Tucci fu un esploratore avventuroso. Compì ben sette spedizioni culturali in Tibet con una carovana di 70-80 persone composta di animali da soma, yak, casse di viveri e munizioni dall'Italia -- il paese era povero e infestato da briganti -- e materiale fotografico e documentario, nonché i regali d'obbligo per i maggiorenti locali. Lo accompagnavano un ufficiale medico, dato dalla Marina Militare o dagli Alpini, e un fotografo.
L'ultima esplorazione nel Tibet, nel 1948, lo vide risiedere per una settimana a Lhasa. Scrive Tucci in A Lhasa e oltre, che pubblicherà nel 1950:
Come fotografo scelsi Piero Mele al quale affidavo la documentazione fotografica nella sua parte panoramica e in quella più difficile della riproduzione della opere d’arte. In un secondo tempo venne aggregato alla spedizione anche Fosco Maraini come addetto alla ripresa cinematografica allo stipendio di Mele. [...] Mele provvedeva al materiale fotografico e cinematografico e alle spese relative.
Fosco Maraini (1912-2005) -- padre della famosa scrittrice Dacia Maraini -- che sarebbe diventato professore di giapponese e lo scrittore e fotografo che tutti conosciamo, al tempo era bellissimo. Alto una spanna più di Tucci, con un sorriso scanzonato sul volto e gli occhi stretti a fessura che sprizzavano bagliori, atletico. E poi Peppino, come lo chiamava la moglie Giulia Nuvoloni, aveva 54 anni, Fosco ne aveva 36: l'uno era un uomo che cominciava a declinare fisicamente, coltissimo e carismatico, ma che non era mai stato bello; l'altro era ancora un ragazzo, e un bellissimo ragazzo! Ce n'era più che abbastanza perché fra i due nascesse un attrito.
Ma era solo questa la ragione di un'antipatia durata fino a che Tucci se ne andò, nel 1984? Nel 2003 ho intervistato Maraini e mi ha raccontato diverse altre cose...