I nostri fratelli animali, III 0

boh, sabato 08 agosto 2009

gattoQuesta è l'ultima parte del discorso sugli animali e di sé fanciullo che Tucci pubblicò in La via dello Swat:

I nostri fratelli animali, II 0

boh, venerdì 07 agosto 2009

Continuo da La Via dello Swat di Tucci:

Poi, questa avversione è stata corroborata dal Buddhismo, il quale comprende in un comune amore l’uomo e le bestie; con questa differenza tuttavia, che l’uomo bisogna considerarlo a parte, perchè, sempre più

I nostri fratelli animali 0

boh, lunedì 27 luglio 2009

pernice sardaHo parlato tante volte dell'amore di Peppino per gli animali, l'amore più solido e costante che ebbe per qualsiasi essere vivente (eccetto, probabilmente, sé stesso) durante il corso della sua lunga vita. Lo ribadì ancora una volta in La via dello Swat:

Nello Swat, valle di tesori 0

boh, venerdì 24 luglio 2009

Come scrive lui stesso con stile del periodo fascista, italianizzando cioè i termini stranieri, Tucci era andato per pochi giorni nello Swat già nel 1955, dopo l’ultima spedizione in Nepal, per farsi

un’idea della consistenza dei suoi monumenti e gettare le basi delle future ricerche che cominciarono nel 1956. Vi giungemmo da Pesciavar, in tre ore e mezzo d’automobile, su un’ottima strada che scavalca il passo di Malacand e poi precipita in una valle spaziosa.

La prima missione archeologica in Asia di Tucci 0

boh, domenica 19 luglio 2009

archeologiaGiuseppe Tucci era stato sempre interessato all'archeologia, non quella fatta su carta ma quella vera, viva, in loco, fatta di scavi e di terra, di ricerche e di ritrovamenti. Archeologica fu anche la sua ultima missione in Nepal del 1956, quando scoprì i resti della dinastia dei Malla.

Nel 1956 Tucci diede inizio agli scavi veri e propri nella valle dello Swat, che fu uno stato indipendente dell’India, e poi del Pakistan, fino al 1969. Ambedue le scoperte, lo Swat e i Malla, partono da basi comuni: le fonti letterarie, come ha scritto lo stesso Tucci in La via dello Swat (1963):

Sulle tracce di Padmasambhava 7

boh, mercoledì 10 dicembre 2008

Ovunque, in Tibet, Tucci trovò le tracce di Padmasambhava, mago, esorcista e maestro che veniva dalla valle dello Swat ed è considerato il diffusore del buddhismo in Tibet. Ecco quello che scrisse su di lui in La via dello Swat:

Il più grande amore della vita di Tucci 2

boh, lunedì 08 dicembre 2008

Scriveva Tucci a sessantanove anni, quando era già nel pieno delle grandi campagne archeologiche:

Anzi, per dire la verità, ad indicarmi la via dello Swat fu proprio il Tibet, che è stato il più grande amore della mia vita, e lo è tuttora, tanto più caldo, quanto più sembra difficile soddisfarlo con un nuovo incontro. (La via dello Swat)

Che avrebbe detto Tucci di Obama?  2

boh, mercoledì 05 novembre 2008

ObamaNon so cosa avrebbe pensato Tucci di un presidente degli Stati Uniti d'America nero, anche se in comune Tucci e Barack Obama hanno l'ammirazione per Gandhi.

Tucci infatti più volte, nei suoi libri di viaggio, ha dichiarato che la politica proprio non gli interessava.

Ribadì in La via dello Swat (1963), il racconto delle perlustrazioni preliminari e della missione archeologica a cui dal 1955 diede vita nella valle dello Swat, in Pakistan:

In tempi nei quali stanno tanto a cuore le istituzioni ed i reggimenti, il lettore vorrà forse sapere qualche cosa dell’amministrazione dello Swat. Io su questo punto sarò molto breve, perché se c’è una cosa al mondo che proprio non m’interessa, è la politica e le leggi o quello che chiamano governo.

Giuseppe Tucci e il suo amore per il Tibet 1

boh, sabato 15 marzo 2008

Tibetan protestI fatti di questi giorni, cominciati il 10 marzo con la Marcia del ritorno in Tibet, che è stata fermata dalla polizia indiana, e la rivolta dei tibetani nell'ex Tibet libero, ora Tibet Autonomous Region (TAR) della Cina, avrebbe smosso Tucci dalla sua ferma, ostinata decisione di non occuparsi di politica?

Lui amava profondamente il Paese delle nevi, dove tra il 1928 e il 1948 compì ben otto spedizioni, e a 72 anni si ritirò a vivere a San Polo dei Cavalieri, un paesino situato a 651 metri di altezza che fa parte del parco dei Monti Lucretili, vicino al monte roccioso della Morra, a circa 40 chilometri da Roma, proprio perché gli ricordava la terra che fra tutte più aveva amato, il Tibet. Scrisse ne La via dello Swat:

Anzi, per dire la verità, ad indicarmi la via dello Swat fu proprio il Tibet, che è stato il più grande amore della mia vita, e lo è tuttora, tanto più caldo, quanto più sembra difficile soddisfarlo con un nuovo incontro. In otto viaggi, ne ho percorso gran parte in lungo ed in largo, ho vissuto nei villaggi e nei monasteri, mi sono genuflesso dinanzi a maestri e immagini sacre, ho valicato insieme con i carovanieri monti e traversato deserti, vasti come il mare, ho discusso problemi di religione e filosofia con monaci sapienti e sempre ho trovato, lungo le piste stanche e pietrose, le tracce del Guru Rimpocé, il pugnace maestro Padmasambhava.

Giuseppe Tucci e la sfiducia nella politica 2

boh, venerdì 25 gennaio 2008

BBC News Italian PoliticiansNoi ci sollazziamo con la nostra sfiducia nelle istituzioni, sfiducia molto ben riposta, ma anche Tucci non aveva alcuna fiducia, né interesse, nel governo e nelle istituzioni.

Scrisse su La via dello Swat, del 1963, un libro sulle campagne archeologiche nella valle dello Swat, nell'odierno Pakistan:

[...] se c’è una cosa al mondo che proprio non m’interessa, è la politica e le leggi o quello che chiamano governo.

Ogni tanto mi chiedo che ne direbbe Tucci dei politici attuali.