Ovunque, in Tibet, Tucci trovò le tracce di Padmasambhava, mago, esorcista e maestro che veniva dalla valle dello Swat ed è considerato il diffusore del buddhismo in Tibet. Ecco quello che scrisse su di lui in La via dello Swat:
Sulle tracce di Padmasambhava 7 commenti
boh, mercoledì 10 dicembre 2008Il più grande amore della vita di Tucci 2 commenti
boh, lunedì 08 dicembre 2008Scriveva Tucci a sessantanove anni, quando era già nel pieno delle grandi campagne archeologiche:
Anzi, per dire la verità, ad indicarmi la via dello Swat fu proprio il Tibet, che è stato il più grande amore della mia vita, e lo è tuttora, tanto più caldo, quanto più sembra difficile soddisfarlo con un nuovo incontro. (La via dello Swat)
Che avrebbe detto Tucci di Obama? 2 commenti
boh, mercoledì 05 novembre 2008
Non so cosa avrebbe pensato Tucci di un presidente degli Stati Uniti d'America nero, anche se in comune Tucci e Barack Obama hanno l'ammirazione per Gandhi.
Tucci infatti più volte, nei suoi libri di viaggio, ha dichiarato che la politica proprio non gli interessava.
Ribadì in La via dello Swat (1963), il racconto delle perlustrazioni preliminari e della missione archeologica a cui dal 1955 diede vita nella valle dello Swat, in Pakistan:
In tempi nei quali stanno tanto a cuore le istituzioni ed i reggimenti, il lettore vorrà forse sapere qualche cosa dell’amministrazione dello Swat. Io su questo punto sarò molto breve, perché se c’è una cosa al mondo che proprio non m’interessa, è la politica e le leggi o quello che chiamano governo.
Giuseppe Tucci e il suo amore per il Tibet 1 commento
boh, sabato 15 marzo 2008
I fatti di questi giorni, cominciati il 10 marzo con la Marcia del ritorno in Tibet, che è stata fermata dalla polizia indiana, e la rivolta dei tibetani nell'ex Tibet libero, ora Tibet Autonomous Region (TAR) della Cina, avrebbe smosso Tucci dalla sua ferma, ostinata decisione di non occuparsi di politica?
Lui amava profondamente il Paese delle nevi, dove tra il 1928 e il 1948 compì ben otto spedizioni, e a 72 anni si ritirò a vivere a San Polo dei Cavalieri, un paesino situato a 651 metri di altezza che fa parte del parco dei Monti Lucretili, vicino al monte roccioso della Morra, a circa 40 chilometri da Roma, proprio perché gli ricordava la terra che fra tutte più aveva amato, il Tibet. Scrisse ne La via dello Swat:
Anzi, per dire la verità, ad indicarmi la via dello Swat fu proprio il Tibet, che è stato il più grande amore della mia vita, e lo è tuttora, tanto più caldo, quanto più sembra difficile soddisfarlo con un nuovo incontro. In otto viaggi, ne ho percorso gran parte in lungo ed in largo, ho vissuto nei villaggi e nei monasteri, mi sono genuflesso dinanzi a maestri e immagini sacre, ho valicato insieme con i carovanieri monti e traversato deserti, vasti come il mare, ho discusso problemi di religione e filosofia con monaci sapienti e sempre ho trovato, lungo le piste stanche e pietrose, le tracce del Guru Rimpocé, il pugnace maestro Padmasambhava.
Giuseppe Tucci e la sfiducia nella politica 2 commenti
boh, venerdì 25 gennaio 2008
Noi ci sollazziamo con la nostra sfiducia nelle istituzioni, sfiducia molto ben riposta, ma anche Tucci non aveva alcuna fiducia, né interesse, nel governo e nelle istituzioni.
Scrisse su La via dello Swat, del 1963, un libro sulle campagne archeologiche nella valle dello Swat, nell'odierno Pakistan:
[...] se c’è una cosa al mondo che proprio non m’interessa, è la politica e le leggi o quello che chiamano governo.
Ogni tanto mi chiedo che ne direbbe Tucci dei politici attuali.