Formichi in India e Indiani racconta l'incontro di Benedetto Croce (in foto) e Tagore.
Tagore avrebbe chiesto al Duce come grande favore «il modo più spiccio di abboccarmi col grande filosofo Benedetto Croce», perché si sarebbe vergognato di lasciare l’Italia senza aver conosciuto di persona il pensatore che nelle sue opere si avvicinava tanto alle speculazioni dei filosofi indiani. I quali, a loro volta, non gli avrebbero mai perdonato «d’essere stato in Italia e di non aver visto il Croce».
Pare che il Duce immediatamente s’incaricasse di telegrafare a Croce e di far sì che il colloquio potesse aver luogo prima della partenza di Tagore. Il 14 giugno 1925 questi riuscì effettivamente a incontrarlo.
Amartya Sen, però, dice che Tagore in agosto, nonostante avesse accettato l'ospitalità di Mussolini, denunciò pubblicamente il regime con una lettera sul Manchester Guardian. In settembre da Il Popolo d'Italia Mussolini rispose:
Che ci importa? L’Italia ride di Tagore e di quelli che hanno portato fra noi quel tizio unto e insopportabile
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Tucci venne collocato fuori ruolo dal 1° gennaio 1927 e comandato senza limiti di tempo presso il Ministero degli Affari Esteri, Direzione generale delle Scuole italiane all’estero. Abbiamo visto però che dal novembre 1925
Ho parlato di
Il Duce, per intensificare l'opera di propaganda in India, nel 1925 non solo inviò Giuseppe Tucci e
Abbiamo visto che nel 1928
Nel 1928 Formichi, maestro di sanscrito di Tucci e suo promotore, fu invitato dal rettore dell’Università di Berkeley a inaugurare la cattedra appena fondata di Cultura italiana e a svolgere un corso dall’agosto al dicembre 1928.
Ieri
Il Duce, per intensificare l'opera di propaganda in India, nel 1925 non solo inviò Giuseppe Tucci e
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