Tucci e la spedizione in Nepal del 1952 - I 0

boh, venerdì 02 maggio 2008

N La spedizione arrivò nella capitale della regione del Mustang, all’estremo confine col Tibet. La marcia era stata difficile per la mancanza di strade e per il freddo pungente, ma era stata molto più facile e sicura della strada da Kathmandu a Pokhara che si snodava infida fra l’acqua calda delle risaie che nutriva piattole, zanzare e miasmi malsani.

Le case erano tutte addossate le une alle altre e all’apparenza era tutto un po’ squallido: ma Mustang era ricca perché era una città di frontiera, piena di mercanti che scendevano dal Tibet.

Il castello era franato da due anni e il re era andato ad abitare nel feudo di Tenkar. In tutto il Tibet si accoglieva l’ospite con doni: un cosciotto di montone, delle preziose uova o delle rarissime verdure. Ma il re di Mustang non si fece vivo. Allora Tucci gli mandò per mezzo dei carovanieri i doni che gli aveva destinato. Il re capì e si dette un gran daffare per rimediare alla scortesia. Tucci voleva solo dargli una lezione!

Sempre il Tibet, grande amore 0

boh, lunedì 17 marzo 2008

Tucci in molte opere dichiarò il suo amore per il Tibet, anche in Tra giungle e pagode, dove narra la spedizione del 1952 nella regione semi-inesplorata del Mustang, nel Nepal occidentale, di cultura tibetana:

Qui l’immensità degli spazi annulla: si capisce come i Tibetani abbiano accettato con tanta adesione la metafisica del Grande Veicolo che l’uomo e le cose riduce al sogno di un’ombra: che è l’uomo su questi pianori che fuggono oltre l’orizzonte, in queste solitudini cosmiche, fra queste vastità, dove anche le montagne sembrano piccoli poggi?

Un cultura che è stata sistematicamente repressa, offesa e umiliata dalla Repubblica popolare cinese, sin dall'annessione del Tibet nel 1949 e poi con l'occupazione del 1959 e la rivolta di Lhasa.

Oggi, per Tucci e per tutti noi, è un grande giorno di lutto. A mezzanotte scade l'ultimatum ai tibetani in rivolta.Temo una nuova Tiananmen.

Il Nepal di Tucci e quello di adesso: la situazione politica 0

boh, lunedì 11 febbraio 2008

Nepal flagNel 1952 e nel 1954 Tucci compì due spedizioni di tre mesi l'una nel Nepal occidentale, sempre accompagnato da Francesca Bonardi, che poi diventerà la sua terza moglie.

A quel tempo il Nepal era un regno monarchico, il governo dispotico della famiglia Rana era caduto nel 1951 grazie a una rivoluzione popolare e c'era un re della dinastia degli Shah che governava e un consiglio di ministri.

Nel 1990 è stata approvata una Costituzione che ha riconosciuto oltre 90 gruppi etnici, di religione buddhista, induista, animista, bon, con una piccola minoranza di cattolici e di musulmani, ma ha sancito che il paese era un regno induista, avvantaggiando di fatto non solo la religione, ma i bramini induisti che, pur non essendo un gruppo etnico molto grande, hanno sempre avuto in mano i posti chiave del paese, insieme ai alla seconda casta induista e ai newari, che controllavano l'amministrazione. La famiglia del re e del primo ministro sono sempre stati induisti.

Subhas Chandra Bose da Mussolini con Tucci 14

boh, domenica 15 ottobre 2006

Mussolini, ovviamente, aveva in grande antipatia l'Impero Britannico (questo è il sito più completo sull'Impero), che controllava gran parte dell'Asia con la Compagnia delle Indie Orientali o comandava direttamente come in India. Voleva essere lui a capo del suo impero, quello fascista! Nutriva, quindi, una simpatia non del tutto disinteressata per i musulmani d’India e una bella antipatia per i loro antagonisti storici, i grandi latifondisti induisti, vicini ai britannici.

Nei primi anni dopo la “Marcia su Roma" del 28 ottobre 1922 fu attratto dalle figure che potevano dare lustro all’immagine dell’Italia all’estero e che potevano, perché no, fare pubblicità alla sua idea di espandersi colonialmente in India o, almeno, penetrare commercialmente in Asia: Mohandas Karamchand Gandhi, Pandit Nehru, Rabindranath Tagore e Subhas Chandra Bose.