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	<title>Giuseppe Tucci</title>
	<link>http://giuseppetucci.garzilli.com</link>
	<description>vita, viaggi e avventure dell'esploratore dell'oriente</description>
	<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 11:04:55 GMT</pubDate>
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      <title>Giuseppe Tucci incontra Gandhi a casa di Tagore</title>
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      <pubDate>Tue, 08 Jul 2008 11:04:55 GMT</pubDate>
      <description><![CDATA[<p><img src="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:x-1zfcLTTog5yM:http://www.geocities.com/ganesha_gate/gandhi2.jpg" alt="Gandhi" />Gli anni in cui fu fondata e si sviluppò <a href="http://orientalia4all.net/post/giuseppe-tucci-a-vishvabharati-luniversita-della-liberta-e-della-gioia">Viśvabhāratī</a>, l'università di Tagore in cui Tucci nel 1925-26 insegnò per un anno accademico <em>Lingua e cultura italiana</em>, coincidono con l'epoca delle <a href="http://www.mkgandhi.org/">lotte di Gandhi</a> per l'indipendenza dell'India. Come sappiamo, lasciò l'università perché Tagore, che era stato invitato due volte in Italia, prima accettò l'ospitalità di Mussolini e poi la rinnegò, dicendo di essere stato raggirato.</p>
<p>Eppure Gandhi, così come Tucci, chiamò sempre Tagore <em>gurudev</em>, letteralmente «maestro-dio», l’appellativo con il quale tradizionalmente ci si rivolge al proprio venerato guru. Tucci fu affascinato dalla personalità di Gandhi e dalla sua lotta non violenta.</p>
<p>Ma lasciamo parlare Tucci, che nella conferenza tenuta in Campidoglio il 13 maggio 1969 per il centenario della nascita di Gandhi, offre un efficace ritratto di Tagore e del Mahatma. La conferenza fu pubblicata a Roma nel 1998 con il titolo <em>Nel Centenario della nascita di Gandhi. Testo italiano e traduzione inglese</em> e Tucci ne pennellò a meraviglia la personalità forte e appassionatamente sincera in questo discorso celebrativo, che inizia con un confronto fra Gandhi, che conobbe a casa di Tagore, e quest’ultimo:</p>
<blockquote>
<p>L’ho incontrato due volte: una volta da Rabindranath Tagore. Due uomini del tutto diversi. Tagore poeta, aristocratico, direi ieratico, trascorreva la vita con ogni conforto nell’eremo di Shantiniketan ed in quella pace travasava nella propria lirica la tradizione mistica dell’India, sospettoso del prossimo avvento della tecnica – ricordate il suo dramma Gli oleandri rossi – spirito sommamente svelto e sottile.</p>
<p>Gandhi, a vederlo, insignificante, vestito di una pezza di cotone tessuta da lui medesimo, le gambe ed il torso nudi, occhialuto e calvo, sgraziato nelle mosse, di scarsa se non addirittura nulla sensibilità artistica: aveva letto poco e disordinatamente. Furono entrambi in quel tempo gli uomini più rappresentativi dell’India, ma così diversi che non mi sembrò che si comprendessero. Tagore restò superficialmente interessato ai mutamenti sociali e politici. Gandhi [...] lottò per rinnovare la società indiana e per infondere un contenuto più umano all’Induismo, senza esser mai tocco da quell’orgoglio o vanità che si insinuano subdoli o nascosti, voluti o subìti in chi si trova a contatto con quel mondo di sconosciuti che è la folla: non ascoltò mai la tentazione della potenza alle spese di ciò che di più prezioso aveva nel cuore: intendo dire il diamante della sua sincerità combattiva.</p>
</blockquote>
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      <subject>conferenza</subject><subject>Gandhi</subject><subject>guru</subject><subject>India</subject><subject>indipendenza</subject><subject>Induismo</subject><subject>Mussolini</subject><subject>Orientalia</subject><subject>Orientalia4all</subject><subject>politica</subject><subject>politici</subject><subject>Roma</subject><subject>Shantiniketan</subject><subject>Tagore</subject><subject>Tucci</subject><subject>università</subject><subject>Vishvabharati</subject>
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      <title>Gandhi con gli occhi di Tucci il 30 gennaio 2008, nel centenario della sua morte</title>
      <link>http://giuseppetucci.garzilli.com/2008/01/30/gandhi-con-gli-occhi-di-tucci-il-30-gennaio-2008-nel-centenario-della-sua-morte</link>
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      <pubDate>Wed, 30 Jan 2008 06:14:17 GMT</pubDate>
      <description><![CDATA[<p><img src="http://www.iloveindia.com/indian-heroes/gifs/mahatma-gandhi-indian-hero.jpg" alt="Gandhi" />Precisamente 60 anni fa, il 30 gennaio 1948, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mahatma_Gandhi#Anni_giovanili">Gandhi</a> è stato ucciso da un fanatico induista.</p>
<p>Questo è il commovente <a href="http://tv.repubblica.it/multimedia/home/1574039?ref=hpmm">video</a> di <em>La Repubblica</em>, che <a href="http://orientalia4all.net/post/il-30-gennaio-1948-moriva-gandhi-da-uomo-a-mito">ha realizzato</a> una trasmissione</a> intitolata <em><a href="http://tv.repubblica.it/multimedia/home/1574039?ref=hpmm">Gandhi: cosa resta del mito</a></em>.</p>
<p>Tucci fu affascinato sia da Tagore e le sue idee universalistiche, sia da Gandhi e dalla sua lotta. Dopo aver parlato di quest'ultimo nel 1940 come fautore della rinascita morale dell'India e averne scritto nel 1953-1954,  ne pennellò a meraviglia la personalità forte e appassionatamente sincera in questo discorso celebrativo tenuto in Campidoglio il 13 maggio 1969, nel centenario della nascita di Gandhi. Fu pubblicato nel 1998 col titolo <em>Nel centenario della nascita di Gandhi</em> e si apre con un confronto fra il Mahatma, che conobbe a casa di Tagore, e quest’ultimo:</p>
<blockquote>
<p>L’ho incontrato due volte: una volta da Rabindranath Tagore. Due uomini del tutto diversi. Tagore poeta, aristocratico, direi ieratico, trascorreva la vita con ogni conforto nell’eremo di Shantiniketan ed in quella pace travasava nella propria lirica la tradizione mistica dell’India, sospettoso del prossimo avvento della tecnica – ricordate il suo dramma Gli oleandri rossi – spirito sommamente svelto e sottile.<br />
Gandhi, a vederlo, insignificante, vestito di una pezza di cotone tessuta da lui medesimo, le gambe ed il torso nudi, occhialuto e calvo, sgraziato nelle mosse, di scarsa se non addirittura nulla sensibilità artistica: aveva letto poco e disordinatamente. Furono entrambi in quel tempo gli uomini più rappresentativi dell’India, ma così diversi che non mi sembrò che si comprendessero. Tagore restò superficialmente interessato ai mutamenti sociali e politici. Gandhi, come sospeso in una prodigiosa ambiguità fra il mistico e il pratico, abituatosi a considerare come nulle le cose vaghe, turbato dalla povertà che d’ogni parte straripava e rispettoso ma non succubo di pregiudizi antichi, dopo aver ben ponderato se poteva ciò che voleva, lottò per rinnovare la società indiana e per infondere un contenuto più umano all’Induismo, senza esser mai tocco da quell’orgoglio o vanità che si insinuano subdoli o nascosti, voluti o subìti in chi si trova a contatto con quel mondo di sconosciuti che è la folla: non ascoltò mai la tentazione della potenza alle spese di ciò che di più prezioso aveva nel cuore: intendo dire il diamante della sua sincerità combattiva.</p>
</blockquote>
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      <subject>Gandhi</subject><subject>India</subject><subject>indipendenza</subject><subject>Induismo</subject><subject>politica</subject><subject>politici</subject><subject>rinascita</subject><subject>Tagore</subject><subject>video</subject>
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