Il culto dei serpenti nell'Induismo  2

boh, mercoledì 02 marzo 2011

Abbiamo detto che nel giugno-ottobre 1933 Tucci e il capitano Eugenio Ghersi riuscirono a finire l'esplorazione della regione di Lahul, Spiti, ed entrarono nel Tibet occidentale. A metà strada verso il passo di Rohtang trovarono una tana di un serpente considerato sacro.

Il culto dei serpenti o naga, spiriti di natura mezza umana e mezza di serpente, è diffuso in buona parte dell’Asia meridionale. Śiva indossa un serpente come ornamento e il culto riveste molta importanza anche nella religione bon, l’antica religione del Tibet che ha preceduto il buddhismo. In India ai serpenti si offre del latte perché, padroni incontrastati dei campi e dei deserti, stiano alla larga dagli uomini e non li mordano.

La spedizione Tucci del 1933 a Lahul, Spiti e Tibet occidentale e i naga 0

boh, sabato 05 febbraio 2011

nagaNel giugno-ottobre 1933 Tucci e il capitano Eugenio Ghersi riuscirono a finire l'esplorazione della regione di Lahul, Spiti, che facevano parte del British Raj e ora sono due distretti dello stato indiano dell'Himachal Pradesh, ed entrarono nel Tibet occidentale. Qui parte degli abitanti è induista e parte buddhista e i due visitarono e fotografarono molti importanti monasteri, come quello famoso di Tabo.

La carovana si avviò lungo la strada che corre lungo la sponda sinistra del fiume Bias, uno dei cinque fiumi che danno il nome al Panjab, che sale fino al passo del Rohtang.

Il Buddhismo del Dalai Lama e di Tucci  4

boh, giovedì 02 settembre 2010

stampa di una gallina Chi sa che avrebbe detto Tucci.

Infatti si considerava vegetariano ma mangiava il pollo; si considerava buddhista ma non andò a fare visita al Dalai Lama, quando venne a Roma nel 1956.

Chi sa che avrebbe detto di questa nuova campagna

La favolosa arte del Gandhara in mostra a Milano 9

boh, lunedì 16 agosto 2010

Buddha del GandharaHo parlato più volte dell'attività archeologica in Asia di Tucci. Non tutti sanno però che fu lui a diffondere per primo in Occidente la famosa, stupenda arte del Gandhara, quella che vide nascere l'immagine del Buddha, che prima era raffigurata solo con simboli come la ruota della legge, l'orma dei piedi e così via.

E' un'arte che amo moltissimo e che ho avuto modo di conoscere e apprezzare tramite le opere di uno dei miei maestri - e allievi di Tucci -, Mario Bussagli, uno dei più grandi storici di questa arte e il suo primo narratore occidentale.

Apprendo ora che il Museo archeologico di Milano detiene una piccola collezione di opere del Gandhara. Che è assolutamente da vedere.

Le spiegazioni del sito del Museo archeologico sono giuste ma troppo parziali e non rendono merito alle vere origini dell'arte del Gandhara. Non dicono, insomma, le cose più importanti, quelle che scrisse Bussagli e che ci insegnava in classe. Ma forse un giorno o l'altro le trovete qui.

Archeologia e buddhismo nella valle dello Swat 4

boh, lunedì 28 giugno 2010

PadmasambhavaNel 1954 Tucci fece i primi rilievi in Pakistan, e precisamente nella valle dello Swat, valle di tesori, paradiso delle dakini, terra di collegamento e di passaggio del buddhismo dell'Asia meridionale e centrale. Secondo la tradizione Padmasambhava (VIII sec. a.C.), il grande Guru Rinpoche che introdusse il buddhismo tantrico in Tibet, fondò nello Swat il primo monastero vajrayana.

Quando si parla di Tibet ignoto 2

boh, mercoledì 19 maggio 2010

pellegrino tibetanoUn mio affezionato e colto lettore, Diego, uno che i libri li legge davvero, parla in un video recensione di Tibet ignoto, che Tucci pubblicò nel 1937 con il titolo di Santi e briganti nel Tibet ignoto (Milano, Hoepli) e che fu ristampato nel 1978 dalla Newton con il titolo odierno.

Tucci lo scrisse dopo la spedizione del 1935 insieme a

Nel Tibet ignoto 1

boh, giovedì 11 marzo 2010

Tucci scriveva nel 1937, dopo la quinta spedizione in Tibet:

[...] delle tempeste politiche che hanno infuriato all’intorno, qui non è arrivata neppure l’eco: imperi sono crollati, altri ne sono sorti con

La spedizione del 1931 a caccia di tsha tsha 1

boh, domenica 28 febbraio 2010

tsa tsa tibetanoLa spedizione del 1931 fu la prima organizzata in grande stile da Tucci, con una grande carovana e fondi dal governo. Partì in luglio da Simla, la capitale dell’Himachal Pradesh, e andò in Ladakh per la valle di Rupshu, secca e desertica e ancora poco conosciuta, che sta agli estremi margini del paese ed è attraversata dalle vie dei mercanti nomadi.

Cosa scrisse Tucci? 0

boh, domenica 17 gennaio 2010

libriL’importanza culturale degli scritti di Tucci è molto variabile. Nel 1930 e nel 1932 pubblicò degli studi sulla logica buddhista che solo pochissimi esperti sparsi per il mondo potevano capire, mentre nel 1956 uscì a Roma per il Club Campeggiatori Romani il suo libricino di 18 pagine Vita nomade, che si dice sia stato letto da migliaia di persone.

Nel 1949 pubblicò il magnifico libro in due volumi Tibetan Painted Scrolls, che contiene le foto a colori di centinaia di opere, molte delle quale ora sono scomparse.

"L'opportunismo metafisico e cosmico di Tucci" - Fosco Maraini 4

boh, mercoledì 02 dicembre 2009

Fosco MarainiMaraini, che ebbe per decenni un rapporto molto tormentato col maestro, del quale ho parlato più volte, fece su di lui un ritrattino non molto edificante in Segreto Tibet: