La spedizione del 1931 fu la prima organizzata in grande stile. Tucci partì in luglio da Simla, la capitale dell’Himachal Pradesh, e andò in Ladakh per la valle himalayana di Rupshu, secca e desertica e ancora poco conosciuta, che sta agli estremi margini del paese ed è attraversata dalle vie dei mercanti nomadi.
Le valli di Lahul, Manali e Spiti 0 commenti
boh, mercoledì 19 agosto 2009La spedizione del 1931 0 commenti
boh, martedì 18 agosto 2009
In molte foto delle spedizioni successive a quella del 1931 troviamo Tucci curiosamente seduto su una specie di scranno, il vice su una sedia con i braccioli, il terzo su una specie di sgabello pieghevole.
La gerarchia era scrupolosamente osservata, anche perché Tucci doveva prendere decisioni spesso vitali per l’incolumità di tutti gli altri, persone e animali,
Shantiniketan, università internazionale 0 commenti
boh, sabato 15 agosto 2009L'università di Tagore era un luogo di incontro e di cultura dove venivano a insegnare da tutto il mondo.
Nel 1929 tenne dei corsi il noto esponente di judo Shinzo Takagaki; nel 1933 lo scià Reza Pahlavi inviò nella scuola lo studioso di zoroastrismo Ibrāhīm Pūrdāvūd e nel 1939 divenne insegnante di Belle arti il famoso artista cinese Péon Ju, chiamato dal fondatore del dipartimento di Studi cinesi, Yün-shan T’an.
L'influenza europea di Gandhi 0 commenti
boh, giovedì 06 agosto 2009
Dove aveva preso Gandhi, dice Gentile, la forza spirituale e religiosa verso gli interessi sociali e politici?
In questo atteggiamento spiritualistico e liberale o antidogmatico del pensiero di Gandhi bisogna riconoscere un effetto dei contatti di lui con la civiltà europea, specialmente inglese. Poiché in Inghilterra
Giovanni Gentile scrive di Gandhi 0 commenti
boh, mercoledì 05 agosto 2009
Forse non molti sanno che Giovanni Gentile scrisse la prefazione all'Autobiografia di Gandhi, compilata e pubblicata nel 1931 a cura di Charles Freer Andrews, l’amico di Tagore; la traduzione dall'originale gujarati all'inglese era stata fatta, fra gli altri, dal console Scarpa, un amico di Tucci.
Nell’elogiativa prefazione Gentile metteva in luce gli aspetti a lui più consoni del pensiero del Mahatma: la conoscenza come immedesimazione con la verità della vita, la natura religiosa della sua attività politica, fortemente influenzata da una spiritualità europea, la forza spirituale e religiosa verso la società e la politica che si riversa dalla contemplazione sterile del pensiero astratto nella società degli uomini che vivono lavorando, e per lavorare si assoggettano a rapporti giuridici, “in una convivenza politica ordinata e garantita da una volontà superiore”:
Dov'è la valle dello Swat secondo i testi tibetani? 0 commenti
boh, giovedì 30 luglio 2009Abbiamo visto che Tucci promosse e organizzò i primi scavi archeologici italiani nell’area dello Swat. Questo era un importante snodo fra l’Asia centrale e il Gandhara ed è chiamata in sanscrito Uḍḍiyāna o Oḍḍiyāna e in tibetano Urgyen o Orgyan.
I testi tradizionali tibetani dicono che sia situata a ovest dell’India e
Un ragazzo di settanta anni 0 commenti
boh, lunedì 20 luglio 2009
Nel 1961, durante gli scavi nella valle dello Swat, in Pakistan, Tucci dovette fermarsi un mese in più, fino a tutto gennaio, per un grave incidente d’auto avuto vicino a Kabul.
Certo però non si scoraggiò perché in quegli anni andò ancora diverse volte in Giappone, in Thailandia e in India,
Il poeta Motiram Bhatta e il pandit Hem Raj Sharma 0 commenti
boh, mercoledì 15 luglio 2009
Ho detto nei post precedenti che il nepali era una lingua considerata popolare, mentre la lingua colta del Nepal era il sanscrito, come anche quella dell'India, accompagnata dall'inglese (da quando il British Raj aveva imposto la sostituzione del persiano con la lingua di Albione per i documenti amministrativi).
Dicevo però che c'erano già grandi poeti che componevano in nepali. Uno di questi era Motiram Bhatta (1866-1896), il «giovane poeta», che all’età di sei anni lasciò Kathmandu per andare a studiare sanscrito a Benares; nel 1887 curò il Ramayana tradotto in nepali da Bhanubhakta Acharya e quattro anni dopo scrisse la sua biografia.
Il sanscrito lingua franca di Giuseppe Tucci 0 commenti
boh, martedì 14 luglio 2009
Sempre a proposito di libri, Hem Raj, il nepali e la grammatica Candrika, Giuseppe Tucci, benché conoscesse abbastanza bene anche la lingua più parlata del Nepal, cioè il nepali, con Hem Raj non lo usava.
Con lui parlava solo e sempre in sanscrito e scriveva anche nella lingua degli dei, con le lettere dell'alfabeto devanagari non translitterate, come quelle che vedete nella foto a lato. Che poi sono le stesse lettere usate ancora oggi per alcune lingue moderne come l'hindi, il nepali e, lievemente modificate, il panjabi o gurmukhi, la lingua del Panjab.
Tucic infatti parlava il sanscrito fluentemente, tanto da sostenere discussioni filosofiche in questa lingua, e il grande pandit era stato
Il Kailash da monte sacro a meta turistica? 6 commenti
boh, mercoledì 10 giugno 2009
Il monte Kailash è sacro a buddhisti, induisti e pon po, la religione preesistente al buddhismo. Chi lo circumambula significa che ha il cuore puro e può raggiungere la liberazione in vita.
Fu caro a Tucci e meta della sua famosa spedizione del giugno-ottobre 1935 in cui raggiunse il lago Manasarovar e il monte, proseguendo verso occidente e rientrando in India attraverso il Ladakh.
Ora è oggetto di un controverso piano della Cina per migliorare