Tucci e il terremoto in Nepal del 1934 1

boh, mercoledì 14 maggio 2008

Indian childrenA proposito del terribile terremoto che ha sconvolto la Cina, Tucci scampò per poco al terribile terremoto del 1934 in Nepal.

Nel 1933, di ritorno da una missione scientifica nel Tibet occidentale insieme al Capitano medico della Marina militare Eugenio Ghersi, andò insieme a lui e a Formichi in Nepal. Come disse Formichi in una conferenza tenuta a Roma il 26 febbraio 1934, fra i due paesi

intercedono rapporti di viva simpatia dal giorno che Giuseppe Tucci, già mio discepolo, oggi meritatamente mio collega all’Università e all’Accademia, conquistatasi l’ammirazione dei sapienti del paese per la perfetta padronanza che ha del Sanscrito e per la vastità e profondità della sua cultura indologica, divenne caro alla Corte nepalese.

Del paese che egli, come prima Lévi e Formichi, amò particolarmente, Tucci riportò anche tantissime foto di bambini che giocano, sadhu, stradine, palazzi, statue, i bassi palazzi ornati di facciate di legno finemente intagliate di Durbar Square, il tempio di Bhairava a Bhaktapur, quello buddhista newari di Śrī Hiraṇyavarṇa Mahāvihāra a Patan, il Palazzo Reale nella vecchia sede, a Kathmandu, e Siddhi Pokhari, il laghetto vicino.

Di questo periodo è anche la preziosa foto che mostra i due tetti nella parte sinistra del tempio di Siddhilakṣmī, distrutto dal terribile terremoto del 15 gennaio 1934 che sconvolse la Valle di Kathmandu e, in misura minore, il Bihar. L'epicentro fu a 10 chilometri a sud del monte Everest e causò circa 10.500 morti.

Tucci e la spedizione in Nepal del 1952 - I 0

boh, venerdì 02 maggio 2008

N La spedizione arrivò nella capitale della regione del Mustang, all’estremo confine col Tibet. La marcia era stata difficile per la mancanza di strade e per il freddo pungente, ma era stata molto più facile e sicura della strada da Kathmandu a Pokhara che si snodava infida fra l’acqua calda delle risaie che nutriva piattole, zanzare e miasmi malsani.

Le case erano tutte addossate le une alle altre e all’apparenza era tutto un po’ squallido: ma Mustang era ricca perché era una città di frontiera, piena di mercanti che scendevano dal Tibet.

Il castello era franato da due anni e il re era andato ad abitare nel feudo di Tenkar. In tutto il Tibet si accoglieva l’ospite con doni: un cosciotto di montone, delle preziose uova o delle rarissime verdure. Ma il re di Mustang non si fece vivo. Allora Tucci gli mandò per mezzo dei carovanieri i doni che gli aveva destinato. Il re capì e si dette un gran daffare per rimediare alla scortesia. Tucci voleva solo dargli una lezione!

Sempre il Tibet, grande amore 0

boh, lunedì 17 marzo 2008

Tucci in molte opere dichiarò il suo amore per il Tibet, anche in Tra giungle e pagode, dove narra la spedizione del 1952 nella regione semi-inesplorata del Mustang, nel Nepal occidentale, di cultura tibetana:

Qui l’immensità degli spazi annulla: si capisce come i Tibetani abbiano accettato con tanta adesione la metafisica del Grande Veicolo che l’uomo e le cose riduce al sogno di un’ombra: che è l’uomo su questi pianori che fuggono oltre l’orizzonte, in queste solitudini cosmiche, fra queste vastità, dove anche le montagne sembrano piccoli poggi?

Un cultura che è stata sistematicamente repressa, offesa e umiliata dalla Repubblica popolare cinese, sin dall'annessione del Tibet nel 1949 e poi con l'occupazione del 1959 e la rivolta di Lhasa.

Oggi, per Tucci e per tutti noi, è un grande giorno di lutto. A mezzanotte scade l'ultimatum ai tibetani in rivolta.Temo una nuova Tiananmen.

Hem Raj Sharma, il maestro nepalese di Tucci  0

boh, domenica 09 marzo 2008

libraryMa chi era dunque questo guruju a cui Tucci rendeva omaggio? Tutti i filologi e gli orientalisti conoscono Tucci, ma solo pochi esperti di studi nepalesi – e chiunque legga l’introduzione di alcune edizioni critiche dei testi in sanscrito della prima metà del ventesimo secolo – conoscono Hem Raj Sharma, il suo riconosciuto maestro sin dai primi viaggi nel paese, nel 1929.

Nel 1952 Hem Raj aveva già settantaquattro anni, un’età ragguardevole per un nepalese del tempo. Sarebbe morto l’anno dopo. Fu un personaggio pubblico che ricoprì cariche politiche e religiose molto importanti come precettore non solo della famiglia reale, ma dell’intero Nepal. Il suo status era superiore a quello del re.

L'incredibile salute di Giuseppe Tucci  0

boh, sabato 16 febbraio 2008

LemonTucci non si ammalava mai. Percorse oltre 20.000 chilometri, perlopiù a piedi o in pony; dormì per mesi in tende all'addiaccio, nel clima gelido e ventoso del Tibet, tiepido il giorno e di molto sottozero la notte, nei pianori e le valli alte dell'Himalaya, per un totale di diversi anni; percorse deserti e attraversò fiumi e le risaie malsane del Nepal; e non si ammalò mai fino a che ebbe passato da un pezzo la sessantina.

Il senatore Andreotti dice che, oltre a una costituzione fisica eccezionale, il merito andava al bicchiere di succo di limone che beveva ogni mattina a digiuno.

Bookblogging: L'Asia negli anni del drago e dell'elefante 2005-2006: Nepal, India, Giappone & C. 0

boh, mercoledì 13 febbraio 2008

L'Asia negli anni del drago e dell'elefanteAgli inizi di giugno è uscito in libreria il volume, che fa parte di una serie di libri di analisi politica e geopolitica, L'Asia negli anni del drago e dell'elefante: 2005-2006. L'ascesa di Cina e India, le tensioni nel continente e il mutamento degli equilibri globali, a cura di Michelguglielmo Torri, Milano: Guerini e Associati, 2007 (pp. 509).

Questa recensione è già apparsa in Orientalia4All ma la ripropongo perché parlavo l'altro giorno di Tucci e il Nepal moderno. L'articolo sul Nepal a livello politico, economico e sociale, pubblicato su questo volume, copre il periodo 2005-marzo 2007. Fra un mesetto sarà pubblicato il prossimo numero di Asia Maior, che coprirà tutto il 2007 e, per quanto mi concerne, il periodo marzo 2007-tutto gennaio 2008.

In questo volume sono pubblicati articoli su tutti i paesi che Tucci studiò o esplorò: l'India, la Cina, l'Iran, il Giappone, il Sikkim, il Tibet (che ora fa parte della Cina), il Pakistan, l'Afghanistan.

Io ho contribuito a questo libro con "Il nuovo stato del Nepal: il difficile cammino dalla monarchia assoluta alla democrazia", che ha analizzato gli avvenimenti fino alla Rivoluzione del Popolo che ha portato alla fine della monarchia dispotica di Re Gyandendra, la Rivoluzione dei Madheshi, la popolazione che abita la fascia boschiva (e selvaggiamente disboscata) del Terai, al confine con l'India, l'allenza dei 7 partiti o SPA e di questa coi maoisti e la faticosa preparazione delle prime libere elezioni per un'Assemblea costituente, di cui si parla ormai da anni. Elezioni che, tuttavia, da giugno sono state posticipate a novembre 2007.

L'Asia negli anni del drago e dell'elefante è un libro per tutti: