I motivi ornamentali tibetani venivano un po' dall'India e un po' dalla Cina.
Il demone buddhista Māra e le sue figlie erano ben raffigurati su affreschi, pitture, thangka, incisioni e, se
Il libro del Prajñāpāramitāsūtra, un gruppo di 38 sutra fondamentali per il buddhismo, è legato al culto dei serpenti e a Nāgārjuna.
Secondo una leggenda, un giorno, mentre stava seduto vicino a un lago, dal profondo delle acque salì un nāga e invitò Nāgārjuna a insegnare a Potala, la cittadella sacra e proibita del Tibet, sede del
Abbiamo detto che nel giugno-ottobre 1933 Tucci e il capitano Eugenio Ghersi riuscirono a finire l'esplorazione della regione di Lahul, Spiti, ed entrarono nel Tibet occidentale. A metà strada verso il passo di Rohtang trovarono una tana di un serpente considerato sacro.
Il culto dei serpenti o naga, spiriti di natura mezza umana e mezza di serpente, è diffuso in buona parte dell’Asia meridionale. Śiva indossa un serpente come ornamento e il culto riveste molta importanza anche nella religione bon, l’antica religione del Tibet che ha preceduto il buddhismo. In India ai serpenti si offre del latte perché, padroni incontrastati dei campi e dei deserti, stiano alla larga dagli uomini e non li mordano.
Nel giugno-ottobre 1933 Tucci e il capitano Eugenio Ghersi riuscirono a finire l'esplorazione della regione di Lahul, Spiti, che facevano parte del British Raj e ora sono due distretti dello stato indiano dell'Himachal Pradesh, ed entrarono nel Tibet occidentale. Qui parte degli abitanti è induista e parte buddhista e i due visitarono e fotografarono molti importanti monasteri, come quello famoso di Tabo.
La carovana si avviò lungo la strada che corre lungo la sponda sinistra del fiume Bias, uno dei cinque fiumi che danno il nome al Panjab, che sale fino al passo del Rohtang.
Sappiamo che Tucci amava moltissimo gli animali e, a mio parere, questa sua alta qualità lo salva, probabilmente, da altri suoi difetti.
Spesso le foto lo ritraggono con un apsu in braccio e a casa, prima di lasciare il corpo, aveva una micia che non si spostava dal suo letto.
Avrebbe quindi approvato la Prima manifestazione nazionale contro la vivisezione.
Chi sa che avrebbe detto Tucci.
Infatti si considerava vegetariano ma mangiava il pollo; si considerava buddhista ma non andò a fare visita al Dalai Lama, quando venne a Roma nel 1956.
Chi sa che avrebbe detto di questa nuova campagna
In molte foto delle spedizioni successive a quella del 1931 troviamo Tucci curiosamente seduto su una specie di scranno, il vice su una sedia con i braccioli, il terzo su una specie di sgabello pieghevole.
La gerarchia era scrupolosamente osservata, anche perché Tucci doveva prendere decisioni spesso vitali per l’incolumità di tutti gli altri, persone e animali,
Fino al 1931 Tucci viaggiò in lungo e in largo per il sud dell’Asia piuttosto “leggero”, accompagnato solo da Giulia.
Dopo quella del 1931 le spedizioni divennero via via sempre più complesse e costose e i campi-base si trasformarono in veri e propri villaggi di cinquanta-settanta persone, con decine di tende per lui
Questa è l'ultima parte del discorso sugli animali e di sé fanciullo che Tucci pubblicò in La via dello Swat: