In questi giorni bui di persecuzioni religiose conoscere Giuseppe Tucci fornisce una risposta all'apparente diversità fra fedi e culture. Alla fine degli anni Cinquanta, infatti, Tucci espose sinteticamente ma organicamente la convinzione della sostanziale unità dell’Eurasia - perché occidentali e orientali non sono così diversi né, tantomeno opposti, anzi, hanno una storia comune:
Europa e Asia: la sostanziale unità dell'Eurasia 7 commenti
boh, martedì 04 gennaio 2011Soldi, soldi e ancora soldi: firmato, Peppino e Giulia Tucci 6 commenti
boh, venerdì 26 novembre 2010Nell'estate del 1939, durante la settima spedizione in Tibet, Tucci scrisse una lettera a Gentile da Shigatse, non datata, mentre i muli della carovana stavano arrivando. La parte centrale del viaggio era ormai compiuta ed erano sulla via del ritorno. Sarebbero poi ripartiti per Gyantse ma Tucci aveva un assoluto bisogno di soldi. Anche se fosse riuscito ad arrivarci non sarebbe stato comunque in grado di raggiungere l’India per poi tornare in Italia, perché i fondi stavano terminando.
Sua moglie Giulia, una donna eccezionale, per rafforzare le parole del marito aggiunse una mezza pagina di righe scritte fitte. Non era
Donne e amori 0 commenti
boh, lunedì 21 giugno 2010
E' noto che Tucci amava le donne. Ebbe tre mogli, amate in crescendo, ma ne conobbe bibilicamente molte altre, tanto che la prima moglie, Rosa, probabilmente lo lasciò per le lunghe assenze e le continue infedeltà. Dopo pochi anni di matrimonio infatti Tucci sbarcò a Bombay insieme alla sua nuova fiamma, Giulia.
Scienza o no, ricerca o no, una moglie vuole un marito che la rispetti e viva con lei, non un grande assente da seguire. Oltre tutto, se le altre mogli, Giulia e Francesca, lo accompagnarono in quasi tutte le esplorazioni e poi nell'avventura dell'archeologia, Rosa per tutto il tempo del loro breve matrimonio rimase nelle Marche ad allevare Ananda, il loro unico figlio.
Tucci fu anche amico di donne importanti e famose, prima di tutte Indira Gandhi, ma anche la bella principessa di Gangtok, Pema Chöki Namgyal, che però ebbe un rapporto molto più stretto con Fosco Maraini. E fu nemico di donne quasi altrettanto famose come Alexandra David-Néel, l'esploratrice del Tibet.
Chi sa che avrebbe detto se avesse potuto conoscere la bellissima, colta, famosa pasionaria della Birmania, Aung San Suu Kyi,
La lettera per Indira Gandhi 0 commenti
boh, sabato 15 maggio 2010
Poco prima di andarsene, nell'aprile 1984, Tucci affidò una lettera perché venisse recapitata alla sua amica Indira Gandhi, figlia dell'ex Primo ministro dell'India Jawarharlal Nehru e suocera di Sonia Gandhi
Mens sana in corpore sano 2 commenti
boh, martedì 04 maggio 2010
Parlando di sport, non molti sanno che Tucci, al rientro dalle sue avventure in Asia in cui camminava a cavallo, o preferibilmente a piedi, per centinaia e centinaia di chilometri, per montagne ghiacciai deserti e pianori, faceva sport nel giardino della casa di San Polo dei Cavalieri.
La spedizione del 1931 a caccia di tsha tsha 1 commento
boh, domenica 28 febbraio 2010
La spedizione del 1931 fu la prima organizzata in grande stile da Tucci, con una grande carovana e fondi dal governo. Partì in luglio da Simla, la capitale dell’Himachal Pradesh, e andò in Ladakh per la valle di Rupshu, secca e desertica e ancora poco conosciuta, che sta agli estremi margini del paese ed è attraversata dalle vie dei mercanti nomadi.
La modesta Italietta provinciale guarda all'Asia 0 commenti
boh, giovedì 25 febbraio 2010Per capire perché Mussolini finanziò lautamnente le esplorazioni in Asia di Tucci basta ripensare alle parole che scrisse Gentile nel 1937:
L’Italia, ormai all’avanguardia di questa Europa conscia della sua provvidenziale missione, da che il Fascismo, creando l’Impero,
La pulizia degli indiani 0 commenti
boh, martedì 12 gennaio 2010Ecco quello che dice in India e indiani il maestro di Tucci, Carlo Formichi, sulle necessità degli europei e sulle abitudini igieniche degli indiani o, come li chiama spesso, gli indigeni. Non si legge nel suo discorso un certo paternalismo?
Viaggiare in prima classe è una necessità per un europeo, sì perché i lunghissimi percorsi lo obbligano a passare due o tre notti in treno, sì perché si sentirebbe a disagio in mezzo agli indigeni.
Limes - Il pianeta India: Gandhi dynasty 0 commenti
boh, giovedì 31 dicembre 2009
Se volete finire l'anno in bellezza andate subito a comprare Limes - Pianeta India. E' un numero interamente dedicato al subcontinente che ha onorato Giuseppe Tucci conferendogli il prestigioso Premio Jawaharlal Nehru per la Comprensione Internazionale.
Limes è un'ottima rivista di geopolitica e a questo numero hanno collaborato grandi firme internazionali. Più modestamente, troverete anche il mio articolo Gandhi dynasty, sulla famiglia che ha generato tre primi ministri - Jawaharlal Nehru, Indira e Rajiv Gandhi -, e che ha più influenzato la politica non solo dell'India, ma del mondo.
Fu Nehru, infatti, che al tempo della Guerra fredda decise di non allinearsi né con l'Occidente e la NATO, né con l'URSS e i Paesi dell'Est, scegliendo per l'India una terza via di non allineamento e di neutralità, via che hanno percorso in seguito anche i paesi dell'America centrale e meridionale, quelli della Penisola Arabica, l'Africa e il Sudest asiatico. Tutti conoscono poi l'enorme sviluppo che sta avendo l'India a livello economico, uno sviluppo temuto dal gigante confinante, la Cina, e voluto dai politici che si sono avvicendati e dalle multinazionali, che hanno fatto parlare di neo-colonialismo occidentale sul suolo indiano.
Gandhi dynasty
Il primo ministro Jawaharlal Nehru (1889-1964)
Indira Gandhi (1917-1984), Feroze Khan (1912-1960) e il figlio Sanjay (1946-1980): la dinastia cresce
Il potere dei Gandhi si allarga a macchia d'olio
Una, dieci, cento dinastie
Una grande famiglia per la più grande democrazia del mondo, dove le cariche si tramandano per via parentale. Dal padre del primo capo del governo indiano, Jawaharlal Nehru, fino al figlio di Sonia, Rahul Gandhi, una storia di potere, influenza e nepotismo.
Formichi parla del suo allievo - I 0 commenti
boh, sabato 19 dicembre 2009
Carlo Formichi, il maestro di Tucci, ci ha lasciato un resoconto dettagliato del suo soggiorno a Śāntiniketan e, parlando dell’«amico Tucci», ha dipinto il suo ex allievo e la vita che lui svolgeva nell'università del Nobel per la Letteratura Tagore (in foto):
Uscendo da casa del Poeta facevo sempre una passeggiata più o meno lunga in compagnia di qualcuno. Questo qualcuno cedette il posto al Tucci, il quale non tardò a raggiungermi nel rifugio di pace per insegnarvi lingua e letteratura italiana ed accrescere il prestigio dell’Italia e del suo Governo.