Il Natale buddhista e Tucci 9

boh, domenica 21 dicembre 2008

Natale e Anno NuovoIeri pensavo al Natale, e mi chiedevo: "Chi sa se Tucci, buddhista, avrà festeggiato questa festa che, in fondo, è una festa cattolica".

Cattolica, ma festeggiata ovunque nel mondo: come festa laica, magari, ma sempre festa è. Infatti il Natale è il giorno tradizionale per scambiarsi i regali, per esprimere a voce alta i buoni propositi per l'anno nuovo, per praticare la gentilezza e la gioia empatica, quella che rende partecipe gli altri dei propri sentimenti positivi.

Detta così, Tucci non dovrebbe avuto festeggiare il Natale perché era buddhista ma aveva un carattere tremendo, a detta di chi lo ha conosciuto bene. Aveva i propri interessi e le proprie priorità assolute, e tutto il resto era irrilevante.

Non avrà neanche mangiato il cappone e tutte le povere bestie sacrificate

La felicità di Tucci  0

boh, domenica 07 dicembre 2008

Abbiamo visto che Tucci aveva un animo inquieto, che non lo faceva stare bene a casa e non lo faceva stare bene in Italia. Aveva sempre nostalgia del Tibet.

Ma cos'era per lui la felicità? Per ognuno il concetto di felicità è diverso. Per me, per esempio, è serenità, è quiete. Per lui

I cani di Tucci nella spedizione del 1935 0

boh, martedì 25 novembre 2008

Charlie ManasTucci amava moltissimo gli animali. Nella spedizione del 1935 verso il Tibet occidentale aveva portato una carovana al completo, insieme agli yak carichi e lenti sotto i basti di lana, ai muli e a Sciancù – in tibetano, Chankù – il molosso che aveva già accompagnato Tucci e che dormiva, feroce cane da guardia, davanti alla sua tenda.

Il 10 luglio arrivò al monastero di Ju. Sin da allora Tucci si era accorto che erano seguiti da un altro molosso, un tipo di cane che, anche se appartiene

Tucci e la causa del cane 0

boh, domenica 23 novembre 2008

cani apsoIn una lettera a Gentile del 19 settembre 1942 Tucci scrisse una piccola nota curiosa. Come se non bastassero i suoi problemi, disse, aveva ricevuto la notizia che aveva perso «la causa del cane» e doveva pagare 25.000 lire.

Certo, era una bella sommetta per

La democrazia con gli occhi del Buddha 0

boh, venerdì 14 novembre 2008

Obama e il  Dalai LamaQuesto l'ho scritto di là, quando Barack Obama ha vinto le elezioni, ma penso che vada bene anche su questo blog. Perché abbiamo detto che Tucci non si interessava di politica, così diceva, ma io non ci credo: perché per iniziare gli scavi archeologici la politica si deve coinvolgere, ci vogliono permessi di scavo, permessi di transito, permessi di lavoro e permessi per impiegare gli operai locali. E per dirigere l'IsMEO

Cibi nepalesi: Tucci a casa di Hem Raj Sharma 0

boh, venerdì 31 ottobre 2008

mo-moNel 1935 Hem Raj, il guruju del Nepal, accolse Tucci a Kathmandu con tutti gli onori riservati a un grande studioso molto amato dal dispotico Primo ministro Rana.

Fece cenno a due giovanissimi servi, che immediatamente gli servirono l’acqua ben fredda da brocche argentate e portarono il tè nero fumante nelle tazze di porcellana. Anche se non era mai andato oltre i confini dell’India, Hem Raj era stato educato nelle migliori scuole di Benares e conosceva bene usi e costumi inglesi.

Dopo il tè vennero serviti decine di piattini con cibi nepalesi e newari – morbidi chatamari di carne macinata, mo-mo vegetali in pasta molle e bianca (in foto), sekuwa di montone, di yak e di cinghiale, sel di farina di riso; e poi ciotole di zuppe di ogni tipo, anche la kwati di legumi vari delle feste e poi, come somma prelibatezza, il sanya khuna, una specie di gelatina piccante di pesce accompagnato da una salsa agrodolce e assai piccante.

Vennero serviti anche dei dolci freschi del Bengala, il juhu dahu di Bhaktapur e poi arachidi fresche, pistacchi tostati, gelatine di frutti selvatici e spicchi di arancia mondati, raffreddati e rigirati nello zucchero di canna.

Tucci mangiava in silenzio e lentamente, i piaceri della buona tavola lo appagavano. Era felice.

Cibi tibetani: chi se se Tucci apprezzava lo tsampa? 4

boh, domenica 19 ottobre 2008

tsampaTucci nelle sue spedizioni in Tibet e Nepal portava sempre casse dall'Italia piene di cibo in scatola: pomodori, pasta, parmigiano, frutta "in conserva", come scrive, olio di oliva e così via.

Mi sono spesso chiesta se gustasse i piatti tradizionali dei nomadi come lo tsampa, che è molto nutriente ma, al palato occidentale, molto difficile da apprezzare. Per l'economicità e la facilità di preparazione e di trasporto è un cibo usato specialmente da nomadi e pellegrini.

Il tè salato tibetano viene usato anche per ricoprire questo piatto nazionale, costituito da farina d’orzo, oppure di grano o di riso, arrostita e mescolata con il burro di yak: buona e nutriente, se si riesce a ingollarla.

Devo confessare che ogni invito a casa di tibetani, pur se condito con i sorrisi, la mitezza e la serenità che li caratterizza, mi è sempre riuscito un po’ penoso a causa della brodaglia del tè, dello tsampa essiccato e del biscotto.

Cibi tibetani: il po cha  0

boh, venerdì 10 ottobre 2008

po chaCon il burro di yak si condisce il famoso tè tibetano e bhutanese, il po cha. Si tratta di una brodaglia immonda – mi perdonino gli amici tibetani e nepalesi! – composta dall’acqua bollente, in cui galleggiano larghe macchie gialle di burro, mischiata con soda, foglie di tè e sale, sbattuti in un cilindro di bambù.

Talvolta viene servito con biscotti che definire “dolci” è un eufemismo: pezzi di forma vagamente oblunga, secchi e duri in modo mirabolante, di colore grigio sospetto, insipidi e solo vagamente dolciastri – il dolce è dovuto alla farina, non allo zucchero – che in Tibet sono fritti e ricoperti di peluzzi, che a un attento esame si rivelano essere nient’altro che lo sporco che si è attaccato mentre la pasta aspettava di essere cotta. Si fa fatica non solo a mandarli giù, ma anche a staccarne dei pezzi a morsi.

Ovviamente il po cha è molto nutriente. Questa è la ricetta.
Ingredienti:

Cibi tibetani: il chhurpi, ottimo formaggio di yak 5

boh, martedì 07 ottobre 2008

yakI tibetani hanno, come tutti i popoli del mondo, dei cibi tradizionali.

Anche quelli che vivono in Nepal usano le femmine di yak, chiamate dri o nak, non solo per il trasporto, il lavoro, la carne e le lunghe fibre del mantello, che vengono cardate, ma anche per ricavare dal loro latte un burro color giallo oro, maleodorante, e delle forme di formaggio, chiamato chhurpi, dalla polpa color ocra e la buccia marrone, che trasuda grasso da tutti i pori.

Questo formaggio, che spesso viene essiccato, è considerato una vera prelibatezza, se si ha l’accortezza di non odorarlo – ha un sapore intenso e affumicato – e di prenderlo con un pezzo di carta.

Io ogni tanto lo mangiavo: piatto unico, perché avrà 2000 calorie a porzione. A dire la verità l'ho già segnalato, ma sono stata impietosa. Ha un gusto un po' particolare ma è molto buono e, col pane, è davvero un piatto unico.

Gli indiani sono dei primordiali 5

boh, giovedì 04 settembre 2008

animaliTucci amava il contatto diretto con la natura, specie gli animali, le montagne e il sole. Scrisse in La crisi spirituale dell’India moderna, del 1940:

Gli Indiani sono dei primordiali […]. Non sono fuori della natura, come noi che la dominiamo colla scienza e ne raccogliamo il profumo nella cristallina lucentezza dell’arte, ma sono ancora tuffati nella natura, con partecipazione immediata che stabilisce una arcana fratellanza, senza gradazioni e gerarchie, fra le cose viventi, ugualmente sbattute dalle stesse tempeste, divorate dalla stessa morte, riscaldate dallo stesso sole.