Giuseppe Tuccì in Nepal, sempre a caccia di manoscritti e testimonianze antiche, si interessò anche profondamente alle cosiddette “sculture erotiche”, le sculture e i bassorilievi tantrici.
Le sculture erotiche del Nepal 0 commenti
boh, mercoledì 26 ottobre 2011Motivi ornamentali tibetani 0 commenti
boh, sabato 16 aprile 2011Tucci e Gandhi: il diamante della sua sincerità combattiva 1 commento
boh, venerdì 01 aprile 2011Giuseppe Tucci parlò di Gandhi nella conferenza tenuta in Campidoglio nel 1969 per il centenario della nascita. Tucci fu affascinato dalla personalità di Gandhi e dalla sua lotta non violenta. Dopo averne parlato nel 1940 come fautore del risveglio morale del paese, ne pennellò a meraviglia la personalità forte e appassionatamente sincera in questo discorso celebrativo:
Il Prajnaparamitasutra, Nagarjuna e i serpenti sacri in Tibet 0 commenti
boh, martedì 15 marzo 2011
Il libro del Prajñāpāramitāsūtra, un gruppo di 38 sutra fondamentali per il buddhismo, è legato al culto dei serpenti e a Nāgārjuna.
Secondo una leggenda, un giorno, mentre stava seduto vicino a un lago, dal profondo delle acque salì un nāga e invitò Nāgārjuna a insegnare a Potala, la cittadella sacra e proibita del Tibet, sede del
Nagarjuna e il culto dei serpenti nel buddhismo 0 commenti
boh, martedì 08 marzo 2011Il culto dei serpenti nell'Induismo 2 commenti
boh, mercoledì 02 marzo 2011Abbiamo detto che nel giugno-ottobre 1933 Tucci e il capitano Eugenio Ghersi riuscirono a finire l'esplorazione della regione di Lahul, Spiti, ed entrarono nel Tibet occidentale. A metà strada verso il passo di Rohtang trovarono una tana di un serpente considerato sacro.
Il culto dei serpenti o naga, spiriti di natura mezza umana e mezza di serpente, è diffuso in buona parte dell’Asia meridionale. Śiva indossa un serpente come ornamento e il culto riveste molta importanza anche nella religione bon, l’antica religione del Tibet che ha preceduto il buddhismo. In India ai serpenti si offre del latte perché, padroni incontrastati dei campi e dei deserti, stiano alla larga dagli uomini e non li mordano.
La spedizione Tucci del 1933 a Lahul, Spiti e Tibet occidentale e i naga 0 commenti
boh, sabato 05 febbraio 2011Nel giugno-ottobre 1933 Tucci e il capitano Eugenio Ghersi riuscirono a finire l'esplorazione della regione di Lahul, Spiti, che facevano parte del British Raj e ora sono due distretti dello stato indiano dell'Himachal Pradesh, ed entrarono nel Tibet occidentale. Qui parte degli abitanti è induista e parte buddhista e i due visitarono e fotografarono molti importanti monasteri, come quello famoso di Tabo.
La carovana si avviò lungo la strada che corre lungo la sponda sinistra del fiume Bias, uno dei cinque fiumi che danno il nome al Panjab, che sale fino al passo del Rohtang.
Quando si parla di Tibet ignoto 2 commenti
boh, mercoledì 19 maggio 2010
Un mio affezionato e colto lettore, Diego, uno che i libri li legge davvero, parla in un video recensione di Tibet ignoto, che Tucci pubblicò nel 1937 con il titolo di Santi e briganti nel Tibet ignoto (Milano, Hoepli) e che fu ristampato nel 1978 dalla Newton con il titolo odierno.
Tucci lo scrisse dopo la spedizione del 1935 insieme a
L'influenza europea di Gandhi 0 commenti
boh, giovedì 06 agosto 2009
Dove aveva preso Gandhi, dice Gentile, la forza spirituale e religiosa verso gli interessi sociali e politici?
In questo atteggiamento spiritualistico e liberale o antidogmatico del pensiero di Gandhi bisogna riconoscere un effetto dei contatti di lui con la civiltà europea, specialmente inglese. Poiché in Inghilterra
Giovanni Gentile scrive di Gandhi 2 commenti
boh, mercoledì 05 agosto 2009
Forse non molti sanno che Giovanni Gentile scrisse la prefazione all'Autobiografia di Gandhi, compilata e pubblicata nel 1931 a cura di Charles Freer Andrews, l’amico di Tagore; la traduzione dall'originale gujarati all'inglese era stata fatta, fra gli altri, dal console Scarpa, un amico di Tucci.
Nell’elogiativa prefazione Gentile metteva in luce gli aspetti a lui più consoni del pensiero del Mahatma: la conoscenza come immedesimazione con la verità della vita, la natura religiosa della sua attività politica, fortemente influenzata da una spiritualità europea, la forza spirituale e religiosa verso la società e la politica che si riversa dalla contemplazione sterile del pensiero astratto nella società degli uomini che vivono lavorando, e per lavorare si assoggettano a rapporti giuridici, “in una convivenza politica ordinata e garantita da una volontà superiore”: