Ovunque, in Tibet, Tucci trovò le tracce di Padmasambhava, mago, esorcista e maestro che veniva dalla valle dello Swat ed è considerato il diffusore del buddhismo in Tibet. Ecco quello che scrisse su di lui in La via dello Swat:
Sulle tracce di Padmasambhava 7 commenti
boh, mercoledì 10 dicembre 2008Il più grande amore della vita di Tucci 2 commenti
boh, lunedì 08 dicembre 2008Scriveva Tucci a sessantanove anni, quando era già nel pieno delle grandi campagne archeologiche:
Anzi, per dire la verità, ad indicarmi la via dello Swat fu proprio il Tibet, che è stato il più grande amore della mia vita, e lo è tuttora, tanto più caldo, quanto più sembra difficile soddisfarlo con un nuovo incontro. (La via dello Swat)
Il viaggio verso occidente di Hsüan-tsang 0 commenti
boh, venerdì 28 novembre 2008
Uno degli autori preferiti di Tucci fu il pellegrino Hsüan-tsang (ca. 600-664), un monaco buddhista cinese famoso per il suo viaggio in India e Asia centrale, durato diciassette anni, su cui scrisse una cronaca dettagliata.
Studiò al famoso centro buddhista di Nālanda e riportò in Cina 657 testi in sanscrito,
Giuseppe Tucci: un lungo otium 4 commenti
boh, giovedì 28 agosto 2008
Giuseppe Tucci andava in vacanza? Questa è una bella domanda perché, con la sua vita avventurosa, in effetti a casa ci stava pochissimo. Visto con i parametri della vita di un uomo ordinario, era quasi sempre "vacante".
India, Sikkim, Nepal, Tibet, Ladakh, Kashmir, tutti i paesi dell'Himalaya, Iran, Afghanistan, Pakistan, solo per nominare alcuni posti dove compì spedizioni a caccia di tesori, dove aprì missioni di scavi archeologici oppure, come in Giappone e in Brasile, tenne rapporti diplomatici ufficiosi.
E poi, oltre a questi paesi, Italia, Gran Bretagna e Indonesia, dove dette conferenze. Sembra quindi che la sua vita fosse tutta una specie di vacanza, l'otium nel senso originario e più ampio della parola: una vita assolutamente libera dal commercio quotidiano, dalla necessità, dal negotium, ma incredibilmente attiva e produttiva dal punto di vista intellettuale.
Eppure anche quello poteva stancare. Era infaticabile: esplorava, visitava, studiava, leggeva avidamente, scriveva furiosamente, seguiva gli affari dell'IsMEO, manteneva i rapporti con i potenti e con gli altri studiosi. Insegnava, se pure pochino.
Però aveva il tempo di visitare i mercatini del Pakistan, dell'Afghanistan o dell'Italia insieme a Francesca e di comprare oggetti di artigianato di ottima fattura.
E, come scrisse a Gentile dalla Cappadocia, in Turchia (qui sopra vediamo una bella foto della regione), ogni tanto staccava la spina dei rapporti a cui lo obbligava la gestione dell'IsMEO e andava in vacanza, perlopiù fra i monti, «a studiare e a camminare sulle montagne». Questi, in totale solitudine o talvolta con Ananda, suo figlio, erano il suo riposo e la sua vacanza.
L'incredibile salute di Giuseppe Tucci 0 commenti
boh, sabato 16 febbraio 2008
Tucci non si ammalava mai. Percorse oltre 20.000 chilometri, perlopiù a piedi o in pony; dormì per mesi in tende all'addiaccio, nel clima gelido e ventoso del Tibet, tiepido il giorno e di molto sottozero la notte, nei pianori e le valli alte dell'Himalaya, per un totale di diversi anni; percorse deserti e attraversò fiumi e le risaie malsane del Nepal; e non si ammalò mai fino a che ebbe passato da un pezzo la sessantina.
Il senatore Andreotti dice che, oltre a una costituzione fisica eccezionale, il merito andava al bicchiere di succo di limone che beveva ogni mattina a digiuno.
Bookblogging: L'Asia negli anni del drago e dell'elefante 2005-2006: Nepal, India, Giappone & C. 0 commenti
boh, mercoledì 13 febbraio 2008
Agli inizi di giugno è uscito in libreria il volume, che fa parte di una serie di libri di analisi politica e geopolitica, L'Asia negli anni del drago e dell'elefante: 2005-2006. L'ascesa di Cina e India, le tensioni nel continente e il mutamento degli equilibri globali, a cura di Michelguglielmo Torri, Milano: Guerini e Associati, 2007 (pp. 509).
Questa recensione è già apparsa in Orientalia4All ma la ripropongo perché parlavo l'altro giorno di Tucci e il Nepal moderno. L'articolo sul Nepal a livello politico, economico e sociale, pubblicato su questo volume, copre il periodo 2005-marzo 2007. Fra un mesetto sarà pubblicato il prossimo numero di Asia Maior, che coprirà tutto il 2007 e, per quanto mi concerne, il periodo marzo 2007-tutto gennaio 2008.
In questo volume sono pubblicati articoli su tutti i paesi che Tucci studiò o esplorò: l'India, la Cina, l'Iran, il Giappone, il Sikkim, il Tibet (che ora fa parte della Cina), il Pakistan, l'Afghanistan.
Io ho contribuito a questo libro con "Il nuovo stato del Nepal: il difficile cammino dalla monarchia assoluta alla democrazia", che ha analizzato gli avvenimenti fino alla Rivoluzione del Popolo che ha portato alla fine della monarchia dispotica di Re Gyandendra, la Rivoluzione dei Madheshi, la popolazione che abita la fascia boschiva (e selvaggiamente disboscata) del Terai, al confine con l'India, l'allenza dei 7 partiti o SPA e di questa coi maoisti e la faticosa preparazione delle prime libere elezioni per un'Assemblea costituente, di cui si parla ormai da anni. Elezioni che, tuttavia, da giugno sono state posticipate a novembre 2007.
L'Asia negli anni del drago e dell'elefante è un libro per tutti:
Perché un blog su Tucci? 23 commenti
boh, mercoledì 14 giugno 2006Ho deciso di aprire questo blog su Giuseppe Tucci (1894-1984) per molti motivi:
1) è stato uno dei più grandi orientalisti che siano mai esistiti al mondo
2) il blog mancava, e così i vostri commenti, le vostre domande e i vostri suggerimenti
3) è stato il mio paramaguru, cioè il maestro del mio maestro: io appartengo a quella scuola, la Scuola romana, che esiste da diversi secoli e di cui lui è stato un brillante rappresentante
4) ovunque vada in Asia -- India, Nepal, Tibet, Cina, Giappone, Asia Centrale -- mi parlano di lui
5) ha influenzato profondamente la mia vita
6) di lui si sa ancora troppo poco