I media al tempo di Mussolini e di Tucci: le veline al servizio dell'Impero 4

boh, mercoledì 24 settembre 2008

MussoliniLa politica di Mussolini verso la Gran Bretagna durante il Ventennio divenne sempre più definita e si può leggere attraverso i “comunicati di servizio” alla stampa: il Duce sperava che l’Impero Britannico crollasse e che l’Impero fascista -- perché no? -- potesse sostituirsi a esso.

Dal Ministero della Stampa e della Propaganda, di cui furono ministri il genero di Mussolini, il Conte Galeazzo Ciano de Cortellazzo e Buccari dal 1935 al 1936, e Dino Alfieri fino al 1937 – e, per loro tramite, di cui fu artefice Mussolini -- cominciarono ad arrivare ai quotidiani le famose “veline”.

Queste erano delle note di servizio su carta velina rosata, giallina o bianca che ordinavano quello che dovevano pubblicare e quello che era proibito, la lunghezza degli articoli e i titoli. Il “comunicato di servizio per l’estero” sulla velina del 13 giugno 1939, per esempio, era chiaro e coinciso:

Ignorare la Francia. Al contrario, sempre ed in ogni modo criticare l’Inghilterra. Non considerare buono niente che viene da quel paese.

Tucci e Andreotti, un'amicizia lunga quasi 37 anni 0

boh, mercoledì 10 settembre 2008

AndreottiQuesto è uno stralcio del Ricordo di Giuseppe Tucci che Andreotti lesse in Senato il 28 giugno 1993. La loro fu un’amicizia durata quasi trentasette anni.

Tucci era molto più anziano di lui ma ne aveva bisogno; Andreotti, invece, non aveva bisogno di Tucci. La relazione era, quindi, sbilanciata. Mi chiedo, quindi: si può parlare di vera amicizia?

Ero da poco Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (1947-1948), quando conobbi il Professor Tucci e rimasi affascinato dall’entusiasmo con il quale presentava la spedizione scientifica nel Tibet come segno di continuità italiana nelle cose serie. Poco dopo uscì la magnifica pubblicazione sulla pittura tibetana, che fu un altro segno di ripresa qualitativa nel campo artistico e culturale (oltre che grafico).

Il primo lavoro di Tucci: Helvia Ricina, città romana 0

boh, domenica 07 settembre 2008

Elvia RicinaNel 1909, a soli quindici anni, Tucci produsse lo studio, rimasto manoscritto, «Illustri città romane del Piceno poco conosciute: Elvia Ricina», che dedicò ai suoi genitori e ai suoi nonni

frutto di un lungo studio perché sempre meglio essi stimino la buona volontà del loro figlio e nipote

Helvia Ricina è un'antica città romana a circa 4 chilometri a nord-ovest di Macerata.

E' incredibile sapere che per tutta la vita questo grande studioso, questo esploratore coraggioso, questo uomo di potere, fece con il Duce esattamente come aveva fatto con i nonni e i genitori: faceva del tutto per farsi apprezzare e valorizzare.

Ma gli rimase sempre la paura, e lo scrisse più volte a Gentile, che i suoi studi e le sue spedizioni non fossero tenuti nella giusta considerazione. Forse è vero che in fondo una parte di noi non cresce mai..

Roma fra Oriente e Occidente 0

boh, giovedì 04 settembre 2008

RomaDalla fine degli anni Venti iniziò un grande interesse politico per l'Oriente, come veniva chiamato sempre (mentre ora indica principalmente l'anticihità), cioè l'Asia.

Gentile nel 1933 sintetizzò bene il ruolo avuto dall’Italia che, con la sua tradizionale spiritualità, che il fascismo aveva risvegliato, poteva fare da mediatrice fra l’Asia e l’Europa:

Gli scritti dei nostri pionieri [...] metteranno pienamente in luce la mirabile attività della nostra stirpe, la quale non scavò tra i popoli incomprensione nè accaparrò privilegi, ma umanisticamente cooperò ad uno spirituale incontro tra Oriente e Occidente.

Carlo Formichi a Vishvabharati, fra orientalismo e nazionalismo, in uno studio di Laura Piretti Santangelo  0

boh, sabato 30 agosto 2008

libri antichiIeri parlavo dei doni dei libri e dell'insegnamento di Tucci che Mussolini fece a Tagore, quando Formichi fu invitato a tenere il corso di sanscrito a Vishvabharati, la famosa università internazionale fondata a Shantiniketan, in India.

Formichi, che persuase il Duce a inviare i doni, era un fervente sostenitore del fascismo. Aveva il petto gonfio di orgoglio perché rappresentava, e a ragione, la cultura italiana. Si dichiarò latore del messaggio di Mussolini perché si sentiva un rappresentante del nuovo sistema politico.

Il ruolo ambivalente di Formichi fra politica e cultura è stato sottolineato per primo da Laura Piretti Santangelo, ex docente di Indologia all'Università degli Studi di Bologna, nell'articoletto «Carlo Formichi: fra orientalismo e nazionalismo», in Contributi alla storia dell’orientalismo (Bologna 1985).

Benché sia uno studio modesto, le dieci pagine della Piretti hanno il pregio di aver colto questo importante aspetto del maestro del nostro studioso.

I doni di Mussolini a Vishvabharati: 500 libri e la docenza di Giuseppe Tucci 0

boh, venerdì 29 agosto 2008

TagoreIl Duce, per intensificare l'opera di propaganda in India, nel 1925 non solo inviò Giuseppe Tucci e Carlo Formichi, il suo professore di sanscrito e mentore -- anche se, in realtà, quest'ultimo fu invitato dal Nobel Tagore in persona (nella foto), a spese di Vishvabharati, ma inviò in dono 500 libri per la biblioteca dell'università, come gli aveva suggerito Formichi.

Il dono dei libri da parte del Duce fu commentato dalla stampa indiana con parole di unanime plauso. Tagore stesso ne parlava a ogni visitatore che veniva alla sua università. Del suo sentimento di gratitudine ne è prova il cablogramma che spedì a Mussolini e che fu riprodotto nel periodico The Modern Review:

Consentite che io vi esprima a nome di Visvabharati la nostra gratitudine per aver mandato a mezzo del Prof. Formichi il vostro cordiale riconoscimento del valore della civiltà indiana, per aver deputato il Prof. Tucci dell’Università di Roma ad istruire i nostri studenti nella storia e nella cultura italiana e a collaborare con noi in vari rami dell’orientalismo, ed anche per il generoso dono di libri a nome vostro, che sta a dimostrare uno spirito di magnanimità degno delle tradizioni del vostro grande paese. Vi assicuro che una siffatta espressione di simpatia che mi viene da Voi quale rappresentante del popolo italiano, aprirà, per gli scambi culturali fra il vostro paese e il nostro, un canale di comunicazione il quale racchiude in sè ogni possibilità di sboccare in un avvenimento di grande importanza storica.