Bisogna abbandonare la boria europea  0

boh, venerdì 13 giugno 2008

Tibetan womanE' incredibile la modernità di Tucci. Ben prima che si parlasse di empatia verso gli altri popoli, negli anni in cui c'erano ancora degli antropologi che teorizzavano che fosse giusto depredare le culture "subalterne", lui si avvicinava a esse con rispetto.

Mentre noi litighiamo per decidere cose di pochissima importanza, e lo facciamo a livello nazionale, senza vedere che l'Asia sarà la grande potenza del secolo, nel 1934 Tucci scriveva nella Cronaca della Missione scientifica Tucci nel Tibet Occidentale (1933), il resoconto del suo viaggio del 1933 compiuto insieme a Eugenio Ghersi nell'ex regno di Guge e nello Spiti:

Non basta la conoscenza della lingua e dei dialetti: bisogna saper conquistare la fiducia di questa gente, dare ad essa l’impressione che c’è affinità spirituale fra il visitatore e loro, abbandonare alle frontiere della loro terra quella boria europea di cui è tanto difficile spogliarsi. Io mi presentavo in veste di discepolo, anche se la conversazione su temi astrusi di teologia e metafisica – quando trovassi monaci capaci di intendermi – mostrasse che non ero un novizio; mi genuflettevo di fronte alle statue, recitavo le formule di preghiera nel silenzio austero dei sacrari, facevo devotamente accendere sugli altari una lampada votiva, ad incremento del mio merito, e portavo con sommo rispetto alla fronte ogni libro o statua che mi fosse offerta.