Giuseppe Tucci, Luigi Nuvoloni, Giovanni Gentile e Giulio Andreotti 0

boh, giovedì 07 febbraio 2008

Giovanni GentileTucci ebbe sempre ottimi rapporti con i politici e in specie tre: Luigi Nuvoloni, alto gerarca, che lo fece diventare segretario della Biblioteca del Senato ed era il padre della seconda moglie, Giulia; Giovanni Gentile, che conobbe tramite Formichi, che lo fece diventare bibliotecario del Senato, lo aiutò a partire per Shantiniketan -- benché fu Formichi, che era Visiting professor di Sanscrito lì, che lo propose -- e poi lo fece diventare professore ordinario senza concorso e senza ancora la chiara fama all'Istituto Orientale di Napoli, e subito dopo lo trasferì a Roma (Tucci all'Orientale non era molto amato); e 3 anni dopo che Gentile fu ucciso, il 15 aprile 1944, Giulio Andreotti.

L'albero di Hirohito  1

boh, martedì 05 febbraio 2008

pipal treeIl lettore Antimo Palumbo poco tempo fa mi ha scritto che c'è una leggenda, che viene riportata da diverse persone anziane e in diversi luoghi di Roma, che dice che nella città ci sono alberi che sono stati donati alla città durante il fascismo dall'imperatore giapponese.

Dalle sue ricerche risulta una visita di quattro giorni dell'allora ancora giovane principe Hiroito nel 1921 e di una sua donazione alla città di 50.000 lire da spendere in beneficienza. Antimo chiede:

Potrebbe essere che invece che questi alberi donati siano stati opera del rapporto di mediazioni di Tucci o Maraini con Mussolini e la città?

In effetti Tucci fu mandato dal Duce in Giappone. E' una lunga storia, ma in sintesi andò lì come rappresentante del governo fascista per intensificare i rapporti fra i due paesi.

Il Duce ha ricevuto l’Accademico d’Italia Tucci, il quale parte per il Giappone per intensificare i rapporti culturali fra i due paesi. A questo scopo il Duce ha dato opportune direttive sull’azione da svolgere.

Così si annunciava la partenza di Tucci per il paese del Sol Levante nell’articoletto «Le udienze del Duce», apparso su Il Messaggero il 21 ottobre 1936. In un articolo di due giorni dopo intitolato «La partenza dell’Accademico Tucci per l’università di Tokyo» si raccontava che Sua Eccellenza Tucci era stato salutato con manifestazioni calorose niente di meno che dall’ambasciatore giapponese e da una rappresentanza dell’ambasciata, nonché dai membri dell’IsMEO, che erano venuti tutti a incontrarlo alla stazione Termini di Roma, dove aveva preso il treno per raggiungere Brindisi e, da lì, la nave per il Giappone.

E se volete fare delle passeggiate la domenica mattina alla scoperta degli alberi condotte da
Antimo Palumbo, guardate il programma qui.

La missione di Tucci, latore di un messaggio di Ciano in Giappone 6

boh, venerdì 04 agosto 2006

Hiro Hito (c) googleIl Duce ha ricevuto l’Accademico d’Italia Tucci, il quale parte per il Giappone per intensificare i rapporti culturali fra i due paesi.
A questo scopo il Duce ha dato opportune direttive sull’azione da svolgere.

Così si annunciava la partenza di Tucci per il Paese del Sol Levante nell’articoletto “Le udienze del Duce?, apparso su Il Messaggero il 21 ottobre 1936. Secondo un articolo di due giorni dopo intitolato “La partenza dell’Accademico Tucci per l’università di Tokyo? Sua Eccellenza Tucci, alla stazione Termini di Roma dove aveva preso il treno per raggiungere Brindisi e, da lì, la nave per il Giappone, era stato salutato con manifestazioni calorose niente di meno che dall’ambasciatore giapponese e da una rappresentanza dell’ambasciata, nonché dai membri dell’Istituto Italiano pel Medio e Estremo Oriente (IsMEO), di cui era il Vice-presidente esecutivo.

Giuseppe Tucci, Giovanni Gentile e l'IsMEO 0

boh, mercoledì 14 giugno 2006

Quello che vedete in alto a destra è il ritratto di Tucci. Sembra che negli anni '50 lo abbia regalato lui stesso al suo amico, il Field Marshal Kaiser Shamsher Jung Bahadur Rana, figlio del despota del tempo, il Primo Ministro Chandra Shamsher Jung Bahadur Rana.
La foto l'ho scattata io stessa alla Kaiser Library, a Kathmandu.

Non era bello Tucci, ma era assolutamente affascinante, carismatico, accentratore. Uno studioso di prim'ordine e un leader nato. Insieme a Giovanni Gentile, nel 1933 ha fondato l'Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente (IsMEO o IMEO, come veniva anche chiamato i primi anni), di cui è stato il Vice-presidente e Direttore dei Corsi fino a che il filosofo è stato ucciso, nel 1945. Dopo la sua morte e fino al 1977 è stato il Presidente.

Quella che vedete sull'intestazione di questo blog è una frase di una sua lettera e la sua firma. La firma sicura di un uomo che per quarant'anni è stato capo-spedizione per i sentieri, i monti e le sabbie più sperdute dell'Asia..