Giuseppe Tucci e i giornali 0

boh, giovedì 25 dicembre 2008

Non tutti sanno che Tucci fu anche giornalista. Certo, i suoi erano articoli di tono "alto", scritti benissimo, con profluvio di aggettivi e di

Giuseppe Tucci, Carlo Formichi e Rabindranath Tagore a Vishvabharati 0

boh, domenica 16 novembre 2008

Rabindranath TagoreHo parlato di Rabindranath Tagore, il mistico poeta, il letterato, l'artista, l'educatore che fondò Shantiniketan e l'Università di Vishabharati.

A Vishvabharati, nel 1925, fu invitato a insegnare Sanscrito, dal Poeta stesso, Carlo Formichi. Questi, ospitato di tutto punto, convinse il Ministro della Pubblica Istruzione Pietro Fedele a portare Tucci per insegnare Lingua e Cultura italiana, a spese del governo, come scambio di cortesie.

Tucci insegnante di liceo 4

boh, sabato 25 ottobre 2008

liceoNon tutti sanno, e quelli che si erigono a curatori ufficiali della sua immagine nascondono, chi sa perché, che nell’anno scolastico 1919-1920 Tucci insegnò materie letterarie in qualità di supplente al liceo-ginnasio F. Stabili di Ascoli Piceno, divenuto poi liceo classico, per diciannove ore settimanali, comprese le due sessioni di esami.

Insegnò anche l’anno seguente, fino al 5 gennaio 1921, nello stesso liceo e con lo stesso numero di ore.

Forse insegnare nelle scuole medie superiori diminuisce lo status di uno studioso come lui?

Le prime pubblicazioni di Tucci 0

boh, giovedì 16 ottobre 2008

paperNel 1911 Tucci pubblicò il suo primo lavoro, un articolo di poche pagine su alcune iscrizioni latine recentemente trovate nell’agro maceratese, nelle prestigiose Mitteilungen dell’Istituto Archeologico Germanico: aveva diciassette anni.

Dopo il Diploma di Liceo conseguito nel 1912, Tucci dovette lasciare ben presto la sua città natale per accedere ai corsi universitari. Infatti, benché la prima menzione certa e documentata di una Scuola di Diritto nella città di Macerata risalga al 1290, la Facoltà di Lettere e Filosofia fu fondata solo nel 1964.

Sempre nel 1912 Tucci pubblicò l'articolo «Ricerche sul nome personale romano nel Piceno». Aveva solo diciotto anni.

Il discorso di Carlo Formichi a Berkeley 0

boh, giovedì 09 ottobre 2008

MussoliniAbbiamo visto che nel 1928 Formichi fu invitato dal rettore dell’Università di Berkeley a inaugurare la cattedra appena fondata di Cultura italiana.

Il discorso d’inaugurazione di Formichi si intitolava «Grandi vecchi maestri del Fascismo» e presentò una piccola collezione di frasi di personaggi che il fascismo riconosceva come maestri.

Una frase celebre era: «Nessuno rimprovererà l’uomo che usa la violenza per aggiustare le cose». Chi altri, disse Formichi, aveva usato la violenza a fin di bene – per riportare l’ordine in un’Italia sfiduciata, scossa dagli scioperi, con continue lotte politiche fra la destra e la sinistra e un governo inefficiente e incapace – se non il beneamato Capo degli italiani?

Formichi era un fervente fascista, anche se più per aderenza ai valori di destra -- Dio, patria e famiglia -- e amore per l'ordine costituito, che per vero spirito fascista. Soprattutto, Formichi ammirava Mussolini.

God bless America: Formichi inaugura a Berkeley la prima cattedra di italiano  0

boh, domenica 05 ottobre 2008

AmericaNel 1928 Formichi, maestro di sanscrito di Tucci e suo promotore, fu invitato dal rettore dell’Università di Berkeley a inaugurare la cattedra appena fondata di Cultura italiana e a svolgere un corso dall’agosto al dicembre 1928.

Quindi chiese congedo dall’università italiana per tale periodo, congedo che gli venne accordato «tenuto conto dell’alto valore culturale e della importanza d’italianità della missione».

E così Formichi partì per gli Stati Uniti d'America. Il quotidiano L’Italia, della colonia italiana a San Francisco, il 6 ottobre 1928 pubblicò un articolo a tutta pagina sul nuovo insegnamento di Cultura italiana inaugurato il giorno prima, accompagnato dalla foto passaporto di Formichi, primo titolare della cattedra. Nella biblioteca dell’Università della California a Berkeley, infatti, ho trovato anche opere di Formichi difficili da reperire in Italia.

I doni di Mussolini a Vishvabharati: 500 libri e la docenza di Giuseppe Tucci 0

boh, venerdì 29 agosto 2008

TagoreIl Duce, per intensificare l'opera di propaganda in India, nel 1925 non solo inviò Giuseppe Tucci e Carlo Formichi, il suo professore di sanscrito e mentore -- anche se, in realtà, quest'ultimo fu invitato dal Nobel Tagore in persona (nella foto), a spese di Vishvabharati, ma inviò in dono 500 libri per la biblioteca dell'università, come gli aveva suggerito Formichi.

Il dono dei libri da parte del Duce fu commentato dalla stampa indiana con parole di unanime plauso. Tagore stesso ne parlava a ogni visitatore che veniva alla sua università. Del suo sentimento di gratitudine ne è prova il cablogramma che spedì a Mussolini e che fu riprodotto nel periodico The Modern Review:

Consentite che io vi esprima a nome di Visvabharati la nostra gratitudine per aver mandato a mezzo del Prof. Formichi il vostro cordiale riconoscimento del valore della civiltà indiana, per aver deputato il Prof. Tucci dell’Università di Roma ad istruire i nostri studenti nella storia e nella cultura italiana e a collaborare con noi in vari rami dell’orientalismo, ed anche per il generoso dono di libri a nome vostro, che sta a dimostrare uno spirito di magnanimità degno delle tradizioni del vostro grande paese. Vi assicuro che una siffatta espressione di simpatia che mi viene da Voi quale rappresentante del popolo italiano, aprirà, per gli scambi culturali fra il vostro paese e il nostro, un canale di comunicazione il quale racchiude in sè ogni possibilità di sboccare in un avvenimento di grande importanza storica.

Giuseppe Tucci incontra Gandhi a casa di Tagore 0

boh, martedì 08 luglio 2008

GandhiGli anni in cui fu fondata e si sviluppò Viśvabhāratī, l'università di Tagore in cui Tucci nel 1925-26 insegnò per un anno accademico Lingua e cultura italiana, coincidono con l'epoca delle lotte di Gandhi per l'indipendenza dell'India. Come sappiamo, lasciò l'università perché Tagore, che era stato invitato due volte in Italia, prima accettò l'ospitalità di Mussolini e poi la rinnegò, dicendo di essere stato raggirato.

Eppure Gandhi, così come Tucci, chiamò sempre Tagore gurudev, letteralmente «maestro-dio», l’appellativo con il quale tradizionalmente ci si rivolge al proprio venerato guru. Tucci fu affascinato dalla personalità di Gandhi e dalla sua lotta non violenta.

Ma lasciamo parlare Tucci, che nella conferenza tenuta in Campidoglio il 13 maggio 1969 per il centenario della nascita di Gandhi, offre un efficace ritratto di Tagore e del Mahatma. La conferenza fu pubblicata a Roma nel 1998 con il titolo Nel Centenario della nascita di Gandhi. Testo italiano e traduzione inglese e Tucci ne pennellò a meraviglia la personalità forte e appassionatamente sincera in questo discorso celebrativo, che inizia con un confronto fra Gandhi, che conobbe a casa di Tagore, e quest’ultimo:

L’ho incontrato due volte: una volta da Rabindranath Tagore. Due uomini del tutto diversi. Tagore poeta, aristocratico, direi ieratico, trascorreva la vita con ogni conforto nell’eremo di Shantiniketan ed in quella pace travasava nella propria lirica la tradizione mistica dell’India, sospettoso del prossimo avvento della tecnica – ricordate il suo dramma Gli oleandri rossi – spirito sommamente svelto e sottile.

Gandhi, a vederlo, insignificante, vestito di una pezza di cotone tessuta da lui medesimo, le gambe ed il torso nudi, occhialuto e calvo, sgraziato nelle mosse, di scarsa se non addirittura nulla sensibilità artistica: aveva letto poco e disordinatamente. Furono entrambi in quel tempo gli uomini più rappresentativi dell’India, ma così diversi che non mi sembrò che si comprendessero. Tagore restò superficialmente interessato ai mutamenti sociali e politici. Gandhi [...] lottò per rinnovare la società indiana e per infondere un contenuto più umano all’Induismo, senza esser mai tocco da quell’orgoglio o vanità che si insinuano subdoli o nascosti, voluti o subìti in chi si trova a contatto con quel mondo di sconosciuti che è la folla: non ascoltò mai la tentazione della potenza alle spese di ciò che di più prezioso aveva nel cuore: intendo dire il diamante della sua sincerità combattiva.

Tucci, Maraini e la poesia di Leopardi 1

boh, martedì 12 febbraio 2008

LeopardiNon so se Tucci amasse la poesia o la letteratura italiana ma un giorno, durante la spedizione in Tibet centrale del 1937 compiuta con Fosco Maraini, che era stato arruolato come fotografo, gli strappò dalle mani il libretto che stava leggendo.

Che stai leggendo? -- Gli fece, un po' brusco.

Leopardi, Eccellenza -- perché voleva essere chiamato da tutti col titolo che gli spettava come Accademico d'Italia.

Allora Tucci si mise a declamare Canto notturno di un pastore errante dell'Asia e gli disse che anche lui si sentiva un pastore errante in Asia.
E pianse di commozione.

Canto Notturno di un pastore errante dell'Asia

Wikipedia e Giuseppe Tucci 0

boh, domenica 30 dicembre 2007

Parlando di Wikipedia, voglio segnalare che a Tucci su questa enciclopedia collettiva sono riservate due voci, questa in italiano e questa in inglese. Ho visto or ora che Wikipedia in inglese cita anche la mia biografia.
Su Wikipedia c'è anche la voce sul detestato compagno, il bravissimo Fosco Maraini, che cita Tucci.

Vediamo chi è così bravo da dirmi gli errori delle entry e da segnalarmeli: ci scriverò un post, anzi, lo scriveremo insieme!