un fotografo, Pietro Mele, lasciandosi indietro il resto della carovana e l'assistente fotografo Fosco Maraini, che era il vero fotografo. Di Mele, pur ottimo fotografo, Maraini ha detto che fosse stato portato perché aveva in parte finanziato la spedizione.

Perché Tucci e Maraini non si sopportavano? 3

boh, lunedì 17 luglio 2006

Tucci si preparò a lungo per la spedizione del 1948. Il conte Nicolò Carandini, un antifascista che durante la Prima Guerra mondiale era stato ufficiale degli Alpini e nel 1944-1947 fu Ambasciatore d'Italia a Londra, riconobbe l’importanza dell’iniziativa e trasmise la richiesta al governo inglese, che a sua volta consigliò Tucci di rivolgersi direttamente al governo di Lhasa.

L'amico Sir Basil Gould, che era stato Political Officer nel Sikkim e capo di una missione che per cinque mesi 1936 risedette a Lhasa -- quando insieme a Hugh Richardson, capo della Missione Britannica in Tibet dal 1936 al 1947, e altri ufficiali fu invitato per sviluppare relazioni diplomatiche più strette fra il Governo dell’India e il Tibet -- spianò il terreno presso le autorità locali. Tucci aveva richiesto il permesso di visitare Lhasa, Samye, Yarlung e altri luoghi famosi del Tibet centrale e sud-orientale insieme a due o tre assistenti.

Nel giugno 1947 il progetto fu autorizzato ma la stagione non era propizia alla partenza e il viaggio fu rimandato agli inizi del 1948.

Che bella Lhasa: per Tucci il Potala è un tutt'uno con la roccia... 4

boh, lunedì 03 luglio 2006

PotalaNel 1948 Tucci arrivò Lhasa. La città era grande, per il Tibet di allora, era una metropoli di circa 25.000 - 30.000 abitanti piazzata a 3650 m di altitudine. Ora ne conta 100.000.

Scorse subito il Potala, il palazzo sede religiosa e amministrativa del Governo del Tibet che si ergeva sulla roccia. Fortunatamente, neanche i cinesi che hanno invaso il paese lo hanno danneggiato e anche la Rivoluzione culturale della fine degli anni '60 lo ha risparmiato.

Così scrive Tucci in A Lhasa e oltre:

Verso mezzogiorno passo sotto il Potala: più che un palazzo è un’altra collina che continua la roccia, asimmetrico e capriccioso come l’opera della natura, eppure costruito con una coerenza interna per cui ogni angolo ed ogni linea te li aspetti così come sono, onde hai l’apparenza della regolarità dove tutto è arbitrario. È cresciuto con la pietra come un diamante attaccato alla matrice: rosso e bianco e il bianco incornicia il corpo centrale rosso e sopra uno scintillio di cupole e di pinnacoli d’oro.

Il Potala a metà del ‘600 fu interamente rifatto e ornato di opere d’arte dal V Dalai Lama.
Ai piedi del Potala, verso oriente, sorge Lhasa, col tempio Jokhang che conteneva opere d’arte di molte epoche diverse. Le costruzioni si fermavano di fronte alla sabbia e agli alberi del fiume Kyi, un affluente del Brahmaputra. Nella città c'era un continuo viavai di carovane, pellegrini e mendicanti. Tucci aveva il permesso di fermarsi lì sette giorni.

Tucci era partito per Lhasa con Maraini, eppure arrivò solo...

Sette anni in Tibet di Harrer e il viaggio a Lhasa di Tucci 0

boh, mercoledì 28 giugno 2006

Sorpresi in territorio indiano dallo scoppio della guerra (il 3 settembre), Peter Aufschneiter e Heinrich Harrer, campione nei giochi olimpici del 1936, furono internati in un campo di concentramento britannico. Evasi nel 1944, dopo molte peripezie raggiunsero il Tibet, dove ottennero asilo. Harrer non ebbe Tucci in simpatia, nonostante la comune amicizia con Aufschneiter.

Nel 1952 Harrer pubblicò Sieben Jahre in Tibet; mein Leben am Hofe des Dalai Lama (Sette anni in Tibet; la mia vita alla corte del Dalai Lama), dove racconta il suo incontro con Tucci a Lhasa nel 1948. Harrer non guarda “il Professore? con occhi benevoli. Eppure, secondo lui

era riconosciuto come la massima autorità nel campo della storia e della civilizzazione del Tibet... [che] meravigliava sempre i cinesi, i nepalesi, gli indù e i tibetani per la profonda conoscenza della storia dei loro paesi

Infatti, durante un invito alla corte del Dalai Lama, stavano discutendo sulla forma della terra e Harrer sosteneva che era sferica, contro l’opinione corrente che diceva invece che era piatta – come, d’altronde, sostiene tutta la cosmogonia induista, buddhista e jainista. Dopo aver quasi convinto gli anfitrioni tibetani con le sue argomentazioni Harrer chiese, a maggior conferma, il parere di Tucci, che sostenne che un giorno forse si sarebbe scoperto che la terra era piatta, dato che la scienza era in continua trasformazione!

La differenza di opinione fu accolta con malcelata ironia dai tibetani perché tutti sapevano che Harrer insegnava anche geografia: e Tucci uscì dal dibattito scientifico vittorioso.

Tucci, Maraini e la bella principessa del Gangtok in Tibet: intervista a Fosco 8

boh, giovedì 22 giugno 2006

Mi sono chiesta come mai Tucci e Maraini dopo la spedizione del 1948 si detestavano, benché Maraini lo avesse accompagnato in qualità di aiuto-fotografo nelle spedizioni in Tibet del 1937 e del 1948.

Tre anni fa, durante un'estate torrida, ho intervistato Fosco Maraini. Aveva quasi novant'anni ma era ancora bellissimo e pieno di sensualità, aveva un che di maschio -- per dirla con lo stile del Ventennio -- che metteva quasi in imbarazzo. Sono andata nella sua stupenda villa che domina Firenze, un misto fra casa padronale, Tibet e Giappone, immersa nel verde del parco a olivi terrazzato e incolto. Mi aspettava seduto in fondo alla stanza in una poltrona che somigliava a un trono. Il suo stile e la sua gentilezza affogavano nei bagliori degli occhi irridenti e ironici, mitigati solo dal fondo mite. Mi aspettavo un vecchio: ma nella penombra ho percepito un uomo, un vero uomo.

Fosco Maraini (c) www.caifirenze.it/articoli/fosco1.asp

Ma perché Tucci ce l’aveva tanto con lei? E’ cosa ben risaputa, professore, e quando ne ho parlato con XY mi ha detto che era per una questione con una donna.

Lui mi guarda e si mette a ridacchiare, divertito o, forse, è solo un sorriso -- ma allegro, leggero, da bambino che è stato premiato. E’ manifestamente orgoglioso per quello che gli ho detto.

Le eleganti signore di Lhasa nel 1948... 1

boh, giovedì 15 giugno 2006

Tucci nel 1948 vide a Lhasa delle signore assai eleganti che erano seguite da una donna di servizio con in mano dei pezzi d'abbigliamento.

patruk

Nella città era stata emessa un’ordinanza che, per proteggere la tradizione, vietava i cappelli europei e obbligava uomini e donne della capitale a vestire il costume locale; così, quest’ultime erano seguite da una fantesca che reggeva, come fosse un trofeo, il patruk, che è un diadema triangolare che si adattava alla nuca ed era composto di un fusto laccato sul quale erano disposti in fila dei grossi turchesi e dei coralli. Ma il patruk è molto ingombrante, così le signore lo facevano portare dalle fantesche senza indossarlo ogni volta che potevano.

Anche i funzionari erano seguiti da un servo che portavano due tipi di abbigliamento, la divisa d’occasione o l’abito civile. Bisognava sempre vestire in modo appropriato al luogo e all'occasione!

E qui potete vedere una foto di Maraini di una donna coll'elaborato copricapo, mentre la foto del patruk di sopra è del Newark Musem, in New Jersey (USA).