Forse non molti sanno che Giovanni Gentile scrisse la prefazione all'Autobiografia di Gandhi, compilata e pubblicata nel 1931 a cura di Charles Freer Andrews, l’amico di Tagore; la traduzione dall'originale gujarati all'inglese era stata fatta, fra gli altri, dal console Scarpa, un amico di Tucci.
Nell’elogiativa prefazione Gentile metteva in luce gli aspetti a lui più consoni del pensiero del Mahatma: la conoscenza come immedesimazione con la verità della vita, la natura religiosa della sua attività politica, fortemente influenzata da una spiritualità europea, la forza spirituale e religiosa verso la società e la politica che si riversa dalla contemplazione sterile del pensiero astratto nella società degli uomini che vivono lavorando, e per lavorare si assoggettano a rapporti giuridici, “in una convivenza politica ordinata e garantita da una volontà superiore”:
Nel 1961, durante gli scavi nella valle dello Swat, in Pakistan, Tucci dovette fermarsi un mese in più, fino a tutto gennaio, per un grave incidente d’auto avuto vicino a Kabul.
Ho detto nei post precedenti che il nepali era una lingua considerata popolare, mentre la lingua colta del Nepal era il sanscrito, come anche quella dell'India, accompagnata dall'inglese (da quando il
Sempre 
Giuseppe Tucci ebbe