Enrica Garzilli su Gandhi per il blog di Nòva del Sole24Ore 0

boh, mercoledì 09 luglio 2008

GandhiEcco qui, su Gandhi riproduco il post che ho scritto per il blog che ha inaugurato il secondo compleanno di Nòva, l'inserto tecnologico cartaceo del Sole 24 Ore, a cui collaboro.

Il tema che ci avevano proposto era intrigante "Ispirazione: chi sono gli ispiratori del pensiero che alimenta i cercatori di innovazione che abitano le pagine di Nòva?"

Io ho avuto diversi maestri e maestre, persone che stimo sopra tutti, fra i quali Tucci, e che mi hanno dato moltissimo, ma il mio primo pensiero è andato al Mahatma perché la sua Autobiografia, che lessi tanti anni fa, mi ha rivoluzionato la vita. E questo è il post:

LA GRANDE ANIMA DI GANDHI: GENTILE MA IN TUTTA FERMEZZA

Mahatma Gandhi (1869–1948) ha cambiato il corso della storia di miliardi di indiani, e anche il mio. Padre dell'indipendenza dell'immensa nazione, Gandhi, come sospeso in una prodigiosa ambiguità fra il mistico e il pratico, ha fatto conoscere al mondo il concetto di Satyagraha, cioè il non compromesso, l’adesione assoluta -- senza smarrimenti e senza svabature romantiche -- a un principio ritenuto fermamente valido.

Il Satyagraha si attua mediante la disobbidienza civile alla legge, lo sciopero pacifico, la sospensione di ogni attività, l’arresto della vita della nazione. Ma non fu un concetto astratto: se ne ebbe la dimostrazione nella Marcia del sale, a Dandi, in Gujrat, dove il 6 aprile 1930, violando la legge del monopolio britannico, Gandhi estrasse per primo il sale dal mare. Fu un’audacia che commosse e spinse come un fiume in piena l’India intera; e la ribellione non violenta si estese a macchia d'olio in ogni parte del paese.

L'Ahimsa o non-violenza e l’autodisciplina, la coerenza totale all’ideale del Satyagraha, cioè la resistenza passiva -- i due cardini della lotta che guidò l'India contro il colonialismo -- furono realizzati non attraverso un gelido controllo su se stesso, covando nell’animo il rancore, ma attraverso l’amore e, a livello etico, attraverso la reciproca tolleranza, un principio che fa sì che ognuno di noi accetti le differenze nel modo di pensare e di vivere dell’altro.

Giuseppe Tucci e l'Asiatica Association al PublishingCamp di Milano 4

boh, lunedì 23 giugno 2008

Buddha readingAll’illusorietà di questo mondo, alle mille trappole che la rete di Māyā, il principio d'illusione che fa prendere per vero quello che vero non è, tende all’uomo, Tucci ha opposto la regola del lavoro, l’etica della ricerca e della disciplina incessante, la realizzazione di un progetto e di una rete di idee, il raggiungimento di una vetta, senza riposo, da quando era ragazzo fin quasi ai novant’anni.

Realizzò così, con la sua stessa esistenza, le ultime parole del Buddha:

Tutto è vano, sforzatevi senza tregua.

E' per questo che porterò questo blog su Tucci e il lavoro che sto facendo da anni negli archivi del Ministero degli Affari Esteri e dell'Archivio Centrale dello Stato al prossimo barcamp di Milano, il PublishingCamp. Sto cercando di ricostruire degli aspetti inediti della politica in Asia di Mussolini.

E porterò anche l'Asiatica Association onlus, che riaprirà fra poco dopo un lungo periodo di inattività con nuove pagine e nuove persone: perché pubblica le prime riviste online del mondo (dal 1995) e perché tramite essa abbiamo cominciato a produrre libri, la raccolta degli articoli pubblicati, editi e rilegati nelle riviste.

Sono due esempi di publishing molto diversi ma ambedue richiedono di adattarsi ai diversi supporti, Web e carta, al diverso pubblico, alle diverse esigenze: questo è un blog di omaggio e di riflessione su di un personaggio e la sua epoca per un pubblico colto italiano mentre le riviste sono accademiche, in inglese per un pubblico di studiosi internazionali.

Spero di avere da voi idee, commenti, suggerimenti sia tecnici, sull'usabilità e la diffusione dei prodotti, sia sui contenuti e il modo di porgerli. Perché un libro, una rivista, un articolo, un video, un podcast e così via, ogni tipo di supporto mediatico e per pubblicare, se non hanno il riscontro reale dei lettori non sono niente.

Il nazionalismo di Tucci 1

boh, martedì 22 aprile 2008

Italian flag in RomeE' da tanto che non scrivo qui perché sto finendo di rivedere un libro che avrei dovuto consegnare un po' di mesi fa. Un lavoraccio! E' la versione su carta, che appare del tutto diversa da quella sullo schermo del mio computer: ho trovato diversi errori.

Ma oggi ho letto un articolo di Gianni Riotta su The Wall Street Journal dove l'autore spara a zero sull'Italia meridionale.

Mi sono chiesta se Tucci avrebbe fatto altrettanto: no, lui non lo avrebbe mai fatto. Sia nelle lettere al Duce sia in quelle ad Andreotti è chiaro che lui teneva moltissimo all'immagine dell'Italia all'estero. Fu fortemente nazionalista. Anche per questo negli anni Trenta voleva entrare a Lhasa, perché c'erano già entrati i tedeschi, i francesi e ovviamente gli inglesi: ma non gli italiani.

Bookblogging: L'Asia negli anni del drago e dell'elefante 2005-2006: Nepal, India, Giappone & C. 0

boh, mercoledì 13 febbraio 2008

L'Asia negli anni del drago e dell'elefanteAgli inizi di giugno è uscito in libreria il volume, che fa parte di una serie di libri di analisi politica e geopolitica, L'Asia negli anni del drago e dell'elefante: 2005-2006. L'ascesa di Cina e India, le tensioni nel continente e il mutamento degli equilibri globali, a cura di Michelguglielmo Torri, Milano: Guerini e Associati, 2007 (pp. 509).

Questa recensione è già apparsa in Orientalia4All ma la ripropongo perché parlavo l'altro giorno di Tucci e il Nepal moderno. L'articolo sul Nepal a livello politico, economico e sociale, pubblicato su questo volume, copre il periodo 2005-marzo 2007. Fra un mesetto sarà pubblicato il prossimo numero di Asia Maior, che coprirà tutto il 2007 e, per quanto mi concerne, il periodo marzo 2007-tutto gennaio 2008.

In questo volume sono pubblicati articoli su tutti i paesi che Tucci studiò o esplorò: l'India, la Cina, l'Iran, il Giappone, il Sikkim, il Tibet (che ora fa parte della Cina), il Pakistan, l'Afghanistan.

Io ho contribuito a questo libro con "Il nuovo stato del Nepal: il difficile cammino dalla monarchia assoluta alla democrazia", che ha analizzato gli avvenimenti fino alla Rivoluzione del Popolo che ha portato alla fine della monarchia dispotica di Re Gyandendra, la Rivoluzione dei Madheshi, la popolazione che abita la fascia boschiva (e selvaggiamente disboscata) del Terai, al confine con l'India, l'allenza dei 7 partiti o SPA e di questa coi maoisti e la faticosa preparazione delle prime libere elezioni per un'Assemblea costituente, di cui si parla ormai da anni. Elezioni che, tuttavia, da giugno sono state posticipate a novembre 2007.

L'Asia negli anni del drago e dell'elefante è un libro per tutti:

Wikipedia e Giuseppe Tucci 0

boh, domenica 30 dicembre 2007

Parlando di Wikipedia, voglio segnalare che a Tucci su questa enciclopedia collettiva sono riservate due voci, questa in italiano e questa in inglese. Ho visto or ora che Wikipedia in inglese cita anche la mia biografia.
Su Wikipedia c'è anche la voce sul detestato compagno, il bravissimo Fosco Maraini, che cita Tucci.

Vediamo chi è così bravo da dirmi gli errori delle entry e da segnalarmeli: ci scriverò un post, anzi, lo scriveremo insieme!

Una breve biografia di Tucci 6

boh, lunedì 03 dicembre 2007

TucciCari tutti, ho visto che siete in tanti, studenti, studiosi e appassionati dell'opera e della personalità del maestro, che mi seguite, che mi commentate, che mi scrivete qui, o in privato. Grazie! Brindo con lui a tutti voi! (E' masala tea, che andate a pensare)

Questi giorni ho scritto poco perché sto terminando di rivedere un lavoro piuttosto impegnativo e... sapete come sono tiranne le case editrici coi tempi.

Intanto, però, voglio segnalarvi una breve biografia su Giuseppe Tucci, in italiano con traduzione inglese, che si intitola "Un grande maceratese che andò lontano: Giuseppe Tucci, le Marche e l'Oriente".

E' stata pubblicata il dicembre 2006 su Identità Sibillina, un'eccellente rivista culturale cartacea (anche molto bella da vedersi) che parla della cultura dei monti Sibillini e le città limitrofe, nelle Marche.

La biografia non è molto lunga, ma è quello che di più completo è uscito su di lui. Seguite questi link, scaricate gli articoli e... buona lettura!