Tucci scriveva nel 1937, dopo la quinta spedizione in Tibet:
[...] delle tempeste politiche che hanno infuriato all’intorno, qui non è arrivata neppure l’eco: imperi sono crollati, altri ne sono sorti con
Tucci scriveva nel 1937, dopo la quinta spedizione in Tibet:
[...] delle tempeste politiche che hanno infuriato all’intorno, qui non è arrivata neppure l’eco: imperi sono crollati, altri ne sono sorti con
La spedizione del 1931 fu la prima organizzata in grande stile da Tucci, con una grande carovana e fondi dal governo. Partì in luglio da Simla, la capitale dell’Himachal Pradesh, e andò in Ladakh per la valle di Rupshu, secca e desertica e ancora poco conosciuta, che sta agli estremi margini del paese ed è attraversata dalle vie dei mercanti nomadi.
Ecco quello che dice in India e indiani il maestro di Tucci, Carlo Formichi, sulle necessità degli europei e sulle abitudini igieniche degli indiani o, come li chiama spesso, gli indigeni. Non si legge nel suo discorso un certo paternalismo?
Viaggiare in prima classe è una necessità per un europeo, sì perché i lunghissimi percorsi lo obbligano a passare due o tre notti in treno, sì perché si sentirebbe a disagio in mezzo agli indigeni.
Diego, un mio colto lettore, mi ha ripreso sul fatto che io abbia citato Julius Evola (1898-1974) come l'amico di Tucci, facendomi notare che Evola è molto più conosciuto di lui. Qui potete leggere le sue osservazioni e le mie risposte, scritte di getto una dopo l'altra.
In sunto posso dire che Tucci ha aperto il campo a nuove strade di ricerca, e non solo con le sue spedizioni e con l'IsMEO; Evola no, anche se fu un pensatore assolutamente originale.
In Tibet occidentale si accorse di uno dei problemi più spinosi per chiunque volesse ricostruire la religione e la storia locali: la geografia, la geografia storica e la
Dell'esplorazione del 1931 rimane la descrizione della valle della Sutlej che Tucci fece nel 1942, durante il discorso dato in commemorazione di Alexander Csoma de Körös:
Superato il passo di Shipki, il secondo per i commerci fra India e
Durante il percorso Tucci raccolse tsha tsha fino alla città di Kaja, in Himachal Pradesh, a 3697 metri sul livello del mare.
Gli tsha tsha (in foto) sono delle tavolette votive, delle specie di figure coniche o delle formelle di argilla impastata
La spedizione del 1931 fu la prima organizzata in grande stile. Tucci partì in luglio da Simla, la capitale dell’Himachal Pradesh, e andò in Ladakh per la valle himalayana di Rupshu, secca e desertica e ancora poco conosciuta, che sta agli estremi margini del paese ed è attraversata dalle vie dei mercanti nomadi.
In molte foto delle spedizioni successive a quella del 1931 troviamo Tucci curiosamente seduto su una specie di scranno, il vice su una sedia con i braccioli, il terzo su una specie di sgabello pieghevole.
La gerarchia era scrupolosamente osservata, anche perché Tucci doveva prendere decisioni spesso vitali per l’incolumità di tutti gli altri, persone e animali,