I titoli delle opere di Tucci 0

boh, mercoledì 08 ottobre 2008

Alexandra David-NéelI titoli che Tucci dette ai suoi libri e ai suoi articoli furono sempre fantasiosi e accattivanti. Però...

Una esploratrice, che precedette Tucci in Tibet, fu Alexandra David-Néel, che vedete in foto da ragazza. Fu autrice di libri scientifici e tradusse anche dal tibetano al francese testi buddhisti perduti in sanscrito; pubblicò anche libri divulgativi sul Tibet e sul Nepal, dai titoli molto accattivanti, che pochi anni dopo riecheggeranno nelle opere di Tucci, come Mystiques et Magiciens du Thibet; Grand Tibet. Au pays des brigands gentilshommes; Au Coeur des Himalayas. Le Népal.

Nel 1933 la David-Néel pubblicò Femmes du Thibet e Tucci nel 1936 scrisse l’articoletto Nel paese delle donne dai molti mariti, sulle donne tibetane. Sembra che i due facessero una specie di gara, anche nei titoli.

Ma vedremo che quella del titolo delle pubblicazioni non fu l'unica gara in cui si cimentarono.

Un film su Eliade e Tucci: Youth Withouth Youth - Un'altra giovinezza di F. Ford Coppola 7

boh, lunedì 01 settembre 2008

Giuseppe TucciIl 26 luglio al cinema Umanitaria, in via San Barnaba a Milano, hanno proietteto il film Youth withotuh Youth, tradotto come Un'altra giovinezza. Se vi capita andatelo a vedere, mi raccomando.

Io l'ho visto l'anno scorso in Via Palestrina, un piccolo cinema all'antica con una saletta tenuta da due anziani coniugi cinefili che conoscevano a memoria tutte le storie dietro ai film e agli interpreti.

Questo film mi ha dato una fortissima emozione. Per me ha un significato e un gusto particolare. Infatti è una rielaborazione del romanzo rumeno di Mircea Eliade Un'altra giovinezza.

Il protagonista principale è Dominique Matei (la traduzione in inglese e l'introduzione del romanzo è stata scritta da Matei Calinescu). La cosa incredibile è che la ragazza di Dominique un certo punto (dopo aver subito uno shock!) parla in sanscrito. Chi è stato chiamato per capirla? Giuseppe Tucci, amico (nella realtà) di Eliade.

Nel film Tucci è stato definito come la maggiore autorità europea di sanscrito e di filosofia buddhista, che è vero.

E' stato anche presentato anche come il presidente dell'IsMEO, che per decreto ora rischia la chiusura (grazie Berlusconi!), che invece al tempo del film, metà-fine anni Trenta, non fu. Infatti era presidente il fondatore dell'istituto, Giovanni Gentile, fino alla sua uccisione, nell'aprile del 1944, da parte di un gruppo partigiano.

Mi ha davvero emozionato vedere nel film il mio maestro straordinariamente simile a quello in carne e ossa, stesso stile ed eleganza, solo più alto, e stessa enorme cultura.

Carlo Formichi a Vishvabharati, fra orientalismo e nazionalismo, in uno studio di Laura Piretti Santangelo  1

boh, sabato 30 agosto 2008

libri antichiIeri parlavo dei doni dei libri e dell'insegnamento di Tucci che Mussolini fece a Tagore, quando Formichi fu invitato a tenere il corso di sanscrito a Vishvabharati, la famosa università internazionale fondata a Shantiniketan, in India.

Formichi, che persuase il Duce a inviare i doni, era un fervente sostenitore del fascismo. Aveva il petto gonfio di orgoglio perché rappresentava, e a ragione, la cultura italiana. Si dichiarò latore del messaggio di Mussolini perché si sentiva un rappresentante del nuovo sistema politico.

Il ruolo ambivalente di Formichi fra politica e cultura è stato sottolineato per primo da Laura Piretti Santangelo, ex docente di Indologia all'Università degli Studi di Bologna, nell'articoletto «Carlo Formichi: fra orientalismo e nazionalismo», in Contributi alla storia dell’orientalismo (Bologna 1985).

Benché sia uno studio modesto, le dieci pagine della Piretti hanno il pregio di aver colto questo importante aspetto del maestro del nostro studioso.

I doni di Mussolini a Vishvabharati: 500 libri e la docenza di Giuseppe Tucci 0

boh, venerdì 29 agosto 2008

TagoreIl Duce, per intensificare l'opera di propaganda in India, nel 1925 non solo inviò Giuseppe Tucci e Carlo Formichi, il suo professore di sanscrito e mentore -- anche se, in realtà, quest'ultimo fu invitato dal Nobel Tagore in persona (nella foto), a spese di Vishvabharati, ma inviò in dono 500 libri per la biblioteca dell'università, come gli aveva suggerito Formichi.

Il dono dei libri da parte del Duce fu commentato dalla stampa indiana con parole di unanime plauso. Tagore stesso ne parlava a ogni visitatore che veniva alla sua università. Del suo sentimento di gratitudine ne è prova il cablogramma che spedì a Mussolini e che fu riprodotto nel periodico The Modern Review:

Consentite che io vi esprima a nome di Visvabharati la nostra gratitudine per aver mandato a mezzo del Prof. Formichi il vostro cordiale riconoscimento del valore della civiltà indiana, per aver deputato il Prof. Tucci dell’Università di Roma ad istruire i nostri studenti nella storia e nella cultura italiana e a collaborare con noi in vari rami dell’orientalismo, ed anche per il generoso dono di libri a nome vostro, che sta a dimostrare uno spirito di magnanimità degno delle tradizioni del vostro grande paese. Vi assicuro che una siffatta espressione di simpatia che mi viene da Voi quale rappresentante del popolo italiano, aprirà, per gli scambi culturali fra il vostro paese e il nostro, un canale di comunicazione il quale racchiude in sè ogni possibilità di sboccare in un avvenimento di grande importanza storica.

Quello che ha detto Buddha 0

boh, domenica 20 luglio 2008

BuddhaSappiamo che Tucci fu buddhista. Più che una religione, il Buddhismo è una dottrina morale e una disciplina etica fondata sulla teoria della trasmigrazione delle anime.

Contempla però una visione globale di tutto il vivere e di tutto l'universo, incluso la cosmologia, la cosmogonia, la mitologia, come si deve vivere, come ci si deve comportare, qual'è il retto pensiero e la retta intenzione, come comportarsi con gli uomini e con gli animali e così via, e per questo è una religione nel senso più ampio del termine: perché guida in ogni circostanza della vita.

Oltre cinquecento anni prima di Cristo il principe degli Śākya constatò che la vita porta invariabilmente con sé il dolore dovuto all’allontanamento e al distacco dalle persone, dagli oggetti che amiamo e dagli stessi desideri, o il dolore dell’unione con ciò che non ci piace, il dolore della malattia e quello della morte. L’essenza della vita è il dolore. Così cercò un mezzo per non soffrire più e non rinascere a una nuova vita, con il suo nuovo carico di sofferenze sempre uguali.

Un giorno, mentre sedeva in meditazione sotto un albero, capì che la realtà del mondo è illusoria e solo il distacco da tutto, i sentimenti, le persone, gli oggetti e i nostri stessi desideri delle persone e degli oggetti, avrebbe permesso all’uomo di non soffrire e, quindi, di non rinascere: aveva raggiunto l’Illuminazione. Da allora venne chiamato Buddha, che in sanscrito significa «svegliato»: si era destato alla realtà vera, uscendo dal sonno dell’ignoranza.

Gli otto segni di buon auspicio del Tibet 5

boh, venerdì 11 luglio 2008

nodo senza fineLa religiosità tibetana era caratterizzata da un mondo di segni e simboli, che ornavano sia gli oggetti sacri sia quelli più comuni. Per questo Tucci riportò dalle sue spedizioni alcuni oggetti di artigianato di ottima fattura.

Un motivo ornamentale classico erano gli otto simboli fausti, ereditati dall’India: i due pesci, il fiore di loto, il vaso contenente l’acqua benedetta, la conchiglia, la ruota della Legge, simbolo del Buddhismo, lo stendardo, l’ombrello e lo srīvatsa, un segno distintivo portafortuna fatto solitamente di un intreccio di peli sul petto che rappresenta il nodo senza fine.

Gli otto segni potevano essere rappresentati staccati o tutti insieme. Qui vedete come venivano raffigurati, e questa è la spiegazione dello srīvatsa(sanscrito) o dpal be’u (tibetano):

Hem Raj Sharma, il maestro nepalese di Tucci  0

boh, domenica 09 marzo 2008

libraryMa chi era dunque questo guruju a cui Tucci rendeva omaggio? Tutti i filologi e gli orientalisti conoscono Tucci, ma solo pochi esperti di studi nepalesi – e chiunque legga l’introduzione di alcune edizioni critiche dei testi in sanscrito della prima metà del ventesimo secolo – conoscono Hem Raj Sharma, il suo riconosciuto maestro sin dai primi viaggi nel paese, nel 1929.

Nel 1952 Hem Raj aveva già settantaquattro anni, un’età ragguardevole per un nepalese del tempo. Sarebbe morto l’anno dopo. Fu un personaggio pubblico che ricoprì cariche politiche e religiose molto importanti come precettore non solo della famiglia reale, ma dell’intero Nepal. Il suo status era superiore a quello del re.

Giuseppe Tucci, Luigi Nuvoloni, Giovanni Gentile e Giulio Andreotti 0

boh, giovedì 07 febbraio 2008

Giovanni GentileTucci ebbe sempre ottimi rapporti con i politici e in specie tre: Luigi Nuvoloni, alto gerarca, che lo fece diventare segretario della Biblioteca del Senato ed era il padre della seconda moglie, Giulia; Giovanni Gentile, che conobbe tramite Formichi, che lo fece diventare bibliotecario del Senato, lo aiutò a partire per Shantiniketan -- benché fu Formichi, che era Visiting professor di Sanscrito lì, che lo propose -- e poi lo fece diventare professore ordinario senza concorso e senza ancora la chiara fama all'Istituto Orientale di Napoli, e subito dopo lo trasferì a Roma (Tucci all'Orientale non era molto amato); e 3 anni dopo che Gentile fu ucciso, il 15 aprile 1944, Giulio Andreotti.

Tucci e Formichi a Vishvabharati e il seme delle grandi spedizioni 7

boh, venerdì 31 agosto 2007

Arte del Nepal

Tucci, chiamato da Formichi, nell'anno accademico 1925-1926 insegnò Lingua e cultura italiana a Vishvabharati. Inizialmente il luogo un ashram, un eremo in mezzo al verde, fondato nel 1863 da Devendranath Tagore, padre di Rabindranath. Quest'ultimo nel 1901 convertì l’eremo in una scuola sperimentale di soli cinque studenti che da lì a poco venne chiamata Patha Bhavan. Questo tipo di scuola tradizionale, chiamato gurukul, è basato sullo stretto rapporto fra allievi e guru, che vive a stretto contatto con loro e risiede vicino, spesso nella stessa casa. Nelle varie costruzioni maestri e discepoli si ritiravano per condividere i pasti, le attività ricreative, gli studi, le interminabili discussioni filosofiche e letterarie, che potevano continuare per notti e giorni quasi ininterrottamente, le preghiere. Lì viveva anche Rabindranath.

Il primo direttore di Vishvabharati fu il pandit Vidhushekara Bhattacarya. Così Formichi lo descrive al suo arrivo alla stazione di Bolpur:

Vishvabharati, luogo libero e felice: Tucci è iniziato all'India 7

boh, lunedì 05 marzo 2007

Shantiniketan (c) http://www.wb.nic.in/westbg/images/shantiniketan.jpgNel bellissimo paesaggio di Birbhum -- nel Bengala occidentale, nel nord-est dell’India, fino a pochi anni fa arido ma “affascinante per il suo silenzio e la sua vastità”, come racconta Giuseppe Tucci -- sorge l’università internazionale di Vishvabharati, fondata a Shantiniketan il 22 dicembre 1901 dall’educatore, poeta, drammaturgo, critico letterario, romanziere, pittore, musicista e Premio Nobel (1913) Rabindranath Tagore (1861-1941). Quella che vedete in alto è la foto di un edificio dell'università.

Tagore voleva essere conosciuto come educatore ma qui in Europa è conosciuto soprattutto come poeta:

Cogli questo piccolo fiore
e prendilo. Non indugiare!
Temo che esso appassisca
e cada nella polvere.