Io di Giulia non ci capisco nulla 0

boh, sabato 23 ottobre 2010

donna indianaTucci ebbe tre mogli, si sa. Con la seconda, Giulia, ebbe un lungo rapporto, durato circa 20 anni.

Quando si separarono, come tutti gli uomini di questo mondo anche Peppino, come lo chiamava lei, non gli voleva passare gli alimenti.

Così un giorno Tucci si lamentò con Gentile dicendo che Giulia gli chiedeva troppo, poi lo rimproverava e lo offendeva senza alcun motivo.

Donne e amori 0

boh, lunedì 21 giugno 2010

Aug Sa Suu KyiE' noto che Tucci amava le donne. Ebbe tre mogli, amate in crescendo, ma ne conobbe bibilicamente molte altre, tanto che la prima moglie, Rosa, probabilmente lo lasciò per le lunghe assenze e le continue infedeltà. Dopo pochi anni di matrimonio infatti Tucci sbarcò a Bombay insieme alla sua nuova fiamma, Giulia.

Scienza o no, ricerca o no, una moglie vuole un marito che la rispetti e viva con lei, non un grande assente da seguire. Oltre tutto, se le altre mogli, Giulia e Francesca, lo accompagnarono in quasi tutte le esplorazioni e poi nell'avventura dell'archeologia, Rosa per tutto il tempo del loro breve matrimonio rimase nelle Marche ad allevare Ananda, il loro unico figlio.

Tucci fu anche amico di donne importanti e famose, prima di tutte Indira Gandhi, ma anche la bella principessa di Gangtok, Pema Chöki Namgyal, che però ebbe un rapporto molto più stretto con Fosco Maraini. E fu nemico di donne quasi altrettanto famose come Alexandra David-Néel, l'esploratrice del Tibet.

Chi sa che avrebbe detto se avesse potuto conoscere la bellissima, colta, famosa pasionaria della Birmania, Aung San Suu Kyi,

Il Natale buddhista e Tucci 9

boh, domenica 21 dicembre 2008

Natale e Anno NuovoIeri pensavo al Natale, e mi chiedevo: "Chi sa se Tucci, buddhista, avrà festeggiato questa festa che, in fondo, è una festa cattolica".

Cattolica, ma festeggiata ovunque nel mondo: come festa laica, magari, ma sempre festa è. Infatti il Natale è il giorno tradizionale per scambiarsi i regali, per esprimere a voce alta i buoni propositi per l'anno nuovo, per praticare la gentilezza e la gioia empatica, quella che rende partecipe gli altri dei propri sentimenti positivi.

Detta così, Tucci non dovrebbe avuto festeggiare il Natale perché era buddhista ma aveva un carattere tremendo, a detta di chi lo ha conosciuto bene. Aveva i propri interessi e le proprie priorità assolute, e tutto il resto era irrilevante.

Non avrà neanche mangiato il cappone e tutte le povere bestie sacrificate

Tucci e Formichi a Vishvabharati e il seme delle grandi spedizioni 7

boh, venerdì 31 agosto 2007

Arte del Nepal

Tucci, chiamato da Formichi, nell'anno accademico 1925-1926 insegnò Lingua e cultura italiana a Vishvabharati. Inizialmente il luogo un ashram, un eremo in mezzo al verde, fondato nel 1863 da Devendranath Tagore, padre di Rabindranath. Quest'ultimo nel 1901 convertì l’eremo in una scuola sperimentale di soli cinque studenti che da lì a poco venne chiamata Patha Bhavan. Questo tipo di scuola tradizionale, chiamato gurukul, è basato sullo stretto rapporto fra allievi e guru, che vive a stretto contatto con loro e risiede vicino, spesso nella stessa casa. Nelle varie costruzioni maestri e discepoli si ritiravano per condividere i pasti, le attività ricreative, gli studi, le interminabili discussioni filosofiche e letterarie, che potevano continuare per notti e giorni quasi ininterrottamente, le preghiere. Lì viveva anche Rabindranath.

Il primo direttore di Vishvabharati fu il pandit Vidhushekara Bhattacarya. Così Formichi lo descrive al suo arrivo alla stazione di Bolpur:

Tucci in Tibet e il bel fotografo Fosco Maraini... 3

boh, giovedì 15 giugno 2006

Tucci fu un esploratore avventuroso. Compì ben sette spedizioni culturali in Tibet con una carovana di 70-80 persone composta di animali da soma, yak, casse di viveri e munizioni dall'Italia -- il paese era povero e infestato da briganti -- e materiale fotografico e documentario, nonché i regali d'obbligo per i maggiorenti locali. Lo accompagnavano un ufficiale medico, dato dalla Marina Militare o dagli Alpini, e un fotografo.

L'ultima esplorazione nel Tibet, nel 1948, lo vide risiedere per una settimana a Lhasa. Scrive Tucci in A Lhasa e oltre, che pubblicherà nel 1950:

Come fotografo scelsi Piero Mele al quale affidavo la documentazione fotografica nella sua parte panoramica e in quella più difficile della riproduzione della opere d’arte. In un secondo tempo venne aggregato alla spedizione anche Fosco Maraini come addetto alla ripresa cinematografica allo stipendio di Mele. [...] Mele provvedeva al materiale fotografico e cinematografico e alle spese relative.

Fosco Maraini (1912-2005) -- padre della famosa scrittrice Dacia Maraini -- che sarebbe diventato professore di giapponese e lo scrittore e fotografo che tutti conosciamo, al tempo era bellissimo. Alto una spanna più di Tucci, con un sorriso scanzonato sul volto e gli occhi stretti a fessura che sprizzavano bagliori, atletico. E poi Peppino, come lo chiamava la moglie Giulia Nuvoloni, aveva 54 anni, Fosco ne aveva 36: l'uno era un uomo che cominciava a declinare fisicamente, coltissimo e carismatico, ma che non era mai stato bello; l'altro era ancora un ragazzo, e un bellissimo ragazzo! Ce n'era più che abbastanza perché fra i due nascesse un attrito.

Ma era solo questa la ragione di un'antipatia durata fino a che Tucci se ne andò, nel 1984? Nel 2003 ho intervistato Maraini e mi ha raccontato diverse altre cose...