Perché vinse il Premio Medaglie D'Oro?  0

boh, mercoledì 09 dicembre 2009

Come ho detto, nel 1972 Tucci vinse il Premio Medaglie d'Oro, una onorificenza conferita di solito ai benemeriti della patria. La candidatura era stata presentata da Giulio Andreotti. Il comunicato stampa recitava:

Questi giorni 2

boh, lunedì 28 settembre 2009

Qualcuno mi ha chiesto perché da un po' di giorni non pubblico niente su Giuseppe Tucci, le sue imprese o i personaggi che lo accompagnarono. Il motivo è semplice: sto finendo di scrivere un libro.

Un libro importante, sul quale sono anni che lavoro, con migliaia di documenti inediti in italiano, in inglese, in sanscrito, in tibetano, in francese, in nepali. Contiene anche la corrispondenza inedita che mi ha mandato il senatore Giulio Andreotti.

Sto ricostruendo anche la politica italiana in Asia durante il periodo fascista e i sogni di Mussolini.

Quindi, cari voi tutti che mi seguite, abbiate pazienza. Ricomincerò a scrivere presto, lo prometto.

Il mio libro sulla politica italiana in Asia da Mussolini a Andreotti 1

boh, sabato 11 luglio 2009

libroDa alcuni giorni non aggiorno queste mie riflessioni su Tucci e la politica culturale italiana in Asia. Infatti ho saputo dalla mia casa editrice che la data del libro di storia in preparazione, quello per cui ho ricostruito la politica culturale fascista e democristiana in Asia, è stata spostata dall'autunno agli inizi di gennaio.

Grandi fatiche per consegnare il dattiloscritto in primavera, dopo le vicissitudini (che vi racconterò, da scriverci un altro libro!) varie per trovare un editor valido, e poi questa notizia! Ma dicono che le case editrici hanno i loro tempi e, soprattutto, la loro programmazione.

Quindi, racconterò sempre la storia del nostro studioso, così essenziale per la storia della politica culturale asiatica, ma con calma, quando mi sono sbollite un po' il fastidio e la rabbia.

La seconda lettera inedita di Tucci ad Andreotti per la spedizione del 1948 in Tibet 0

boh, sabato 13 giugno 2009

[continua da qui]

Se dunque una iniziativa, sulla quale una serie di circostanze ha portato l’attenzione degli ambienti scientifici internazionali, può esser condotta a compimento il merito è tutto Suo. Io Le sono grato non per me ma per gli studi che coltivo e che in tal guisa, continuando una tradizione antica dal tempo del Desideri e del Beligatti, restano privilegio degli italiani.

La seconda lettera inedita di Tucci ad Andreotti per la spedizione del 1948 in Tibet 0

boh, giovedì 11 giugno 2009

Tucci il 6 novembre 1947 chiese un finanziamento di nove milioni di lire al Consiglio dei ministri per la spedizione del 1948 in Tibet centrale, quella dove raggiunse Lhasa, e oltre. Il 12 novembre 1947 Andreotti scrisse a Valmarana, rassicurandolo di essersi già interessato presso il ministro del Tesoro perché accogliesse la proposta di versargli la somma.

La prima lettera inedita di Tucci ad Andreotti, 6 novembre 1947 2

boh, mercoledì 01 aprile 2009

Giuseppe Tucci in TibetAbbiamo visto che, dopo lettera del 24 settembre 1947 alla Presidenza del Consiglio dei ministri per chiedere i finanziamenti per la missione in Tibet centrale, per interessamento di Andreotti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (1947-1948), Tucci ottenne i fondi.

Questi documenti fanno parte del carteggio che gentilmente il senatore Andreotti mi ha messo a disposizione e sono originali e inediti.

Nello stesso giorno Andreotti mandò copia della lettera di Tucci al ministro del Tesoro Del Vecchio, esprimendo «parere più che favorevole per una iniziativa che torna ad alto onore della nazione e che certamente verrà largamente conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo».

Tucci e Andreotti 0

boh, giovedì 18 dicembre 2008

AndreottiTucci e Andreotti si conobbero nel 1947. Quest’ultimo aveva solo 28 anni ed era già sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ma, lungi dall’essere un giovane e pomposo politicante, aveva capito subito il valore di Tucci.

Era il settembre 1947 e Tucci scriveva ad Andreotti...  0

boh, giovedì 23 ottobre 2008

Giuseppe TucciQuesta è al prima lettera del carteggio Tucci-Andreotti, che gentilmente mi ha inviato il senatore.

Il 24 settembre 1947 Tucci si decise a scrivere al sottosegretario del Consiglio dei ministri Andreotti una lettera di quattro pagine dattiloscritte per chiedere un aiuto finanziario.

Voleva partire per la missione che l'avrebbe condotto a Lhasa e oltre, in Tibet centrale, e i buoni uffici di Giustino Valmarana, l'avvocato membro dell'Assemblea costituente, che aveva gli aveva già scritto per appoggiare la richiesta di Tucci di emettere un francobollo di Stato con la dicitura «Spedizione Italiana in Tibet – 1948», non avevano sortito a nulla. Così Tucci, che fu sempre un uomo deciso e pieno di iniziativa, prese in mano la situazione e scrisse personalmente al presidente:

Alla Onorevole Presidenza del Consiglio,

Signor Presidente

Il Governo di Lhasa come mi è stato a suo tempo comunicato, a mezzo del Ministero degli Affari Esteri, dal Foreign Office mi ha concesso il permesso di compiere una nuova spedizione scientifica nel territorio Tibetano.
La spedizione composta di cinque membri, partirà fra Gennaio e Febbraio e dovrà esplorare dal punto di vista storico, archeologico, linguistico, etnografico la zona di Lhasa e a S.E. di Lhasa, centro della cultura Tibetana.

Tucci aveva già riscosso un certo consenso negli ambienti politici. Il Sottosegretariato della Marina e il Sottosegretariato dell’Aviazione lo avevano già aiutato, aderendo alla sua richiesta e designando rispettivamente un ufficiale medico – Regolo Moise – e un sottufficiale fotografo – Piero Mele – da aggregare alla spedizione. Era cominciata da tempo la lunga collaborazione del Ministero della Marina con Tucci.

La spedizione è posta sotto gli auspici della Società geografica italiana.
Ho in gran parte provveduto al finanziamento della spedizione con mezzi privati, ma non sono ancora tuttavia riuscito a raggiungere la somma prevista; mi mancano almeno (nove) milioni.
Prego questa Onorevole Presidenza di concedermi tutto l’appoggio possibile e di mettermi in condizione di condurre a termine questa impresa che riafferma il prestigio della scienza Italiana.

Su Fosco Maraini, che partecipò anche lui alla spedizione, neanche un cenno. Probabilmente fu "arruolato" in seguito.

Tucci ha bisogno di fondi: Valmarana scrive ad Andreotti 0

boh, martedì 21 ottobre 2008

Tucci voleva partire per la famosa spedizione del 1948, quella in cui raggiunse e Lhasa e si spinse oltre. Il 2 febbraio 1947 l’avv. Giustino Valmarana, anche lui membro dell’Assemblea costituente, trasmise ad Andreotti una lettera che Tucci scrisse il 28 ottobre 1946:

Caro Andreotti,

in data 28 ottobre il prof. Tucci ha presentato alla tua Presidenza la istanza che ti accludo in copia. Ti sarei grato se, dato lo scopo altamente meritevole della spedizione, volessi trasmetterla con parere favorevole al Ministero delle Comunicazioni.

In attesa di un tuo cortese cenno di riscontro, grazie e molti cordiali saluti.

Tuo,

Giustino Valmarana

Tucci si era rivolto alla Presidenza del Consiglio perché trasmettesse al ministro delle Comunicazioni la soprastampa di un certo numero di francobolli dello Stato, in corso, con la dicitura «Spedizione Italiana in Tibet – 1948».

I proventi, probabilmente, sarebbero dovuti andare a impinguare le casse dello Stato il quale, a sua volta, avrebbe dovuto erogare i fondi per la spedizione. Così, il 24 settembre 1947 Tucci si decise a scrivere al presidente del Consiglio dei ministri una lettera di quattro pagine dattiloscritte per chiedere un aiuto finanziario.

Tucci e Andreotti, un'amicizia lunga quasi 37 anni 0

boh, mercoledì 10 settembre 2008

AndreottiQuesto è uno stralcio del Ricordo di Giuseppe Tucci che Andreotti lesse in Senato il 28 giugno 1993. La loro fu un’amicizia durata quasi trentasette anni.

Tucci era molto più anziano di lui ma ne aveva bisogno; Andreotti, invece, non aveva bisogno di Tucci. La relazione era, quindi, sbilanciata. Mi chiedo, quindi: si può parlare di vera amicizia?

Ero da poco Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (1947-1948), quando conobbi il Professor Tucci e rimasi affascinato dall’entusiasmo con il quale presentava la spedizione scientifica nel Tibet come segno di continuità italiana nelle cose serie. Poco dopo uscì la magnifica pubblicazione sulla pittura tibetana, che fu un altro segno di ripresa qualitativa nel campo artistico e culturale (oltre che grafico).