La modesta Italietta provinciale guarda all'Asia 0

boh, giovedì 25 febbraio 2010

Per capire perché Mussolini finanziò lautamnente le esplorazioni in Asia di Tucci basta ripensare alle parole che scrisse Gentile nel 1937:

L’Italia, ormai all’avanguardia di questa Europa conscia della sua provvidenziale missione, da che il Fascismo, creando l’Impero,

"L'opportunismo metafisico e cosmico di Tucci" - Fosco Maraini 4

boh, mercoledì 02 dicembre 2009

Fosco MarainiMaraini, che ebbe per decenni un rapporto molto tormentato col maestro, del quale ho parlato più volte, fece su di lui un ritrattino non molto edificante in Segreto Tibet:

Questi giorni 2

boh, lunedì 28 settembre 2009

Qualcuno mi ha chiesto perché da un po' di giorni non pubblico niente su Giuseppe Tucci, le sue imprese o i personaggi che lo accompagnarono. Il motivo è semplice: sto finendo di scrivere un libro.

Un libro importante, sul quale sono anni che lavoro, con migliaia di documenti inediti in italiano, in inglese, in sanscrito, in tibetano, in francese, in nepali. Contiene anche la corrispondenza inedita che mi ha mandato il senatore Giulio Andreotti.

Sto ricostruendo anche la politica italiana in Asia durante il periodo fascista e i sogni di Mussolini.

Quindi, cari voi tutti che mi seguite, abbiate pazienza. Ricomincerò a scrivere presto, lo prometto.

Il mio libro sulla politica italiana in Asia da Mussolini a Andreotti 1

boh, sabato 11 luglio 2009

libroDa alcuni giorni non aggiorno queste mie riflessioni su Tucci e la politica culturale italiana in Asia. Infatti ho saputo dalla mia casa editrice che la data del libro di storia in preparazione, quello per cui ho ricostruito la politica culturale fascista e democristiana in Asia, è stata spostata dall'autunno agli inizi di gennaio.

Grandi fatiche per consegnare il dattiloscritto in primavera, dopo le vicissitudini (che vi racconterò, da scriverci un altro libro!) varie per trovare un editor valido, e poi questa notizia! Ma dicono che le case editrici hanno i loro tempi e, soprattutto, la loro programmazione.

Quindi, racconterò sempre la storia del nostro studioso, così essenziale per la storia della politica culturale asiatica, ma con calma, quando mi sono sbollite un po' il fastidio e la rabbia.

Tucci e l'amicizia 2

boh, sabato 16 maggio 2009

Nella vita non c’è scelta: o si è amici o nemici. Che poi è la strada dei forti; non quella falsa cortesia che in Europa tutti avvolge come in un sudario, un conformismo senza schiettezza e senza reciproca fiducia, nella quale i rapporti si rarefanno per liquefarsi in un calderone di menzogne.

Così diceva Tucci negli anni Cinquanta, seguendo il vecchio credo di Mussolini e quello del suo maestro, Formichi, che si dichiarava senza

Carlo Arturo Enderle 0

boh, mercoledì 07 gennaio 2009

MussoliniUn personaggio che mi ha sempre affascinato è Carlo Arturo Enderle (1892-?), chiamato anche Ali Ibn Jafar.

Era nato a Roma da genitori rumeni e musulmani, divenne libero docente di Psichiatria all’Università di Roma, consulente neurologo dell’Opera Nazionale Balilla, e lavorò

Shedai, Mussolini e la missione in Afghanistan 7

boh, domenica 14 dicembre 2008

Aminullah ShahMussolini impiegò il musulmano Mohammed Iqbal Shedai come tecnico di Palazzo Chigi per i problemi indiani e quelli arabi.

Il mondo islamico era al centro dell’attenzione di Mussolini sin dagli inizi del suo governo. Infatti, nell’ottobre del 1923 egli volle inviare in Afghanistan una missione, guidata da Gastone Tanzi e Luigi Piperno,

Il tizio unto e insopportabile: Amartya Sen parla di Benito Mussolini, Rabindranath Tagore e Benedetto Croce 3

boh, venerdì 21 novembre 2008

TagoreAnche Amartya Sen, nipote di un insegnante di Shantiniketan, studente di Patha Bhavan, la scuola elementare, e grande ammiratore di Tagore, nel discorso di ringraziamento alla consegna del premio Nobel, nel 1998, volle ricordare proprio il Poeta e la sua istituzione.

Parlò anche dell'incontro fra lui e Croce del 1925. Con gran dispiacere dei biografi ufficiali, che vorrebbero che l'incontro fra Tagore e Mussolini non fosse mai avvenuto, disse che

Il tizio unto e insopportabile: Benito Mussolini, Rabindranath Tagore, Benedetto Croce e Carlo Formichi 0

boh, giovedì 20 novembre 2008

Bendetto CroceFormichi in India e Indiani racconta l'incontro di Benedetto Croce (in foto) e Tagore.

Tagore avrebbe chiesto al Duce come grande favore «il modo più spiccio di abboccarmi col grande filosofo Benedetto Croce», perché si sarebbe vergognato di lasciare l’Italia senza aver conosciuto di persona il pensatore che nelle sue opere si avvicinava tanto alle speculazioni dei filosofi indiani. I quali, a loro volta, non gli avrebbero mai perdonato «d’essere stato in Italia e di non aver visto il Croce».

Pare che il Duce immediatamente s’incaricasse di telegrafare a Croce e di far sì che il colloquio potesse aver luogo prima della partenza di Tagore. Il 14 giugno 1925 questi riuscì effettivamente a incontrarlo.

Amartya Sen, però, dice che Tagore in agosto, nonostante avesse accettato l'ospitalità di Mussolini, denunciò pubblicamente il regime con una lettera sul Manchester Guardian. In settembre da Il Popolo d'Italia Mussolini rispose:

Che ci importa? L’Italia ride di Tagore e di quelli che hanno portato fra noi quel tizio unto e insopportabile

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Tucci viene presentato da Formichi al Duce perché venga mandato a Vishvabharati 0

boh, martedì 18 novembre 2008

VishvabharatiTucci venne collocato fuori ruolo dal 1° gennaio 1927 e comandato senza limiti di tempo presso il Ministero degli Affari Esteri, Direzione generale delle Scuole italiane all’estero. Abbiamo visto però che dal novembre 1925